CELEBRITY HUNTED 3: CON LA TERZA STAGIONE VA UN PO’ MEGLIO

Recensione nel tempo di un caffè

Anche Celebrity Hunted, su prime video non si ferma, e nonostante il Covid era stata realizzata e girata una terza stagione, nel periodo del green pass e delle mascherine al chiuso. Una terza stagione con dei grossi lati positivi, forse la migliore fatta fino ad adesso.

Bello vedere un prodotto che cresce e migliora, la seconda stagione era stata un po’ un flop, ma nella terza, grazie e soprattutto a concorrenti di alto livello, ci si ritrova davanti ad un programma davvero apprezzabile. Un misto tra reality e serie tv che in questa terza stagione punta molto sulla sceneggiatura, una scelta vincente che rende tutto molto interessante e avvincente e anche molto divertente a tratti.

Le celebrità inseguite in questa edizione sono le coppie composte da Irama e Rkomi, Luca Argentero con sua Moglie Cristina Marino, Ciro Priello e Fabio Balsamo dei The Jackall, la coppia di Gomorra Salvatore Esposito e Marco D’Amore e in solitaria Katia Follesa.

La forza del programma rimane la grande dose di curiosità di sapere chi e come verranno catturati i vip, cosa si inventeranno per fuggire e per quanto riusciranno a salvarsi e soprattutto chi sarà il vincitore. Alcune nuove regole danno ancora più brio alla trama, e le catture sono più fantasiose del solito, i protagonisti sono di alto livello e alcune scelte di provocazione verso i cacciatori, sono davvero divertenti. Finalmente questo format funziona davvero e ha trovato la sua vera identità, più finzione, ma ben scritta e organizzata, e improvvisazione sulle battute e in alcune dinamiche della fuga.

Come nelle prime stagioni, interessante la regia, bene gestita anche nelle scene più difficili e movimentate, un po’ troppo inverosimili, gli inseguimenti dei cacciatori con il cellulare in mano per filmare, compratevi una Go Pro a sto punto!

IL PRODIGIO: IL DUELLO TRA SCIENZA E FEDE

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Il Prodigio (The Wonder) è un film del 2022 diretto da Sebastian Lelio e distribuito da Netflix, un film in costume che ripresenta come in molte pellicole, il duello tra scienza e fede, in un’epoca in cui la religione era fondamentale.

La storia si svolge In Irlanda nel 1862, un paese povero e martoriato dall’impero britannico, nelle sue lande desolate, in una piccola fattoria, una bambina si dice sia a digiuno da ben quattro mesi. Una commissione presieduta da religiosi e dottori decide di assumere un’infermiera e una suora che a turno costantemente osserveranno la bambina per testimoniare questo strano prodigio. L’infermiera Elizabeth Wright (Florence Pugh) sarà fin da subito scettica e alla ricerca della verità scientifica della vicenda, ma nel corso dei giorni stringerà un forte rapporto con la bambina prodigio, Anna (Kila Lord Cassidy).

Il film ci mostra diverse sfumature di quell’epoca, la povertà di un paese che vive ancora giorno per giorno e in cui era estremamente facile perdere dei figli per malattia. Vediamo soprattutto la protagonista e la verità che a poco a poco viene a galla. Le persone del luogo che cercano disperatamente un miracolo, qualcosa che gli dia un po’ di speranza e di fede. La povertà e la disperazione li portano ad allontanarsi dalla scienza e a trovare conforto nella fede verso Dio. La bambina diventa fonte di pellegrinaggio, di devozione, per alcuni è già una santa.

Il prodigio è ben strutturato, con una trama fluida e molto chiara, belli i costumi e la cura di alcuni dettagli, c’è la giusta atmosfera e il giusto alone di mistero. La recitazione è di buon livello e la fotografia patinata danno un tono di vecchio e povero al film che lo rendono ancor più realistico. C’è la rottura della quarta parete diverse volte nel film, particolare come scelta, addirittura a inizio film si vede il teatro di posa dove vengono girate le scene degli interni, una scelta bizzarra e che non comprendo del tutto.

Un film che fa riflettere, soprattutto verso il finale dove bisogna confrontarsi fortemente con la fede, con la sua forza e con l’impatto che ha sugli esseri umani, o meglio sulle comunità. La scienza sembra perdere, non essere supportata e anche in questa situazione, le persone sono troppo affascinate dalla possibilità che sia un miracolo e che lei sia un dono di Dio per i fedeli.

Un film che funziona bene nella sua semplicità, pecca un po’ in qualche dialogo, ma la recitazione lo sostiene alla grande, anche nella sua lentezza si fa guardare con facilità e mette la giusta dose di curiosità nello spettatore.

THE PALE BLU EYE – I DELITTI DI WEST POINT: UN CLASSICO GIALLO DA NON PERDERE

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The Pale Blue Eye – I delitti di west point è un film del 2022 scritto e diretto da Scott Cooper, distribuito da Netflix, questo film è una piccola perla che ricalca lo stile dei classici gialli dei primi del 900′. Liberamente tratto dall’omino romanzo di Louis Bayard.

