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FAST X: RECENSIONE, VERSO UN LUNGO E GLORIOSO FINALE

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Fast X è un film del 2023 diretto da Louis Letterier e parte finale di una delle saghe cinematografiche più grandi e importanti, Fast and Furious.

Questo film è la prima parte di tre di quella che sarà il grande finale della saga, una saga che nonostante non sia grande cinema ha sempre un livello d’azione elevatissimo e con il tempo ha conquistato un po’ tutti. Non importa se è realistica o meno o se non c’entra nulla con il primo film, l’importante è stupire il pubblico con la magia del cinema e anche in questo caso, il film ci riesce.

Dominic Toretto e la sua famiglia deve confrontarsi con nemici inaspettati del proprio passato, il figlio di Hernana Reyes, Dante vuole vendicare la morte del padre, ucciso durante la rapina a Rio de Janeiro presente nel quinto capitolo e scena intro di questo film. Ovviamente non bisogna pensare al realismo e al senso di alcune scene ma godersi un’azione costante e potente che dura per tutto il film. Si passa da Roma, in cui Dante vuole fare esplodere la città con una bomba rotolante gigante alle strade del Portogallo con Dom che deve salvare suo figlio (Che magicamente ha cambiato etnia da un film all’altro).

A livello visivo e di effetti speciali è davvero un’ottima pellicola e risulta anche tutto molto realistico, finché la fisica lo permette, sa essere divertente e non annoia praticamente mai. Ci sono citazioni e tributi ai film precedenti che rendono un po’ l’idea che siamo sempre più vicini alla conclusione. Jason Momoa nei panni di Dante è forse il Villain più complesso e meglio riuscito della saga, con un atteggiamento folle e distruttivo, un’ottima interpretazione dell’attore che da questo lao stupisce non solo lui ma l’intero cast con un’interpretazione di ottimo livello.

Rispetto agli altri film, forse, stupisce un po’ meno, e le assurdità presenti nel film non riescono più a colpire del tutto lo spettatore se non a farlo sorridere, un pubblico abituato ormai ai supereroi non si stupisce più di nulla e questa pellicola per certe caratteristiche ricorda un po’ gli Avengers.

Un film che punta sullo spettacolo l’azione, ma anche sull’affetto verso i protagonisti, ormai presenti in moltissimi film con un cast davvero ampio e di livello Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Ludacris, Jason Momoa, Nathalie Emmanuel, Jordana Brewster, Sung Kang, John Cena, Jason Statham, Alan Ritchson, Daniela Melchior, Scott Eastwood, Helen Mirren, Charlize Theron, Brie Larson, Rita Moreno e due che non si possono dire per evitare grossi spoiler già molto presenti in rete. Ovviamente un cast così ampio comporta che molti attori hanno piccole parti o che non si hanno più loro tracce senza una dovuta spiegazione.

Fast X nel complesso è un buon film d’azione, ha dei colpi di scena semplici ed efficaci ed è il film della saga con il nemico più convincente e meglio interpretato. Una saga che risulta comunque essere un po’ stanca e che rischia di diventare troppo scontata e ripetitiva. A volte rendere tutti così immortali toglie forse troppa tensione e ci consegna nelle mani un finale assurdo quanto scontato. Ovviamente non bisogna pensare al senso, alla fisica o altre leggi dell’universo, bisogna salire in auto con Dom e godersi lo spettacolo.

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LA FIERA DELLE ILLUSIONI – NIGHTMARE ALLEY: RECENSIONE FILM DI GUILLERMO DEL TORO

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La fiera delle illusioni – Nightmare Alley è un film del 2021 diretto da Guillermo del Toro. Una trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di William Lindsay Gresham e da cui è già stato fatto un film 1947. Questa Pellicola di Del Toro a un cast corale con protagonista Bradley Cooper e attori come Cate Blanchet, Williem Dafoe, Toni Colette, Richard Jenkins, Rooney Mara, Ron Perlman e David Strathairn.

Nightmare Alley parla di inganni, ambizione e follia e segue le vicende di un uomo dal passato misterioso che si ritrova a lavorare, nel 1939, in una fiera luna park itinerante, tra trucchi di magia e furbizie come se fosse un mondo a sé, di povertà violenza, ma anche di unione e allegria. Del Toro riesce ad incidere molto questa sensazione claustrofobica di un mondo che ha bisogno di ingannare per sopravvivere o addirittura di trasformare uomini in bestie in nome dello spettacolo. Il protagonista, innamoratosi di una illusionista e venendo a contatto con l’arte del mentalismo capisce che quello è il suo destino. Viene quasi rapito e sottomesso dalla sua avidità e le sue capacità e avarizia saranno la sua condanna.

L’epilogo è abbastanza prevedibile, i messaggi lanciati da Del Toro lungo il film sono molto precisi e indicativi, non per questo però il finale non lascia il segno, anzi ci lascia con una profonda agonia e ansia. Il regista riesce a trasmettere molto questa lunga sensazione di inquietude come in molte delle sue opere, la fotografia buia, con una coreografia spesso piovosa e immersa nel fango, danno da subito la sensazione che il protagonista sia in trappola.

