TURN UP CHARLIE : QUANDO IDRIS ELBA NON BASTA

Recensioni nel tempo di un caffè

Idris Elba nel ruolo del DJ Charlie

Con DeanHorizons voglio per lo più parlare di serie poco conosciute, magari già cancellate come in questo caso, voglio attirare l’attenzione su serie a cui magari il pubblico non interessato ma che potrebbe rivalutare.

Faccio questa premessa perchè non è facile recensire questa ormai miniserie creata e recitata da Idris Elba.

Pur sapendo che non era assolutamente lo stesso genere, dopo aver visto Luther mi sono subito catapultato su questa serie appena ho letto il nome del protagonista, ero davvero curioso, perchè sapevo che con questo prodotto, Elba, voleva portare la sua grande passione oltre alla recitazione.

Il risultato non è dei migliori, Idris Elba interpreta un vecchio DJ che non è più sulla cresta dell’onda ma che vorrebbe tornare famoso e in testa alle classifiche come un tempo.

La serie si perde quasi subito ed è difficile capirne sia il genere che l’obiettivo, non si capisce bene cosa voglia mostrare e quale storia voglia raccontare. essenzialmente non succede mai nulla di eclatante e niente che muova la trama in un direzione, non penso sia scritta male ma penso sia scritta senza una direzione ben precisa.

A tratti sembra essere stata fatta senza troppa voglia e davvero senza sapere cosa stessero facendo, non ci sono battute coinvolgenti e i personaggi sono scarni e piatti, a volte pure senza un nesso alla trama.

Lo trovata carina solo nella forma e nella regia, semplice con dei bei colori e in generale ti mette allegria, si regge solo in piedi perchè c’è Idris Elba perchè il contorno è davvero poca cosa. Mi dispiace che questa piccola “voglia” di portare una sua passione sullo schermo sia svanita in una sola piccola prima stagione ma è davvero una serie troppo piatta e inconcludente.

Sono sicuro che l’intenzioni erano buone e l’obiettivo era quello di mostrare una realtà nascosta come quella dei vecchi DJ che vorrebbero tornare agli anni 90′, però non riesce a prenderti e a coinvolgerti.

Consiglio di guardarla se sei fan di Idris Elba, perchè in fondo il suo personaggio è ben riuscito!

FANTASCENEGGIATURA : MATT BOMER SAREBBE UN BATMAN PERFETTO

FAN PICTURES CON MATT BOMER NEI PANNI DI BATMAN

Quante volte ci divertiamo ad indicare quale secondo noi sarebbe l’attore perfetto per un determinato ruolo, quale sarebbe secondo noi la trama migliore per un determinato personaggio.

Con i supereroi diventa tutto più fantasioso e bello, perchè è più facile e perchè sappiamo già con certezza come sarà il personaggio che l’attore dovrà interpretare, con Batman, con Spiderman o con superman questo succede ogni volta che viene prodotto un film.

Tutti noi indichiamo secondo la nostra opinione quale attore sia perfetto o meno per quel determinato eroe dei fumetti, a volte siamo curiosi altre siamo scettici, in alcuni casi invece, troppo legati al passato.

Batman su tutti è stato interpretato da molti attori, tra cui l’ultimo da Ben Affleck in attesa di vedere Robert Pattinson.

Qualsiasi scelta venga presa dalla produzione verrà sotterrata da pesanti critiche come successo con Michael Keaton che secondo i fan del fumetto non sarebbe stato un ottimo Bruce Wayne.

Però dai che bello fantasticare ed immaginare un determinato attore in un determinato ruolo.

Il futuro di Wolverine è incerto, chissà chi prenderà in futuro il ruolo di un apparente insuperabile Hugh Jackman.

Ma parliamo di Batman e Bomer…

Ruolo molto complesso che può cambiare a seconda del tempo e del fumetto da cui si prende spunto, è comunque un fumetto, ma allo stesso tempo è forse il supereroe meno “comic” e più realistico di tutti.