La trama si sviluppa nel periodo storico della prima metà dell’ottocento, dove lo stato americano era agli albori e i casi di omicidio venivano spesso trattati con molta superficialità. Il protagonista è un detective famoso nella sua zona, Augustus Landor interpretato da Christian Bale. Deve indagare su un misterioso caso di suicidio, in cui poi la vittima è stata violata e a cui hanno asportato il cuore. Questo strano caso accade in una accademia militare che non può permettersi che succedano delle cose del genere ai propri cadetti. Faremo anche la conoscenza di un giovane famoso scrittore Edgar Allan Poe (Harry Melling), membro dell’accademia e aiutante improvvisato del detective.

Questo film mantiene dei bellissimi toni classici del genere e l’indagine è molto intrigante, la fantasia e il realismo dato grazie alla presenza di un personaggio storico, danno un tocco in più e rendono la trama davvero molto realistica. Non si capiscono bene i tempi e gli spazi, le distanze tra l’accademia e l’abitazione del detective ad esempio e ci ritroviamo man mano in una situazione inaspettata. Nonostante la lunga durata del film, appena più di due ore, sembra che l’evoluzione in sé sia quasi fin troppo veloce perché è difficile capire quanto tempo trascorre nella storia.

I personaggi sono ben caratterizzati e un a fotografia fredda rendono bene l’idea della location innevata e fredda come il destino delle vittime. C’è un forte e bellissimo contrasto tra la crescita e l’inizio della vita di Poe e invece la fine e il lento declino della vita del detective. A tratti un po’ Sherlock Holmes e un po’ Poirot, questo film ha la capacità di riportarti indietro nel tempo e nonostante le poche comparse e le poche location funziona alla perfezione.

Una piccola perla per gli amanti del genere, con un plot twist finale davvero bene congeniato di alto livello, davvero difficile da prevedere, come sempre in questo genere, il caso sembra che non sia mai risolto del tutto, fino all’ultimo secondo del film. Nel complesso davvero un ottimo film, che nasconde bene i suoi difetti e riesce ad esaltare i suoi pregi, merita di essere visto e apprezzato, anche se forse e per fortuna, un po’ in contrasto con i ritmi e i tempi moderni.

HELLHOLE: LA PORTA DELL’INFERNO

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HellHole è un film polacco del 2022, un horror ambientato in un monastero dai mille misteri e sparizioni.

Un detective si finge un prete pellegrino per entrare nel monastero e indagare sulla sparizione di diverse ragazze, fin da subito si rende conto che in quel monastero di frati, nulla è come sempre e ci sono molti inganni e misteri. Il cibo stesso che viene servito a pranzo è disgustoso, una zuppa putrida che tutti faticano a mangiare, le ragazze subiscono un esorcismo, ma anche in quel caso non tutto sembra tornare.

Un horror abbastanza classico che non punta sullo spavento, quanto più sull’orrore e il disgusto su ciò che accade. Il film funziona bene soprattutto nella prima parte, si perde un po’ troppo nel finale perdendo un po’ tutti i punti di forza visti in precedenza. Un bel mistero da risolvere, gli inganni e il disgusto, tutto funziona alla perfezione e sia la fotografia che i dialoghi funzionano e anche bene. Nel finale si vuole fare un passo un po’ troppo lungo, si vedono i difetti e la storia vacilla, con una fine davvero scarna e forse fin troppo esagerata.

Non fa molta paura ma certamente l’ambientazione ha il suo perché, lo stile e apprezzabile, anche se si nota il low budget e la produzione non di altissimo livello. Grazie al doppiaggio la recitazione non sembra affatto male, le parti in latino danno anche il giusto tocco in più.

Nel complesso si può dire che sia un film che funziona dentro nei suoi limiti, e che appena esce da questi sbaglia e cade un po’ nel ridicolo, però apprezzabile il lavoro che c’è dietro, la trama ordinata e ben scritta e una sensazione di orrore sempre bene presente collocandosi perfettamente nel genere.

E SE IL SEGRETO PER SCRIVERE UN SOGGETTO MIGLIORE, FOSSE QUELLO DI PARTIRE DALL’ATTORE?

CONTROCORRENTE: In un mondo senza idee, fatto di sequel e reboot e IA che prima o poi sostituiranno i poveri sceneggiatori, idea bizzarra, ma efficace, per rendere le trame interessanti.

Il mondo sta cambiando, le storie perdono di fascino e di potere e i soggetti interessanti per il cinema sono sempre meno. Anche i miglior libri fanno fatica ad essere rappresentati con dedizione, e l’attacco dei fan è sempre dietro l’angolo. C’è bisogno di soggetti originali e nuovi, di storie intriganti in cui basta una prima e veloce lettura.

