UPLOAD : UNO SGUARDO AI SENTIMENTI NEL FUTURO CON UN PIZZICO DI RISATE

Recensioni nel Tempo di un Caffè

Locandina di Upload serie originale Amazon Prime

Upload è una serie originale prodotta da Amazon e disponibile su Amazon prime video.

Si presenta come una commedia di un futuro in parte dispotico in cui le coscienze degli uomini possono essere trasferite in un computer dopo la loro morte.

Verranno trasportati in una realtà virtuale dove potranno interagire con il mondo esterno tramite video chiamate o proiezioni.

L’idea di base fa molto “Black Mirror” ma sicuramente viene sviluppata più per far ridere e commuovere che per far riflettere.

è una bella serie tv, molto leggera e molto ben sviluppata, diciamo che su Amazon prime è facile trovare prodotti di ottima qualità avendo una filosofia differente da Netflix.

è una serie che ti fa affezionare con facilità ai personaggi e che parla di sentimenti e della paura di morire e di allontanarci dalle persone a noi care.

Mi è piaciuta fin da subito perchè ti fa sorridere e allo stesso tempo ti appassioni alla trama molto semplice e lineare ma che nasconde anche un po’ di mistero perchè non si capisce bene se il protagonista sia morto per un incidente o sia finito li perchè è stato ucciso.

Anche se è fantascienza, ti rendi conto che non è poi così impossibile, sembra quasi fattibile e tangibile una cosa simile, forse perchè ormai siamo già immersi in mondi digitali con visori e strumenti simili.

Upload nonostante io la definirei una piacevole commedia romantica, ci fa anche riflettere sull’importanza dei sentimenti, e delle occasioni mancate, fa anche riflettere sull’importanza della vita.

La consiglio assolutamente perchè la ritengo una serie ben riuscita che può piacere a tutti, semplice da vedere senza troppe complicazioni, aspettando una seconda stagione già annunciata!

SPACE FORCE : QUANDO TI ASPETTI UNA BELLA RISATA CHE FORSE NON ARRIVERA’ MAI

Recensioni nel tempo di un caffè

Foto con i protagonisti della serie, tra cui l’ideatore Steve Carell

Space Force è presente nel catalogo Netflix, serie breve di cui non si sa ancora il destino, la prima stagione ha 10 episodi da 30/40 minuti.

Ideata dagli stessi creatori di “The Office” (Graig Daniels e Steve Carell), Space force ne ricalca a tratti lo stile ma non la qualità del prodotto.

La serie tv parte con la premessa di essere una commedia, basta leggere il nome del protagonista e dei creatori per aspettarsi qualche grossa risata e qualcosa di leggero, divertente e facile da capire e da seguire.

Indubbiamente è piacevole nella forma, un po’ meno nel contenuto, a tratti annoia e le risate vere e proprie sono davvero poche e si contano sulla punta delle dita.

Si ride spesso a denti stretti e anche l’intera trama non convince, sembrano più dei semplici sketch montati in modo un po’ disordinato, anche i personaggi sono scritti un po’ male, sono deboli e difficilmente riescono a farti affezionare a loro.

Forse è un po’ colpa del mondo in cui è collocata la serie, si prova a fare parodia, ma le battute non reggono, ho letto che anche in lingua originale le effetto è lo stesso, anzi forse con l’adattamento italiano si guadagna qualche battuta in più.

Nei primi episodi c’è davvero una scena esilarante che davvero merita di essere vista (dove c’è una scimmia nello spazio), però crea aspettative verso la serie che non raggiunge più quel livello di comicità, tra l’altro tipica di Carell.

Mi spiace molto perchè aveva un ottimo potenziale, rimane una serie piacevole e leggera, facile da guardare ma con dei grossi rimpianti, essendo una commedia non è detto che la seconda stagione (se mai ci sarà) ribalti la situazione.

Un plauso va fatto a John Malkovich che è sempre impeccabile, forse il personaggio più riuscito della serie!

CONTROCORRENTE: Hayden Christensen è stato un buon Anakin Skywalker



Hayden Christensen
nei panni di Anakin Skywalker (Star Wars III la vendetta dei Sith)

Per esprimere questa mia opinione devo partire per forza da una visione generale del progetto e dei due film, le loro necessità e le loro premesse.

Hayden Christensen appare nei ultimi due film della seconda trilogia, aspramente criticata dalla critica per molteplici motivi tra cui ovviamente l’interpretazione di Anakin Skywalker.

Anakin era sicuramente il personaggio più atteso dell’intera saga, dopo aver visto uno dei Villain meglio riusciti della storia cioè Darth Vader, eravamo tutti curiosi di capire e vedere cosa lo avesse portato ad essere così.