Quello per cui è più facile far film realistici, vedi i Batman di Nolan o il Joker di Phillips, è un personaggio che può svariare ed essere interpretato in mille modi e che sicuramente ha i Villain più belli del panorama fumettistico,

Il Villain è sicuramente importante quanto il protagonista, lo supporta e lo rende migliore, più il cattivo è fatto bene e convincente, più l’eroe e chi lo interpreta ne trae vantaggio.

un altro aspetto da tener conto è che in Batman, l’attore deve convincere sicuramente di più quando è Bruce Wayne di quando è mascherato.

Proprio pensando a questo ho sempre visto in Matt Bomer un Bruce Wayne perfetto, perchè mi trasmette eleganza e mistero allo stesso tempo, sembra un uomo tutto di un pezzo ma tormentato dalle sue paure e dalla voglia di giustizia.

Ricordo di averlo visto la prima volta in una piccolissima parte nel film “In Time” e ho subito pensato che sarebbe stato un Bruce Wayne perfetto.

A mio parere sarebbe bello un film dove ci mostra di più l’uomo e meno il supereroe, sarebbe si un azzardo ma sarebbe una scelta un po’ diversa è nuova.

Perderebbe d’azione sicuramente e darebbe più spazio alla psicologia e alla introspezione, però mi piacerebbe vedere un film incentrato molto sulla vita di Bruce Wayne e sulle sue scelte e sacrifici per essere Batman.

Penso che Matt Bomer sia davvero adatto per fare un film del genere, dove per la prima volta sia Bruce il centro e non la sua vita mascherata.

Penso dopo i film di Reeves con Pattinson sarà il momento giusto per fare un film del genere, senza inventarsi troppe cose, senza troppo “fumetto” alla Tim Burton ma con più realismo in stile Nolan quasi da renderlo un NOIRE.

Come detto prima serve un contorno, serve qualcuno che sia a fianco di Bomer e che sia il suo antagonista.

Per una trama così introspettiva e poco d’azione penso che il Villain ideale sia l’enigmista, che in questo caso potrebbe essere un criminale che vuole mettere a soqquadro la vita del signor Wayne, che vuole far crollare la sua economia per sconfiggere Batman.

Vorrei un enigmista meno folle di quello di Jim Carrey, più equilibrato, con ingenio e cattiveria verso la famiglia Wayne, un ragazzo che appare intelligente e che non fa trapelare il proprio squilibrio.

Come ho già letto in giro, Eddie Redmayne si è proposto per questo ruolo e devo dire che in effetti potrebbe proprio calzarli a pennello, anche se mi stuzzica l’idea di vedere Johnny Depp in questo ruolo.

Poi siccome la storia è più su Bruce che su Batman, sarà fondamentale il ruolo del suo custode, maggiordomo e “genitore”, Alfred.

I opterei per un attore Britannico, con il giusto accento e la giusta eleganza che caratterizzano un maggiordomo come Alfred, sono indeciso in realtà tra due opposti uno come Charles Dance, alto ed elegante oppure uno più anziano con la faccia più “buona” come Ian Mckellen.

Poi stavo pensando di affiancare a questo Batman, un giovanissimo Robin, magari strappato dalla follia del nemico e di mettere Bruce in una relazione avanzata con Vicky Vale in modo da evidenziare un difficile rapporto tra la vita da Wayne e la vita da Batman.

Mi piacerebbe vedere Logan Lerman nel ruolo di Robin, oppure un attore un po’ più “Maturo” tipo Aaron Taylor-Johnson, mi immagino un Robin confuso, sfacciato e ribelle che vuole solo vendetta verso l’enigmista ma che non riesce a competere con lui e ha bisogno dell’intelligenza e intuito di Batman.

Un Robin molto atipico, scuro e quasi tenebroso, avvolto dalla solitudine e ossessionato dalla vendetta, un ragazzo che pensa che magari la droga sia una via d’uscita, un ragazzo perso che ha sicuramente bisogno di una guida.

Per il ruolo di Vicky Vale mi immagino una donna forte e indipendente, che essendo una giornalista è molto indipendente e coraggiosa, ho in mente tre nomi che potrebbero essere adatti per il ruolo, Bryce Dallas Howard, Emily Blunt o Jessica Chastain.