Solitamente una storia, se non è tratta dalla realtà parte del viaggio dell’eroe dei classici dell’antica Grecia, storie che raccontano, e non che partono da un interprete specifico e poi vengono raccontate. Storie che si creano per poi scegliere il loro protagonista reale, le loro canzoni ecc.

Questo meccanismo inverso viene già utilizzato moltissimo dagli scrittori di tutto il mondo ma con i mezzi produttivi che si hanno oggi diventa tutto più semplice, con gli attori stessi che sono produttori esecutivi.

Il punto di partenza diventa quindi l’attore o l’attrice in carne d’ossa. La sua storia i suoi ruoli e il suo Background, l’intuizione che può dare di più e l’assegnazione di una storia che gli possa calzare a pennello. Scavare nel suo passato e studiare nel dettaglio tutti i suoi ruoli in modo da creare una bellissima storia adatta a lui o ad un altro con le stesse caratteristiche.

In questo articolo cercherò di fare un esempio partendo da un attore dal passato glorioso, un attore che ha fatto cose meraviglioso ma che negli anni si è un po’ perso e di cui viviamo il suo passato con grande nostalgia. Voglio come esempio, sfruttare questi elementi per scriverci sopra una storia che calza a pennello con la realtà dei suoi fatti, con le sue caratteristiche del passato e con le caratteristiche attuali. Un mix ideale di tutti gli elementi che ho appena elencato.

Jim Carrey, sarà lui il protagonista della nostra storia, un attore unico, dai mille volti ed espressioni che ha portato moltissima felicità nelle nostre case grazie alle sue interpretazioni, chi è nato negli anni 80/90 non può non amare questo attore. Un attore versatile che è passato da film come The Mask, di cui ne è l’essenza stessa, a The Truman Show o Eternal Sunshine of the Spotless mind. Era una garanzia, se c’era lui il film era sicuramente piacevole e portava con sé tutte le sue mille espressioni, imitazioni e leggerezza. Un attore che per qualche motivo mi ricorda molto un’icona del cinema come Robin Williams, forse perché entrambi felici sullo schermo e depressi nella propria vita.

Ultimamente Jim non è più protagonista, ha fatto qualche film ma nulla di particolare, in Sonic di è vista un po’ della sua splendida e amata follia ma nulla di particolare, serve qualcosa in cui lui possa essere sé stesso ed esprimere tutto il suo talento. Sfruttare tutti questi elementi per creare un piccolo soggetto che possa conquistare il pubblico.

ESEMPIO – SOGGETTO – BREVE SINOSSI

Jim è un ex attore di successo di Hollywood, autore e attore di bellissime commedie del passato, famoso per la sua capacità interpretativa ed espressiva. Negli anni ha lasciato il mondo “malato” di Hollywood per tornare nella sua scuola, un piccolo liceo di una cittadina sperduta in mezzo agli stati uniti. Li è diventato professore e per uscire dalla depressione decide di insegnare ai ragazzini l’arte della recitazione.

Jim diventa il loro insegnante e mentore e a poco a poco, lui e la sua classe creeranno un’opera teatrale sul riscatto personale, la bellezza della vita e l’amore incondizionato verso la semplicità. Negli occhi di Jim rispunterà una luce che non si vedeva da anni, trasmettendo ai suoi allievi tutto il suo talento.

Una storia fatta di ricordi, di voglia di riscatto e la bellezza di trasmettere qualcosa alle nuove generazioni, Jim diventa come un padre per quei ragazzi che coltivano grazie a lui la voglia e la passione per la recitazione, quella più pura e semplice. Una storia che parla di cinema, recitazione, amore e talento. Con un Jim Carrey assoluto protagonista, con sfumature di sé stesso e della sua vera storia personale.

Molti penseranno che questo piccolissimo soggetto sia stata pensato per ore, invece è nato così nel corso di questo articolo, immediato, diretto, breve ma che racchiude diverse caratteristiche dell’attore su cui ho deciso di cucire sopra questa storia. Un piccolo esempio di questa semplice tecnica, che può essere utile per scrivere delle belle e interessanti storie. Mi piacerebbe ci provaste anche voi, anche voi che leggete questo articolo.

Sceglietevi un attore che conoscete bene, di cui conoscete tutte le sue caratteristiche o di cui vi piacerebbe vederlo in un determinato ruolo o storia e scriveteci sopra qualcosa, vedrete che sarà molto più semplice che partire dal nulla. Sbizzarritevi, non opprimete la vostra creatività, siate liberi di scrivere ciò che volete, senza vincoli e pressioni e uscirà sicuramente fuori, un soggetto davvero interessante.

Un’altra tecnica bellissima e simile a questa, è partire da una canzone, ascoltatela per bene, leggetene il testo, soffermatevi sulle parole e da lì iniziate a scrivere la vostra storia. Mixate le due tecniche, musica più attore e vedete cose vi viene fuori. Non fermatevi al primo fallimento, creare mondi, avventure e amori, siete liberi di creare tutto ciò che volete, questo è il potere della scrittura.