Nella parte centrale, anche se importante ai fini del film, la pellicola rallenta decisamente forse un po’ troppo, con dialoghi complicati, complessi e con una trama che diventa più intricata con personaggi molto ermetici e difficili da capire, anche il passato del protagonista non dà risposte ma aumenta il carico di domande. Nel complesso questo film del regista messicano rispecchia molto il suo stile, sia nella messa in scena che anche nell’aspetto grafico e pubblicitario, una sottile violenza con una cadenza horror nelle immagini, rendono il film di Guillermo del Toro sempre molto interessanti.

La fiera delle illusioni è un film che sa annoiare, storcere un po’ il naso con alcune sequenze che sembrano troppo ricamate e distorte da una fotografia a tratti opacizzata, il personaggio di Cate Blanchet, rapisce e confonde allo stesso tempo e forse spezza un po’ tutto il ritmo del film. Bradley Cooper perfetto nel ruolo con un misto di ambizione e follia davvero interessanti. Un film che riesce allo stesso tempo quasi ad annoiare ma ad essere molto immersivo. Una pellicola che sicuramente sa distinguersi.

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AMSTERDAM: GRANDE CAST MA POCA SOSTANZA.

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Amsterdam è un film del 2022 scritto e diretto da David O. Russell che sta diventando uno dei quei personaggi da cinema che azzecca un colpo per poi sbagliarne molti. Ottimi prodotti sempre a livello stilistico, ma che si perdono spesso in trame complicate e che non trasmettono quasi nulla.

Amsterdam è uno dei quei film indubbiamente ben fatti, la fotografia di Lubezki è sempre magistrale e il cast corale è di altissimo livello e comprende diversi attori di successo come Christian Bale, Margot Robbie, John David Washington, Robert de Niro, Michael Shannon, Taylor Swift, Zoe Saldana, Rami Maleck, Anya Taylor-Joy, Mike Meyers, Chris Rock e tanti altri.

La storia parla di tre vecchi amici della grande guerra che vengono incastrati in un caso di omicidio e che allo stesso tempo devono indagare cosa c’è dietro ad esso, giochi di potere e complotti inerenti ai movimenti estremisti provenienti dall’Europa di quegli anni. Il tutto alleggerito da uno stile commedia che si percepisce per tutto il film, con a tratti uno stile che ricorda quasi quello di Adam Mckay ma con una fotografia che ne è la piena protagonista. Un film che nel suo complesso funziona per la qualità della recitazione, i suoi personaggi e le inquadrature, ma che si perde molto e fin troppo nella sua trama contorta e poco emozionante e priva di stimoli.

Russell si perde in una commedia che non colpisce nel suo umorismo e che con tutte le sue star, crea una certa confusione, il film è ben diretto, ma la storia non sembra una storia di cui valga la pena parlare e soprattutto in quel modo. Quindi un film che rimane sulla sufficienza e che dopo averlo visto svanisce in fretta dalla propria mente, forse è questo il suo più grande difetto, che non rimane impresso e risulta quasi noioso e che non cattura l’attenzione.

Non è sicuramente una pellicola da buttar via, anzi, ha diversi aspetti positivi, il problema è che rimane un film che non si sa se vale la pena consigliare a qualcuno, un film che rimane un po’ una via di mezzo e che non riesce ad esprimersi del tutto, rimanendo nel limbo di quei film senza capo né coda, piacevoli per la qualità degli attori e magari della fotografia, ma che si fermano lì e non vanno oltre.

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ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS: POIROT SECONDO BRANAGH

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Assassinio sull’Orient Express è un film del 2017 diretto e interpretato da Kenneth Branagh. il film è ovviamente la trasposizione cinematografica del famoso giallo di Agatha Christie, forse si tratta del racconto giallo più famoso di tutti i tempi.

La trama ormai è abbastanza risaputa grazie alle diverse trasposizioni televisive e cinematografiche fatte negli anni, la differenza con i precedenti film si nota subito nel detective protagonista Hercule Poirot, più moderno, meno goffo e che non corrisponde esattamente alla descrizione dei libri. Questo film è un po’ la visione di Branagh di questa storia che ha sempre il suo fascino, fascino descritto perfettamente anche dal suo amico e proprietario/gestore del treno.

Questo Poirot è più dinamico, si ossessionato dai dettagli e dall’ordine, sempre molto calmo, ma anche molto più “atletico” forte e si percepisce anche più giovane, a tratti ricorda quasi di più uno Sherlock Holmes. Questo lo distacca un po’ dal personaggio originale ma da un ritmo più moderno e attuale, anche i personaggi sembrano a tratti un po’ dislocati dal periodo storico in cui si trovano.

La trama si presta moltissimo ad un cast corale infatti troviamo ne film attori di livello assoluto come Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Olivia Colman, Josh Gad, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Michelle Pfeiffer e Daisy Ridley. Come nel libro dipende tutto dal colpo di scena finale che gioca sul fatto che tra il bene e il male c’è una via di mezzo, un purgatorio dove c’è vendetta, penitenza e redenzione. Il film ha perso un po’ il fascino del classico Noir, la situazione di chiusura e degli spazi stretti non viene sfruttata del tutto e Branagh sempre sperimentare troppo con la cinepresa, con passaggi che non stupiscono, nonostante sia tutto girato in pellicola Ultra Panavision 70 mm come ad esempio “The Hateful Height”.