Alla fine è questa la mia idea per il Batman di Bomer, un Batman più umano, che deve mandare avanti il suo impero e allo stesso tempo sconfiggere il crimine a Gotham.

Ci sarebbero altri mille personaggi e idee da esporre per un film del genere, voi cosa ne pensate? divertitevi a dire la vostra nei commenti, usate la fantasia e creata il vostro Batman preferito…

QUATTRO CHIACCHIERE : IL CINEMA ARCADIA DI MELZO E’ UN ESEMPIO DI COME DOVREBBERO ESSERE I CINEMA!

SALA ENERGIA AL CINEMA DI MELZO(MI) CON LO SCHERMO PIU’ GRANDE D’EUROPA

Edward Norton (attore pazzesco) in una recente intervista, ha dichiarato che “sono le sale cinematografiche stesse che stanno uccidendo il cinema e non Netflix” come dichiarato poco prima da Spielberg.

Girando per le sale cinematografiche, almeno qui in Italia, non posso che dare ragione a Norton, sale spesso inadatte e non abbastanza moderne per supportare a pieno la qualità di video e suono che il cinema moderno necessita.

è vero, in fondo è sempre questione di soldi, non si ha più voglia di investire, e poi in effetti c’è sempre meno persona al cinema e sempre meno appassionati, ormai il cinema va più a periodi che a film.

Detto questo però, non toglie il fatto che l’esperienza al cinema si sta maledettamente avvicinando all’esperienza visiva nella propria casa, con il proprio televisore con qualità video e audio in certi casi superiori.

Andare al cinema ne deve valere la pena, devi essere colpito dalla qualità del suono e dell’immagine, deve invogliarti ad andare li perchè non avresti qualità migliore da nessun altra parte.

Siamo nel pieno della fotografia e degli effetti speciali, abbiamo qualità di ripresa e di suono mai viste, i film sono girati con tecniche nuove e sempre più spettacolari, però non sono supportate dalla qualità del cinema.

è un po’ l’inverso di quello che succede con i televisori in 4k che ormai molti di noi hanno, ma in cui è difficile trovare contenuti di quel livello, i programmi televisivi, se va bene, sono girati in full hd o comunque senza satellite è difficile trasmette con qualità maggiori.

Per i cinema è l’inverso, non sono abbastanza preparati per supportare la qualità video e audio che arriva dai film più recenti, sminuendo il lavoro di fotografia, regia e effetti speciali che c’è dietro ad un film.

Ho visto sale con proiettori vecchi e obsoleti con macchie sullo schermo, schermi piccoli e brutti, sale vecchie con sistemi audio degli anni ottanta, come se prendessimo un nokia 3310 e volessimo giocare non più a “snake” ma a “the last of us 2”.

Vi ho messo il cinema Arcadia di Melzo (MI) nel titolo, perchè davvero quello è un cinema davvero moderno che deve fare da esempio a tutti gli altri.

Al suo interno ha la sala Energia, unica nel suo genere, per un esperienza visiva e sonora che davvero ti fanno capire come dovrebbero essere i film al cinema.

La Sala Energia, la più grande delle cinque sale del cinema Arcadia di Melzo, ospita 630 posti a sedere. Nel 2015 è stata rimodernata con l’allestimento di un nuovo schermo Harkness Perlux (largo 30 metri) e successivamente con la più grande configurazione Dolby Atmos™ installata da Meyer Sound nel mondo.

Il punto deve essere appunto quello di poter supportare la qualità del prodotto che viene offerto, in modo che il pubblico si appassioni davvero al cinema e non solo al film visto a casa nella propria tv

I cinema devono offrire una esperienza unica, completamente vantaggiosa rispetto a qualsiasi altro modo di vedere film, non basta l’anteprima, lo schermo un po’ più grande, i pop corn, non bastano più.

Non è giusto sminuire il lavoro che c’è dietro ad un film solo perchè le sale non sono adatte, con proiettori che in media sono meno luminosi di quello che richiedono i contratti.

è giusto che il cinema segua l’andamento della tecnologia e dello sviluppo dei film, con passione e dedizione a voler migliorare e ad offrire al pubblico esperienze uniche!