Questo ultimo passo che ho scritto, lo posso riutilizzare nel film, come monologo di Jim Carrey che parla con i propri studenti. Imparate a sfruttare ciò che vi circonda perché il cinema è fatto di tanti piccoli momenti di realtà.

2023, NOVITA’ E NOTIZIE SU CIO’ CHE CI ASPETTA QUEST’ANNO.

QUATTRO CHIACCHIERE: Notizie dal mondo delle serie e del cinema, come è iniziato il 2023 e cosa ci aspetta.

Proprio come super Mario che curiosa e guarda i funghi con sguardo di stupore, siamo ormai pronti ad entrare ufficialmente nel nuovo anno anche a livello di visione cinematografica e di serie tv. Dopo un 2022 di altissimo livello non sarà facile mantenere lo stesso livello, tra grandi ritorni e grandissime novità e delusioni.

Molti film già li conosciamo, torna Nolan con il suo film sulla bomba atomica, Oppenheimer, poi c’è appunto Super Mario, Indiana Jones, Mission Impossibile, Guardiani della Galassia 3 e tanti altri titoli interessanti e meno popolari, si sfocia poi con Dune che arriva in autunno e pronto a stupire e meravigliare come il primo capitolo.

Un anno insidioso perché va a toccare elementi importanti del cinema come ad esempio Indiana Jones, con i fan già pronti ad assalirlo, diretto da James Mangold il trailer è già riuscito a dare quel sapore nostalgico che non è affatto male. Però è sempre un rischio, ma ci dovremmo fare l’abitudine perché nell’aria c’è pure un reboot di Harry Potter, i fan sono ovviamente contrariati, ma la Warner Bros. sembra ben decisa a portare avanti questa possibilità.

Mission Impossible diventa una vera e proprio saga lunghissima con una marea di film e con un Tom Cruise in super forma che si getta con la moto in un dirupo, con molta destrezza e gioia, film che promette bene dal punto di vista dell’azione, come sempre. Poi ci sarà l’ultimo capitolo di una delle saghe più lunghe e seguite del cinema, quella di Fast and Furios, ultimo capitolo girato anche molto in Italia l’anno scorso e protagonista di diversi leak delle riprese.

Il film più atteso forse rimane quello del caro buon vecchio Christopher Nolan, alle prese questa volta, come con Dunkirk, con una storia vera, dal fascino criptico, e che non è mai stata approfondita più di tanto. La storia della nascita dell’arma di distruzione di massa più letale di sempre, la bomba atomica. Anche questo sicuramente visivamente spettacolare con un cast eccellente.

La DC comics ha diversi progetti in mente, più difficile capire la loro data di uscita, mentre Henry Cavill si sposta nel mondo Marvel, lo rivedremo su Netflix con la terza e sua ultima stagione di The Witcher. Netflix punterà anche sui sequel, magari in arrivo la seconda stagione di Squid Games? Per adesso ha appena messo fuori qualche prodotto interessante ma non del tutto eclatante. La notizia della cancellazione della serie tedesca 1899 ha lasciato tutti un po’ sconcertati perché era una serie che aveva necessità di essere sviluppata. Può essere che la sceneggiatura della seconda stagione non convinceva del tutto.

Il mondo delle serie tv sembra un po’ rallentare, rispetto ad un cinema che vive di sequel e reboot e con prodotti visivi sempre di ottimo livello, con la Marvel a tenere insieme i pezzi. Ci pensa la HBO a farsi avanti, e dopo il successo di House Of Dragon si butta nel terreno più insidioso e adesso a gennaio esce con The Last Of Us, serie tratta da due videogiochi meravigliosi, pieni di fan agguerriti per distruggere la serie. Si parla anche del nuovo True Detective, con Jodie Foster, in uscita forse il prossimo autunno. HBO dunque ci va pesante. Torna anche Lindelof (Creatore di Lost) con Mrs Davis e inizieranno pure le riprese dello Star Wars scritto da lui.

Uscirà anche un film tratto da una storia vera che parla di un orso fatto di cocaina che semina panico tra i turisti di un parco, un film che dal trailer appare tra il drammatico e il comico, pellicola curiosa che merita una certa attenzione. Si spera che il 2023 ci regali qualche bella novità, oltre a sequel come l’ultimo capitolo della saga di John Wick, con Keanu Reeves pronto ad ammazzare ancora tutti. In più interessante anche il terzo capitolo di Deadpool in cui rivedremo molto probabilmente Hugh Jackman nei panni di Wolverine.

Netflix parte con i sequel come anticipato già in precedenza, e quindi via con la nuova stagione, forse finale di YOU, il seconda di Tenebre e Ossa, lo spin off di Bridgerton, l’ultima stagione di The Crown. Su Amazon invece spicca The Citadel, serie tv che verrà prodotta in diverse versioni in diverse nazioni, creata dai Fratelli Russo e da Patrick Moran, in Italia Cattleya ha già iniziato le riprese, tra i protagonisti, Matilda De Angelis. In più Amazon non smette di spremere LOL fino a midollo e uscirà un programma comico Io sono Lillo, con protagonista ovviamente Lillo, che deve affrontare la sua nuova popolarità, tra gli ospiti tanti altri comici (Esce oggi).