George Lucas ha sempre scelto attori alle prime armi, per lo più giovani e con poca esperienza alle spalle.

A parte Harrison Ford, gli attori della prima triologia difficilmente hanno trovato fortuna e spazio in altri film, marchiati a vita dai loro personaggi in Star Wars.

Con la nuova trilogia targata sempre Lucas film, si mantengono queste intenzioni collocando per lo più attori alle prime armi ma un po’ più conosciuti per attirare il pubblico, come Ewan Mcgregor (nei panni di Obi Wan) già famoso per Trainspotting di Danny Boyle, oppure già famoso per molti film tra cui Schindler’s list e poi la giovane Natalie Portman già vista in Leon di Luc Besson.

Nei casting George Lucas continuò con questa filosofia, cercava un ragazzo biondo, occhi azzurri e di bell’aspetto, un ragazzo che potesse sembrare un ribelle, che potesse creare anche un po’ di antipatia con la sua supponenza.

Leonardo Di Caprio rifiutò il ruolo perchè aveva paura di rovinare la sua fama nata con Titanic, mentre Paul Walker e Ryan Phillips erano stati molto vicini al ruolo, entrambi già conosciuti per qualche film.

C’era un identikit preciso, forse il più preciso all’interno di tutto il casting, avevano un idea di cosa volessero dal personaggio di Anakin Skywalker.

Scelsero uno “sconosciuto Canadese” così lo definì Paul Walker in un intervista.

Fatte tutte le premesse sui personaggi volevo fare un accenno alla sceneggiatura.

Secondo me entrambe le sceneggiature dei film sono scritte davvero male, e soprattutto è scritta male la parte di Anakin, dialoghi poveri e scene inutili che rendono difficile rendere al massimo il personaggio.

All’interno della trama Anakin, sembra quasi marginale e veramente scritto troppo stile telenovela, dove il cambiamento e i sentimenti del personaggio vengono messi da parte per lasciar spazio all’amore adolescenziale.

Scritto sicuramente meglio il personaggio di Obi Wan che ha battute molto più serie complete e che ha un ruolo forse più centrale del protagonista.

Rileggendo alcuni passaggi, non trovo un punto nella sceneggiatura dove viene valorizzato il personaggio, magari un monologo o un’azione in cui l’attore poteva davvero caratterizzare il personaggio di Anakin.

Quindi le premesse erano anche buone, ma chiunque avrebbe interpretato Anakin si sarebbe trovato in una situazione piuttosto scomoda, essendo giovane alle prime armi, con una brutta sceneggiatura da seguire e con un attesa spoporzionata dei fan della saga.

Detto questo io dal personaggio di Anakin mi aspettavo un ragazzino viziato, antipatico e scontroso.

Un ragazzino che ti sta antipatico a prima vista e che sai che alla prima difficoltà accetterebbe “la caramella dallo sconosciuto”.

Una persona facile da condizionare e che vuole fare colpo sugli altri, vuole avere senza fare sforzo, vuole essere il più bello e il più forte senza fare nulla.

Hayden Christensen questa parte da “bimbo minchia” ,passatemi il termine, la fa benissimo, riesce a creare perfettamente quella sensazione, riesce a caratterizzare perfettamente quel tipo di personaggio e per ciò che era il contorno e la sceneggiatura, non so se avrebbe potuto fare di meglio.

Rende perfettamente l’idea di quel tipo di ragazzo, quello che ti sta antipatico per i suoi atteggiamenti da ragazzino viziato, quello con la faccia da stronzo, quello che mi sarei aspettato da Anakin Skywalker.

Anakin Skywalker è un bambino che è stato strappato alla madre per diventare ed essere il prescelto, colui che porterà equilibrio nella forza.

Non poteva essere un personaggio esser altro che un ragazzino maleducato e con la voglia di conquistare tutti, mi è piaciuta la sua follia da piccolo “gangsta” quando uccide tutti gli altri Jedi, mi è piaciuto quando crede a tutto ciò che gli dice il vecchio Palpatine come i giovani viziati credono a un politico emergente.

Penso che alla fine l’interpretazione può essere considerata di buon livello, sicuramente non eccezionale, ma nemmeno un disastro com’è stato detto e scritto.

L’attore segue un copione e un regista, forse le accuse andrebbero poste altrove, forse prendere un esordiente e collocarlo in un ruolo così arduo non è stata la scelta migliore, nel complesso, a mio parere il giovane Hayden se l’è cavata alla grande!

ARKANSAS: LA PRIMA OPERA DI CLARK DUKE, DA “CAZZARO” A REGISTA DI BUON LIVELLO

Recensioni nel tempo di un caffè

Ho trovato questo film nel catalogo di Amazon Prime e devo dire che mi ha incuriosito parecchio, fin da subito.