Arcadia è un esempio di come tutti i cinema dovrebbero essere, magari con schermi più piccoli e con sistemi audio più economicamente accessibili, ma con cura e passione verso il mondo del cinema e dei film.

Vorrei vedere tutti cinema così, che ti invogliano ad andarci, che ti mettano addosso la passione per questo mondo, un bel modo per passare delle ore in compagnia.

Dei cinema che rispecchino la qualità del prodotto e del lavoro che c’è dietro alla produzione del film, forse Norton non aveva del tutto ragione, ma sicuramente ha messo alla luce un argomento di cui vale la pena parlare e di cui vale la pena discutere.

ci sono altri mille motivi per cui i cinema stanno perdendo pubblico, e questo ultimi mesi non hanno di certo aiutato questo settore, e per questo che bisognerebbe puntare sulla qualità, sulla passione per il cinema e offrire al pubblico uno spettacolo che solo al cinema può godersi con quella qualità.

Il mio è un augurio, una speranza, un sogno, spero davvero che tutto questo mondo possa ritrovare nuova vita e prendere esempio dal cinema Arcadia di Melzo(MI).

UPLOAD : UNO SGUARDO AI SENTIMENTI NEL FUTURO CON UN PIZZICO DI RISATE

Recensioni nel Tempo di un Caffè

Locandina di Upload serie originale Amazon Prime

Upload è una serie originale prodotta da Amazon e disponibile su Amazon prime video.

Si presenta come una commedia di un futuro in parte dispotico in cui le coscienze degli uomini possono essere trasferite in un computer dopo la loro morte.

Verranno trasportati in una realtà virtuale dove potranno interagire con il mondo esterno tramite video chiamate o proiezioni.

L’idea di base fa molto “Black Mirror” ma sicuramente viene sviluppata più per far ridere e commuovere che per far riflettere.

è una bella serie tv, molto leggera e molto ben sviluppata, diciamo che su Amazon prime è facile trovare prodotti di ottima qualità avendo una filosofia differente da Netflix.

è una serie che ti fa affezionare con facilità ai personaggi e che parla di sentimenti e della paura di morire e di allontanarci dalle persone a noi care.

Mi è piaciuta fin da subito perchè ti fa sorridere e allo stesso tempo ti appassioni alla trama molto semplice e lineare ma che nasconde anche un po’ di mistero perchè non si capisce bene se il protagonista sia morto per un incidente o sia finito li perchè è stato ucciso.

Anche se è fantascienza, ti rendi conto che non è poi così impossibile, sembra quasi fattibile e tangibile una cosa simile, forse perchè ormai siamo già immersi in mondi digitali con visori e strumenti simili.

Upload nonostante io la definirei una piacevole commedia romantica, ci fa anche riflettere sull’importanza dei sentimenti, e delle occasioni mancate, fa anche riflettere sull’importanza della vita.

La consiglio assolutamente perchè la ritengo una serie ben riuscita che può piacere a tutti, semplice da vedere senza troppe complicazioni, aspettando una seconda stagione già annunciata!

SPACE FORCE : QUANDO TI ASPETTI UNA BELLA RISATA CHE FORSE NON ARRIVERA’ MAI

Recensioni nel tempo di un caffè

Foto con i protagonisti della serie, tra cui l’ideatore Steve Carell

Space Force è presente nel catalogo Netflix, serie breve di cui non si sa ancora il destino, la prima stagione ha 10 episodi da 30/40 minuti.

Ideata dagli stessi creatori di “The Office” (Graig Daniels e Steve Carell), Space force ne ricalca a tratti lo stile ma non la qualità del prodotto.

La serie tv parte con la premessa di essere una commedia, basta leggere il nome del protagonista e dei creatori per aspettarsi qualche grossa risata e qualcosa di leggero, divertente e facile da capire e da seguire.

Indubbiamente è piacevole nella forma, un po’ meno nel contenuto, a tratti annoia e le risate vere e proprie sono davvero poche e si contano sulla punta delle dita.

Si ride spesso a denti stretti e anche l’intera trama non convince, sembrano più dei semplici sketch montati in modo un po’ disordinato, anche i personaggi sono scritti un po’ male, sono deboli e difficilmente riescono a farti affezionare a loro.