Così tra grandi ritorni e qualche piccola novità ci apprestiamo ad affrontare il 2023 cinematografico e dello streaming, con la speranza che qualcuno fermi la crescita del prezzo degli abbonamenti e dei biglietti e che ci faccia godere di questa arte meravigliosa senza l’angoscia di perderci uno stipendio.

THE WITCHER-BLOOD ORIGIN: RECENSIONE DELLA MINISERIE DELLE ORIGINI DEI WITCHER

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The Witcher Blood Origin è una miniserie originale Netflix del 2022. Una serie che amplifica il mondo fantasy creato da Andrej Sapkowski. Come già annunciato da Netflix, ogni anno uscirà un prodotto di questo mondo, in questo caso la miniserie di concentra sulla nascita dei Witcher.

Fin da subito si intuisce che la serie ha subito diverse svolte e cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda il budget, il che la rende molto ristretta nelle location e nei personaggi, sempre pochi e a tratti con scene che sembrano da webserie di Youtube.

La trama funziona abbastanza bene anche se troppo scontata e piena di cliché, bella però nel complesso l’idea di rendere tutta questa storia come una ballata scritta dal bardo, infatti tutta la storia a dei tratti molto fiabeschi, forse troppo. La recitazione è arrancante e manca un vero protagonista che conquisti il pubblico. Il nome che circolava di Jason Momoa come primo Witcher ci aveva stuzzicato e non poco, ma non è accaduto, e ci siamo ritrovati con attori che non convincono, soprattutto nelle scene più complicate.

Le aspettative mettono in difficoltà questa serie che non ha nulla di speciale, ma che nel complesso non è nemmeno completamente da buttare via, una trama che funziona, qualche scena d’azione ben studiata e alcuni personaggi per lo meno curiosi. Pecca molto sui suoi protagonisti, troppo deboli e poco coinvolgenti. Il primo Witcher passa veloce e ci si perde in un finale un po’ fiabesco e confusionario.

Bella L’Islanda e alcune location, altre invece sono talmente low budget da notarsi subito, una miniserie che non sembra fare parte del mondo del mondo fantasy di Sapkowski ma sembra creata in un mondo a sé. Sicuramente una mazzata per i fan, per i neofiti di questo mondo rimane invece una buona miniserie da vedere però senza grosse pretese. Sicuramente ci si aspetta di più da un mondo fantasy con questo potenziale.

YOU DON’T KNOW ME: IL FINALE CHIUDE IL CERCHIO

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You Don’t Know Me è una miniserie de 2022 distribuita da Netflix, una crime story britannica tratta dal libro di Imran Mahmood e creata dalla BBC e scritta dal Tom Edge.

You Don’t Know Me, ricalca in pieno lo stile televisivo inglese, con una fotografia sempre eccellente e una scrittura lenta ma molto profonda, risultando a tratti un po’ noiosa ma sempre molto intensa e che porta sempre a qualcosa. Difficile risulti banale e anche in questo caso questa serie si comporta in questo modo.

La trama si sviluppa su due linee temporali, con l’imputato che nell’arringa finale parla di ciò che è realmente successo e del perché lui non è colpevole, si rivolte alla corte senza avvocato, per apparire il più sincero possibile. Si scoprirà che lui si è travato in una brutta situazione, in una lotta tra gang, tutto per proteggere la ragazza che ama. La storia funziona anche se un po’ lenta e noiosa senza troppi colpi di scena, con un bel romanticismo che fa da sfondo. Il finale è aperto con lo spettatore che deve decidere quale finale preferisce dare a questa storia, se tragico o con un lieto fine per il protagonista.

La recitazione è ben centrata nella trama, a tratti di ottimo livello, nel complesso soddisfa e trasmette le giuste emozioni. Una miniserie che però pur se fatta bene, non riesce a conquistare del tutto, rimane forse un po’ troppo piatta e basilare, e la storia che c’è dietro non crea poi quelle forti emozioni. Si muove qualcosa solo nel finale, ma non basta per rivalutare tutto il prodotto. You Don’t Know Me, va un po’ contro lo stile moderno di andare sempre veloci, una storia con i suoi ritmi e le sue cadenza, che parte in modo soft, per poi aggiungere la drammaticità di ciò che gli sta succedendo al protagonista, che in fondo, lotta solo per amore, tanto amore.

Una serie che non penso avrà molto successo anche se di ottima qualità, una miniserie forse troppo distante dagli stili moderni e commerciali, ma che rimane comunque un buon elemento in più all’interno del catalogo Netflix.

GLASS ONION – KNIVES OUT: RIAN JHONSON FA ANCORA CENTRO.