Rapito forse dalla locandina o da certi nomi presenti nel cast ho guardato il film con molta curiosità, sopratutto perchè è la prima opera da regista di Clarck Duke, attore di seconda fascia presente per lo più in commedie e parodie, lo ricordo in kick-ass come amico del protagonista.

Arkasas è un film che non ci ha creduto abbastanza, un misto tra Ozark e a tratti Breaking Bad, parla della parte più oscura e criminale dello stato dell’Arkansas, tra spacci di droga e omicidi annessi.

ottima l’ambientazione rurale e nel complesso anche una bella regia per essere un opera prima.

Non sono rimasto troppo convinto dai diversi personaggi del film, non erano molto coinvolgenti, alcuni sembravano addirittura superflui.

La sceneggiatura divisa in capitoli mi è piaciuta, ci sono anche degli scambi di battute interessanti, forse a volte un po’ troppo intricata e difficile da seguire.

Dopo “True Detective 2”, Vince Vaugh ci riprova nel ruolo del Villain e devo dire che mi ha convinto, mi è piaciuto molto il suo personaggio.

Penso che questo film poteva dare molto di più, forse è troppo lento o forse la trama non regala abbastanza emozioni, troppo lineare e a volte con passaggi inutili.

è mancato qualcosa anche a livello recitativo, dove i due protagonisti non convincono mai del tutto, troppo piatti e senza una vera identità, scritti troppo velocemente forse.

Sono sicuro che quel “cazzaro” di Clark Duke potrà avere un ottimo futuro da regista, perchè questo film aveva degli ottimi spunti, forse non ci ha creduto abbastanza.

PROJECT POWER: DA GRANDI ATTORI DERIVANO GRANDI RESPONSABILITA’

RECENSIONI NEL TEMPO DI UN CAFFE’

PROJECT POWER

Project Power è un degli ultimi film usciti sul catalogo di Netflix, prodotto dalla stessa, è un film nel complesso piacevole che si fa vedere volentieri.

Jamie Fox e Joseph Gordon-Levitt hanno subito attirato la mia attenzione, in un film che riesce ad attirarti anche grazie alla presentazione grafica inziale.

l’idea di partenza è forte, pillole (droga) in grado di darti dei poteri presi dalle specie animali, ognuno ha un potere diverso ma che a volte può portarlo alla morte.

cinque minuti ogni pillola e poi il potere svanisce, a volte lasciando segni evidenti su chi ha fatto uso di questa droga.

Un trama leggera, molto semplice, senza colpi di scena, ma che ci permettere di fantasticare un po’ e di immedesimarci nei personaggi.

Facile sognare di avere un potere, che sia la vista di un aquila o la capacità mimetica di un camaleonte, solo questo ci cattura e ci fa vivere il film con più passione.

Il film non ha grosse pretese e non sembra voler strafare, rimane nel suo contorno non esagera e mantiene un livello abbastanza alto per tutta la sua durata.

Da tenere d’occhio i due registi del film, che ho trovato molto moderni e con un ottimo potenziale, dinamici nelle immagini e molto ben propensi a questo genere di film, curioso averli visti al lavoro su Paranomal activity,3,4 e su questo film completamente diverso.

Quindi complimenti ai registi  Ariel Schulman e Henry Joost.

Consiglio di vedere questo film in compagnia di amici quando non si ha troppa voglia di una trama complessa e si ha voglia di fantasticare insieme sulla trama.

CURON: QUANDO FARE QUALCOSA DI DIVERSO NON BASTA

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Curon è la terza serie italiana prodotta da Netflix che anche questa volta delude e ci lascia con più difetti che pregi.

Cerca di fare da subito qualcosa di nuovo portando un genere e una storia difficile da trovare nel panorama italiano. Sfrutta abilmente una leggenda italiana legata ad un paesino del Trentino dal fascino unico, ma più di questo non riesce a fare.

Serie scritta male e recitata malissimo, a tratti vorresti fosse doppiata da quanto le voci originali siano poco espressive, basse e mal interpretate.

Bravi i ragazzini, che mantengono il livello recitativo un po’ più accettabile, ma con qualche eccesso e forzatura, forse dovuta ad una scarsa regia e sceneggiatura.

Montaggio sonoro davvero orrendo, fatto davvero male, impreciso e insensato che a volte ti costringe ad abbassare il volume della televisore dal fastidio che ti provoca.

Bene la fotografia, molto curata, a tratti davvero bella e sopratutto un po’ diversa dai classici italiani.