Forse è un po’ colpa del mondo in cui è collocata la serie, si prova a fare parodia, ma le battute non reggono, ho letto che anche in lingua originale le effetto è lo stesso, anzi forse con l’adattamento italiano si guadagna qualche battuta in più.

Nei primi episodi c’è davvero una scena esilarante che davvero merita di essere vista (dove c’è una scimmia nello spazio), però crea aspettative verso la serie che non raggiunge più quel livello di comicità, tra l’altro tipica di Carell.

Mi spiace molto perchè aveva un ottimo potenziale, rimane una serie piacevole e leggera, facile da guardare ma con dei grossi rimpianti, essendo una commedia non è detto che la seconda stagione (se mai ci sarà) ribalti la situazione.

Un plauso va fatto a John Malkovich che è sempre impeccabile, forse il personaggio più riuscito della serie!

CONTROCORRENTE: Hayden Christensen è stato un buon Anakin Skywalker



Hayden Christensen
nei panni di Anakin Skywalker (Star Wars III la vendetta dei Sith)

Per esprimere questa mia opinione devo partire per forza da una visione generale del progetto e dei due film, le loro necessità e le loro premesse.

Hayden Christensen appare nei ultimi due film della seconda trilogia, aspramente criticata dalla critica per molteplici motivi tra cui ovviamente l’interpretazione di Anakin Skywalker.

Anakin era sicuramente il personaggio più atteso dell’intera saga, dopo aver visto uno dei Villain meglio riusciti della storia cioè Darth Vader, eravamo tutti curiosi di capire e vedere cosa lo avesse portato ad essere così.

George Lucas ha sempre scelto attori alle prime armi, per lo più giovani e con poca esperienza alle spalle.

A parte Harrison Ford, gli attori della prima triologia difficilmente hanno trovato fortuna e spazio in altri film, marchiati a vita dai loro personaggi in Star Wars.

Con la nuova trilogia targata sempre Lucas film, si mantengono queste intenzioni collocando per lo più attori alle prime armi ma un po’ più conosciuti per attirare il pubblico, come Ewan Mcgregor (nei panni di Obi Wan) già famoso per Trainspotting di Danny Boyle, oppure già famoso per molti film tra cui Schindler’s list e poi la giovane Natalie Portman già vista in Leon di Luc Besson.

Nei casting George Lucas continuò con questa filosofia, cercava un ragazzo biondo, occhi azzurri e di bell’aspetto, un ragazzo che potesse sembrare un ribelle, che potesse creare anche un po’ di antipatia con la sua supponenza.

Leonardo Di Caprio rifiutò il ruolo perchè aveva paura di rovinare la sua fama nata con Titanic, mentre Paul Walker e Ryan Phillips erano stati molto vicini al ruolo, entrambi già conosciuti per qualche film.

C’era un identikit preciso, forse il più preciso all’interno di tutto il casting, avevano un idea di cosa volessero dal personaggio di Anakin Skywalker.

Scelsero uno “sconosciuto Canadese” così lo definì Paul Walker in un intervista.

Fatte tutte le premesse sui personaggi volevo fare un accenno alla sceneggiatura.

Secondo me entrambe le sceneggiature dei film sono scritte davvero male, e soprattutto è scritta male la parte di Anakin, dialoghi poveri e scene inutili che rendono difficile rendere al massimo il personaggio.

All’interno della trama Anakin, sembra quasi marginale e veramente scritto troppo stile telenovela, dove il cambiamento e i sentimenti del personaggio vengono messi da parte per lasciar spazio all’amore adolescenziale.

Scritto sicuramente meglio il personaggio di Obi Wan che ha battute molto più serie complete e che ha un ruolo forse più centrale del protagonista.

Rileggendo alcuni passaggi, non trovo un punto nella sceneggiatura dove viene valorizzato il personaggio, magari un monologo o un’azione in cui l’attore poteva davvero caratterizzare il personaggio di Anakin.

Quindi le premesse erano anche buone, ma chiunque avrebbe interpretato Anakin si sarebbe trovato in una situazione piuttosto scomoda, essendo giovane alle prime armi, con una brutta sceneggiatura da seguire e con un attesa spoporzionata dei fan della saga.