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Glass Onion – Knives Out è un film del 2022 scritto e diretto da Rian Jhonson e sequel del primo film Knives Out – cena con delitto. Il film è distribuito da Netflix che ne ha pagato i diritti di produzione e distribuzione per una cifra davvero importante, segno di come il canale streaming punta su questo prodotto.

Il cast stellare e il successo del primo film attira sicuramente l’attenzione del primo film, ovviamente del primo capitolo rimane solo il detective Benoit Blanc interpretato da un ottimo Daniel Craig. Detective che se vogliamo un po’ una parodia dei classici detective Noir. Poi tra gli altri ci sono Edward Norton nei panni di un miliardario un po’ eccentrico, Kate Hudson, Dave Bautista, la bellissima Madelyn Cline che dopo sto film inizierà sicuramente ad aver successo e tanti altri attori di spicco.

Questo sequel riesce a mantenere le caratteristiche del primo film, aggiungendo forse un po’ più di ironia, con situazioni davvero divertenti e con l’omicidio che viene preso con leggerezza, le somiglianze con il gioco da tavolo Cluedo sono evidenti, ma viene rivisitata la classica cena con delitto, rendendo la trama di contorno davvero interessante. Con eccentrico miliardario che ogni anno organizza con i suoi vecchi amici una cena con delitto in diverse parti del mondo, questa volta la fa in Grecia, nella sua isola privata, in una villa con una gigantesca cipolla di vetro sul tetto.

Nonostante il cast stellare e l’ottima regia, la cosa che colpisce di più, come nel primo film, è la scrittura, il film è scritto davvero bene e anche sta volta sembra che Rian Jhonson riesca esprimere tutto sé stesso e la sua creatività. Anche qui la trama si sovrappone tra passato e presente e ci mostra diverse angolazioni della stessa scena, ogni movimento dei personaggi e monitorato ma ci viene mostrato in momenti diversi del film. Rispetto al primo film il caso è meno difficile e intrigante, ma ha una storia dietro più forte e convincente, meglio narrata e più completa. I personaggi sono ancora scritti molto bene, tutti legati uno dall’altro e soprattutto legati al miliardario loro amico.

Un format che sicuramente funzionerà ancora, se Jhonson avrà ancora idee di questo valore, questo sequel a qualcosa in meno del primo, ma anche elementi in più che lo valorizzano, l’ironia è migliorata e sta prendendo forma un genere tutto suo e anche abbastanza iconico, uno dei film con cast corale meglio gestito, che mescola diversi elementi e generi in modo impeccabile.

Per Knives Out 2 avevo grosse aspettative e direi che sono state ampiamente superate. Un film che consiglio a tutti e che nonostante non abbia nulla di natalizio, si colloca perfettamente in questo periodo, bello da vedere tutti assieme in compagnia. Quindi bravo Rian Jhonson, hai fatto ancora centro!

HENRY CAVILL NON SARA’ PIU’ SUPERMAN, MA CHI LO SOSTITUIRA’?

QUATTRO CHIACCHIERE: James Gunn nuovo Co-Ceo dei Dc Studios ha annunciato un nuovo film su superman, ma Henry Cavill non ci sarà.

I Dc Studios sono sempre stati un gran disordine e confusione da quando sono nati, un continuo cambio di guide e direzioni che non fanno altro che far uscire fuori prodotti non all’altezza. L’idea di mettere James Gun a capo di tutto, non è male, ma questo comporta l’ennesima rivoluzione all’interno degli studios, che non porta mai nulla di buono.

In questo momento la Dc è in totale confusione, con prodotti eccellenti come il Joker di Todd Philips o il Batman di Matt Reeves che rimangono dei film indipendenti dall’universo cinematografico da cui sono tratti. James Gunn ha una visione lontana a livello stilistico da quei due film e il suo Suicide Squad, cioè i nemici di Batman, non c’entra assolutamente nulla con l’ultimo Batman interpretato da Robert Pattison, due film dello stesso universo narrativo che non c’entrano nulla tra loro. Una confusione che non si sa bene a cosa porterà, con i vecchi progetti che vengono cancellati o sospesi, come Black Adam il cui finale non ha molto senso, visto che Cavill non sarà più superman o Wonder Woman, che per fortuna è stato bloccato e poi si vedrà anche il destino degli altri supereroi. La verità è che forse sarebbe meglio mandare avanti due universi, uno più serio, impostato, con progetti singoli mandati avanti da registi importanti e un altro completamente gestito da James Gunn, cosa che penso saranno obbligati a fare.

Come Batman, penso proprio che superman sia più legato alla storia di cui si parla, in base ad essa il personaggio di adatta e un attore ci sembra buono in quel ruolo. Ripensando alle diverse interpretazioni viste in tv e cinema, difficilmente l’attore che ha interpretato superman non ha convinto.

Nel Superman di Zack Snyder era perfetto un serioso e già adulto e formato Henry Cavill, hai tempo poco conosciuto, per la serie tv distribuita in questo momento in tv l’attore Tyler Hoeclin ben si adatta e che dire del perfetto Tom Welling in Smallville, serie per teenagers che forse ci ha offerto il miglior Lex Luthor e la miglior Lana Lang di sempre.