Curon è un tentativo forzato di fare qualcosa di nuovo in Italia, di dare spazio a nuove idee, belle nell’input ma che si perdono facilmente appena la storia va avanti.

Un genere che quasi si fa fatica a collocare e che non fa altro che buttare altre critiche sulla produzione italiana.

Consiglio comunque di guardarla, perchè è qualcosa di diverso, ci fa capire molto facilmente i propri difetti, portando alla luce l’importanza di determinati ruoli all’interno delle produzioni cinematografiche e nello sviluppo di un contenuto visivo.

https://www.netflix.com/it/title/81037850

Recensioni nel Tempo di un caffè

Tutto immediato, veloce e essenziale

Ormai siamo nel 2020, vogliamo tutto subito in modo immediato e veloce, vogliamo che tutto scorra velocemente e non abbiamo tempo di soffermarci su nulla.

Così ho pensato di aprire questo blog, per fare piccole recensioni di film e serie tv, piccole immediate e senza spoiler nel tempo di una Stories.

Cercherò di fare delle piccole recensioni che possano offrire al pubblico un immediata idea generale della serie o film, in modo che possano decidere velocemente cosa potrebbe fare al caso loro.

Pillole, come delle piccole Stories di Instagram, dove chi legge non deve perdere tempo e capisce subito in pochi secondi di lettura di cosa tratta il film e la serie che vuole vedere.

Recensioni nel tempo di un caffè, per un mondo smart che non ha tempo di soffermarsi troppo.

SNOWPIERCER: E’ PROPRIO SOLO QUESTIONE DI BUDGET?

Recensioni nel tempo di un caffè

ATTORI PROTAGONISTI DAVEED DIGGS E JENNIFER CONNELLY

SNOWPIERCER è una serie TNT distribuita in italia da Netflix.

Tratta da un fumetto Belga (Transperceneige) e da un film di Bong Joon-ho regista di Parasite.

La serie ha attirato subito l’attenzione di molti e degli appassionati di genere post apocalittico, il film aveva avuto grande successo e in molti non vedevano l’ora di vedere cosa potesse nascere in una serie.

Nel complesso è una buona serie, ben strutturata con una trama abbastanza fluida, con qualche colpo di scena, forse un po’ troppo smorzato e con personaggi interessanti, soprattutto Melanie Cavill interpretata da Jennifer Connelly.

Il difetto principale penso sia il fatto che non riesce a coinvolgerti e gioca poco sul fattore claustrofobico che questa serie poteva dare.

Bello il tentativo iniziale di mettere un po’ di “giallo” nella trama, ma che poi si rivela essere solo una piccola scaglia nel complesso narrativo, poco approfondita e messa li solo per far partire la storia.

Mi aspettavo qualcosina in più nella scenografia, davvero troppo basilare e monotona, a volte anche un po’ banale.

Anche la fotografia e la regia non reggono il confronto con il film e devo dire che non mi ha del tutto convinto nemmeno l’attore protagonista Daveed Diggs che interpreta un ex detective Layton Andre.

Mi aspettavo sicuramente di più, il tutto sembra davvero troppo condizionato da un basso budget di partenza che non riesce a supportare la portanza della trama che richiede sicuramente una scenografia importante e visivamente spettacolare.

Forse certe volte sarebbe meglio non provare a fare serie di questo genere, quando sai che necessitano di troppi soldi per essere fatte nel modo migliore.

Nel complesso è una serie piacevole, scorre bene e si può guardare tutta la prima stagione rimanendo anche in parte soddisfatti, la consiglio più che altro agli amanti del genere, magari non notando troppo i difetti.

https://www.netflix.com/it/title/80177458

CONTROCORRENTE

Esprimo una mia opinione controversa, personale, che va contro le maggioranze.

Una opinione fuori le righe che riguarda sempre il mondo del cinema e delle serie TV.

Argomento e spiego le ragioni della mia opinione, e cerco di convincere chi legge che la mia opinione ha un fondo di verità.

Liberamente tratto da un bellissimo format della Slim Dogs e delle loro live su Twitch.

QUATTRO CHIACCHIERE

PARLO DI CINEMA, DI SERIE TV, DI CIO’ CHE MI PIACE E NON MI PIACE DI QUEL MONDO, DALLA SCENEGGIATURA ALLA FOTOGRAFIA, ALLA REGIA.

PARLO UN PO’ DI TUTTO, DI IDEE E PROGETTI, DELLA SITUAZIONE GENERALE DELLA PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA E TELEVISIVA.

QUATTRO CHIACCHIERE, UN MODO PIACEVOLE PER PASSARE IL TEMPO E LEGGERE ARTICOLI SU SERIE TV E FILM E IL MONDO CHE LE CIRCONDA