Detto questo io dal personaggio di Anakin mi aspettavo un ragazzino viziato, antipatico e scontroso.

Un ragazzino che ti sta antipatico a prima vista e che sai che alla prima difficoltà accetterebbe “la caramella dallo sconosciuto”.

Una persona facile da condizionare e che vuole fare colpo sugli altri, vuole avere senza fare sforzo, vuole essere il più bello e il più forte senza fare nulla.

Hayden Christensen questa parte da “bimbo minchia” ,passatemi il termine, la fa benissimo, riesce a creare perfettamente quella sensazione, riesce a caratterizzare perfettamente quel tipo di personaggio e per ciò che era il contorno e la sceneggiatura, non so se avrebbe potuto fare di meglio.

Rende perfettamente l’idea di quel tipo di ragazzo, quello che ti sta antipatico per i suoi atteggiamenti da ragazzino viziato, quello con la faccia da stronzo, quello che mi sarei aspettato da Anakin Skywalker.

Anakin Skywalker è un bambino che è stato strappato alla madre per diventare ed essere il prescelto, colui che porterà equilibrio nella forza.

Non poteva essere un personaggio esser altro che un ragazzino maleducato e con la voglia di conquistare tutti, mi è piaciuta la sua follia da piccolo “gangsta” quando uccide tutti gli altri Jedi, mi è piaciuto quando crede a tutto ciò che gli dice il vecchio Palpatine come i giovani viziati credono a un politico emergente.

Penso che alla fine l’interpretazione può essere considerata di buon livello, sicuramente non eccezionale, ma nemmeno un disastro com’è stato detto e scritto.

L’attore segue un copione e un regista, forse le accuse andrebbero poste altrove, forse prendere un esordiente e collocarlo in un ruolo così arduo non è stata la scelta migliore, nel complesso, a mio parere il giovane Hayden se l’è cavata alla grande!

ARKANSAS: LA PRIMA OPERA DI CLARK DUKE, DA “CAZZARO” A REGISTA DI BUON LIVELLO

Recensioni nel tempo di un caffè

Ho trovato questo film nel catalogo di Amazon Prime e devo dire che mi ha incuriosito parecchio, fin da subito.

Rapito forse dalla locandina o da certi nomi presenti nel cast ho guardato il film con molta curiosità, sopratutto perchè è la prima opera da regista di Clarck Duke, attore di seconda fascia presente per lo più in commedie e parodie, lo ricordo in kick-ass come amico del protagonista.

Arkasas è un film che non ci ha creduto abbastanza, un misto tra Ozark e a tratti Breaking Bad, parla della parte più oscura e criminale dello stato dell’Arkansas, tra spacci di droga e omicidi annessi.

ottima l’ambientazione rurale e nel complesso anche una bella regia per essere un opera prima.

Non sono rimasto troppo convinto dai diversi personaggi del film, non erano molto coinvolgenti, alcuni sembravano addirittura superflui.

La sceneggiatura divisa in capitoli mi è piaciuta, ci sono anche degli scambi di battute interessanti, forse a volte un po’ troppo intricata e difficile da seguire.

Dopo “True Detective 2”, Vince Vaugh ci riprova nel ruolo del Villain e devo dire che mi ha convinto, mi è piaciuto molto il suo personaggio.

Penso che questo film poteva dare molto di più, forse è troppo lento o forse la trama non regala abbastanza emozioni, troppo lineare e a volte con passaggi inutili.

è mancato qualcosa anche a livello recitativo, dove i due protagonisti non convincono mai del tutto, troppo piatti e senza una vera identità, scritti troppo velocemente forse.

Sono sicuro che quel “cazzaro” di Clark Duke potrà avere un ottimo futuro da regista, perchè questo film aveva degli ottimi spunti, forse non ci ha creduto abbastanza.

PROJECT POWER: DA GRANDI ATTORI DERIVANO GRANDI RESPONSABILITA’

RECENSIONI NEL TEMPO DI UN CAFFE’

PROJECT POWER

Project Power è un degli ultimi film usciti sul catalogo di Netflix, prodotto dalla stessa, è un film nel complesso piacevole che si fa vedere volentieri.