Henry Cavill è in caduta libera, si dice per dipendenza videoludica, recentemente dopo aver perso il ruolo di Gerart in The Witcher, ha perso anche questo ruolo così iconico, un po’ per scelta di trama troppo lontana da lui e un po’ magari per gli stessi motivi di cui si parla in Netflix. Peccato perché lui era davvero un ottimo superman. Per capire chi potrebbe essere il nuovo superman e perché bisogna analizzare lo stile e le idee di James Gunn.

L’idea di creare un superman di colore è allentante, ma penso troppo estraniante per i fan di questo personaggio, il candidato numero uno sarebbe stato Michael B. Jordan che sarebbe stato sicuramente un bel colpo, che ben si adatta allo stile di James Gunn. Devo ammettere che mi aspetto qualcosa di completamente diverso dal solito, un superman meno timido, più chiacchierone e spiritoso, qualcosa che non sia cupo, ma allo stesso tempo che sia violento. Le prime indiscrezioni parlano di una trama basata molto sulla vita da giornalista di Clark Kent, già trasferitosi a Metropolis ma ancora molto giovane e acerbo, come il Batman di Matt Reeves. Quindi in pratica la Dc studios, passa da quelli quasi in pensione a quelli appena assunti nel mondo dei supereroi. Pensare ad un Superman appena uscito dal college fa un certo effetto, un effetto Smallville, anche se dicono che il film riprenderà un po’ lo stile dei primi film di superman, anche se io dubito molto di questa cosa.

Da ricordare anche che James Gunn è stato produttore esecutivo anche di Brightburn, horror in cui veniva mostrato un Kal’el bambino e cattivo, violento, quasi demoniaco. Questo mi può far pensare, che essendo giovane e inesperto, qualche errore di violenza e vendetta, il suo superman lo farà. Un superman troppo in preso dai suoi poteri, un ragazzino ancora ingenuo che sta capendo solo in quel momento le suo responsabilità, qualcosa che strizzi pure l’occhio al film Chronicles, in cui dei ragazzini ottenevano dei superpoteri che li rendevano dei cattivi più che dei buoni.

Passato lo spauracchio Nicolas Cage nei panni di Superman, come detto prima, gli interpreti sono sempre stati di livello, a parte forse Brandon Routh che non è stato un pessimo superman, era in un pessimo film. Penso ad un superman più estroverso, mano cupo, appena uscito dal college e che muove i primi passi nel mondo del giornalismo, serve sempre un attore alto e con un fisico ben allenato e di impatto. Un Clark Kent un po’ diverso dal solito insomma e ben collocato nello stile di Gunn.

I tre nomi che circolano in questo momento sono quelli di Adam DiMarco, Austin Butler e Jacob Elordi.

Tutti e tre sono attori che mi convincono, proprio per quanto detto prima, la giovane età soprattutto nel loro aspetto, lo stile e la possibilità di fare un ragazzino più loquace e estroverso del solito Clark Kent. Per quanto riguarda Butler penso sia quello che potrebbe avvicinarsi di più a quello che potrebbe essere il superman di James Gun, gli serve sicuramente qualche chilo e muscolo in più ma vedo in lui un possibile giovane superman che lotta tra bene e il male.

Adam DiMarco gli manca forse, così a primo impatto la serietà di Clark Kent, però anche lui sarebbe sicuramente qualcosa di nuovo, qualcuno con cui è più facile stupire ma anche più facile sbagliare. Mentre Elordi sembra un po’ più classico, ricorda anche il superman più famoso quello interpretato dal mitico Christopher Reeve. Sembra quasi lui da giovane e magari si decide per optare per una scelta più classica. In base a quanto detto mi immagino un Clark Kent appena trentenne che si appresta ad iniziare il suo lavoro al Dayli Planet, che fa conoscenza con Lois Laine e che incontra Lex Luthor per un’indagine giornalistica.

Perché il Villain è tanto importante quanto il Protagonista e purtroppo negli ultimi film, nonostante uno sia stato interpretato addirittura da Kevin Spacey, Lex Luthor non ha convinto, e deve essere una parte fondamentale del film, una tentazione a cui Clark deve resistere, un superman tentato dalle offerte di potere e soldi del suo futuro rivale.

Su Internet è pieno di provocazioni e idee stupende su Lex Luthor e i suoi possibili futuri interpreti, come ad Esempio Bryan Craston, vorrei uno spin-off solo per quello, oppure Robert Downey Junior. Mi piace pensare che Lex abbia più o meno l’età di Clark, un figlio di papà viziato, non ancora a pieno nell’azienda che è sopravvissuto per miracolo all’arrivo della navicella di Kal’el. Un ragazzo che sta entrando adesso nel mondo degli affari, cinico, imprevedibile e terribilmente ambizioso.