Jamie Fox e Joseph Gordon-Levitt hanno subito attirato la mia attenzione, in un film che riesce ad attirarti anche grazie alla presentazione grafica inziale.

l’idea di partenza è forte, pillole (droga) in grado di darti dei poteri presi dalle specie animali, ognuno ha un potere diverso ma che a volte può portarlo alla morte.

cinque minuti ogni pillola e poi il potere svanisce, a volte lasciando segni evidenti su chi ha fatto uso di questa droga.

Un trama leggera, molto semplice, senza colpi di scena, ma che ci permettere di fantasticare un po’ e di immedesimarci nei personaggi.

Facile sognare di avere un potere, che sia la vista di un aquila o la capacità mimetica di un camaleonte, solo questo ci cattura e ci fa vivere il film con più passione.

Il film non ha grosse pretese e non sembra voler strafare, rimane nel suo contorno non esagera e mantiene un livello abbastanza alto per tutta la sua durata.

Da tenere d’occhio i due registi del film, che ho trovato molto moderni e con un ottimo potenziale, dinamici nelle immagini e molto ben propensi a questo genere di film, curioso averli visti al lavoro su Paranomal activity,3,4 e su questo film completamente diverso.

Quindi complimenti ai registi  Ariel Schulman e Henry Joost.

Consiglio di vedere questo film in compagnia di amici quando non si ha troppa voglia di una trama complessa e si ha voglia di fantasticare insieme sulla trama.

CURON: QUANDO FARE QUALCOSA DI DIVERSO NON BASTA

Recensioni nel tempo di un caffè

Curon è la terza serie italiana prodotta da Netflix che anche questa volta delude e ci lascia con più difetti che pregi.

Cerca di fare da subito qualcosa di nuovo portando un genere e una storia difficile da trovare nel panorama italiano. Sfrutta abilmente una leggenda italiana legata ad un paesino del Trentino dal fascino unico, ma più di questo non riesce a fare.

Serie scritta male e recitata malissimo, a tratti vorresti fosse doppiata da quanto le voci originali siano poco espressive, basse e mal interpretate.

Bravi i ragazzini, che mantengono il livello recitativo un po’ più accettabile, ma con qualche eccesso e forzatura, forse dovuta ad una scarsa regia e sceneggiatura.

Montaggio sonoro davvero orrendo, fatto davvero male, impreciso e insensato che a volte ti costringe ad abbassare il volume della televisore dal fastidio che ti provoca.

Bene la fotografia, molto curata, a tratti davvero bella e sopratutto un po’ diversa dai classici italiani.

Curon è un tentativo forzato di fare qualcosa di nuovo in Italia, di dare spazio a nuove idee, belle nell’input ma che si perdono facilmente appena la storia va avanti.

Un genere che quasi si fa fatica a collocare e che non fa altro che buttare altre critiche sulla produzione italiana.

Consiglio comunque di guardarla, perchè è qualcosa di diverso, ci fa capire molto facilmente i propri difetti, portando alla luce l’importanza di determinati ruoli all’interno delle produzioni cinematografiche e nello sviluppo di un contenuto visivo.

https://www.netflix.com/it/title/81037850

Recensioni nel Tempo di un caffè

Tutto immediato, veloce e essenziale

Ormai siamo nel 2020, vogliamo tutto subito in modo immediato e veloce, vogliamo che tutto scorra velocemente e non abbiamo tempo di soffermarci su nulla.

Così ho pensato di aprire questo blog, per fare piccole recensioni di film e serie tv, piccole immediate e senza spoiler nel tempo di una Stories.

Cercherò di fare delle piccole recensioni che possano offrire al pubblico un immediata idea generale della serie o film, in modo che possano decidere velocemente cosa potrebbe fare al caso loro.

Pillole, come delle piccole Stories di Instagram, dove chi legge non deve perdere tempo e capisce subito in pochi secondi di lettura di cosa tratta il film e la serie che vuole vedere.

Recensioni nel tempo di un caffè, per un mondo smart che non ha tempo di soffermarsi troppo.