Io propongo Alex Pettyfer, con uno sguardo da cattivo e da bravo ragazzo allo stesso tempo, un attore duttile che può dare nuova vita a questo Villain, appena sopra i trent’anni, ben si adatta alla visione che potrebbe avere Gunn di questo personaggio.

Un altro nome che mi intriga è quello del figlio di Daniel Day Lewis, Gabriel-Kane, forse però troppo giovane per il ruolo, ma se avesse anche solo un terzo del talento del padre, sarebbe perfetto. Poi ci sarebbe Tom Ellis, più adulto e forse più famoso per il suo ruolo in Lucifer, ma con caratteristiche interessanti per il ruolo. Travis Fimmel famoso protagonista di Vikings, con i suoi occhi di Ghiaccio sarebbe un buon Lex Luthor. Oppure Provocazioni come Cillian Murphy e Tom Hardy e perché no, Christian Bale. In un film del genere penso sia più importante il ruolo del nemico che quello del protagonista, bisogna solo decidere che direzione prendere, se anch’esso giovane e inesperto o più formato adulto e già leader della sua azienda. Anche il protagonista della serie Damnation, Killian Scott, non sarebbe affatto male, ad esempio.

Fatto il “Fantacasting” dei due possibili interpreti principali si dà una pensata veloce agli altri personaggi, con la famiglia Kent che penso avrà un’importanza marginale, non troppo invasiva, essendo che Clark vive ormai a Metropolis.

Come Lois Lane mi piacerebbe che ci fosse Ana de Armas, un’attrice che ammiro molto anche e soprattutto per la sua bellezza e penso che ci starà bene in quel ruolo. D’altra parte questo ruolo è sempre stato interpretato da bellissime ragazze, con un carattere molto forte e deciso. Una giornalista che deve tenere testa a Superman, deve avere un carattere forte e voglia di scoprire la verità. Aiutare Superman nel momento del bisogno e aiutare Clark nel suo lavoro come giornalista alle prime armi.

Mentre per la famiglia Kent devo ammettere che mi erano piaciuti molto quelli presenti negli ultimi film, con Kevin Costner nel ruolo del padre di famiglia Jonathan Kent, anche nella serie Smallville erano perfettamente azzeccati. Quindi non penso sia così importante ma andando con la fantasia mi piacerebbe vedere qualcuno di abbastanza anziano, per far capire come quella famiglia avesse ormai rinunciato ad avere un figlio, con ancor più difficoltà ad essere genitori e con la fattoria che fa ormai fatica ad andare avanti e che lotta con la azienda dei Luthor che percepiscono che c’è qualcosa di strano in quella fattoria (la navicella di Kal’el).

Un altro personaggio che potrebbe sicuramente tornare utile alla trama è quello di Lana Lang altro “LL” dei fumetti del supereroe, un personaggio legato molto alla sua adolescenza e suo primo amore, potrebbe essere anche il punto di contatto con la sua vita precedente e il suo inizio come giornalista al Dayli Planet. Magari come in Smallville, Lana, potrebbe avere un forte legame anche con Lex, mettendo poi in difficoltà Clark in diverse scelte. Un personaggio tutto da sfruttare che è il simbolo del Clark che sta crescendo ma che è inevitabilmente legato al suo passato, soprattutto ad un’amica che gli ah dato tanto.

Per il ruolo di Lana Lang ho pensato a Madelyn Cline, attrice emergente vista in Outer Banks e di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro e non solo per la sua bellezza. Giovane, bella, spigliata, un po’ fuori dai soliti canoni della Lana vista nelle serie ma più simile a quella dei fumetti e della serie animata.

Nel complesso nel film sarebbe bello un duello non troppo importante che non devasti tutta la città, un forte contrasto con le sue debolezze, la sua criptonite, sia fisica che sentimentale. Un duello tra lui è Lex Luthor in cui deve contenere i suoi poteri per non fare più danni del previsto, un superman più umano, invincibile sì, ma allo stesso tempo ancora fragile e facile da condizionare. Chiedere a Superman di usare i suoi immensi poteri per salvare il mondo e come chiedere a Jeff Bezos di fermare la fame del mondo con i suoi soldi. Non lo farà mai e anche se ci provasse e impossibile. Voglio vedere un Clark Kent indeciso su cosa sia davvero il bene e il male, cosa sia meglio per lui. Impreparato alle scelte più difficile, incapace di fare sacrifici per dei beni superiori, un superman che farà la scelta decisiva proprio a fine film e lo consacrerà supereroe.

Sinceramente non mi stupirei se a tratti questo film di James Gunn ricordasse un po’ la serie The Boys, come tipo di ironia e splatter, ma anche come filosofia di contrasto di eroe e antieroe. Il punto cruciale è, tutto quel potere è più probabile che porta ad essere cattivi o buoni? E suo Cripton, qual è il concetto di buono o cattivo? Nonostante la confusione che ormai alleggia sui Dc Studios, ho grande curiosità per questo possibile film. Non ci resta che aspettare.