Al tempo stesso però il film guadagna punti in dinamicità, adattamento moderno e un ritmo più serrato e praticamente mai noioso, risultando un prodotto piacevole e che viene voglia di rivederlo. Un film che un’esposizione di attori in uno spazio chiuso e che a volte ricorda un po’ un’opera teatrale. La visione di Branagh di questo romanzo non ne intacca l’essenza, ci sono dei piccoli difetti, ma nel complesso il film funziona e calza bene nel suo soggetto. Un Poirot più moderno rende forse a tratti il film troppo simile ad altri e perde un po’ di originalità. Un ottimo film però che ha la capacità di farsi vedere con piacere e facilità, caratteristica che non è mai da sottovalutare.

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ASSASSINIO SUL NILO: FILM DI UN CLASSICO GIALLO CHE NON TRAMONTA MAI

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Assassinio sul Nilo è un film del 2022 diretto e interpretato da Kenneth Branagh nei panni di uno dei più famosi investigatori della letteratura, Hercule Poirot. Film ovviamente tratto dal romanzo di Agatha Christie.

Forse questo rimane il giallo più famoso della letteratura, con un detective che dopo Sherlock Holmes è forse il più famoso e il più iconico, Quello interpretato da Branagh è più tosto, forgiato dalla guerra e dai lutti che ha dovuto affrontare nella propria vita. Il segreto di questo film e il cast corale e il soggetto originale che permette di “intrappolare” i vari personaggi all’interno della crociera sul Nilo. Tra gli attori ci sono Tom Bateman, Annette Bening, Russell Brand, Ali Fazal, Dawn French, Gal Gadot, Armie Hammer, Rose Leslie, Emma Mackey, Sophie Okonedo, Jennifer Saunders e Letitia Wright.

il film è ben gestito, il caso è avvincente e ogni personaggio ha delle caratteristiche ben precise e motivi per cui potrebbe essere uno degli assassini, il tema centrale del film è la follia d’amore e la paura di perdere la persona amata, come fosse un gioiello da custodire con cura. Ogni personaggio nelle sue sfumature a questo forte legame con i gesti d’amore e segreti che ne riguardano. Questo tema rimane fedele e forte fino alla fine del film, con la scena finale che racchiude un po’ il tutto.

Questo film rispetta i classici gialli e anche i cliché e le regole della sceneggiatura, questo lo rende un po’ prevedibile nella sua soluzione finale, ma non per questo perde di curiosità e bellezza. Un film abbastanza semplice nella sua recitazione e location, ma che riesce comunque a svilupparsi in modo soddisfacente, quasi da opera teatrale in alcune sue dinamiche recitative e scenografiche.

Per il genere e il tipo di film, non ha grossi difetti, forse un uso un po’ grezzo della CGI ma è comunque una cosa che non condiziona più di tanto, la forza sono i personaggi e il caso è un giallo che non tramonterà mai. Il film è piacevole funziona e addirittura le due ore della sua durata sono coinvolgenti e non annoiano, spinti dalla curiosità di sapere la verità.

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BULLET TRAIN: COMMEDIA D’AZIONE TRA FOLLIA E DIVERTIMENTO

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Bullet Train è un film del 2022 diretto da David Leitch, una commedia d’azione liberamente tratta dal libro “I sette Killer dello Shinkansen” di Kotaro Isaka.

Questo film ha qualche particolarità e un cast corale che vale la pena di sottolineare, il protagonista è Brad Pitt che interpreta come gli altri un sicario di altissimo livello abile nei lavori sporchi, con lui ci sono attori come Aaron Taylor-Johnson, Joey King, Brian Tyree Henry, Hiroyuki Sanada, Michael Shannon, Bad Bunny, Zazie Beetz e comparse come Sandra Bullock, Ryan Reynolds, Channing Tatum e Logan Lerman. La particolarità di questo film è che praticamente tutta la trama si svolge sui vagoni di un treno in Giappone, dove per strane coincidenze e “destino” diversi Killer sicari, si ritrovano sullo stesso treno per motivi di lavoro.

L’ironia è presente in ogni scena e la violenza stessa diventa comicità, la trama appare complessa ma man mano si capisce tutto e il plot twist finale è davvero beffardo e ben scritto. L’azione è tutta ben girata chiara e i combattimenti sono sempre determinati da scene divertenti e talvolta folli e paradossali. Non ci sono personaggi normali, hanno tutti una propria follia e caratteristica particolare oltre a dei soprannomi alquanto assurdi.

Bullet Train riesce a mixare tutti gli elementi principali di una commedia d’azione, è irriverente, assurdo, ma anche ben girato e talvolta spettacolare in alcuni duelli, tutto è amplificato e assurdo, il personaggio di Brad Pitt è perfetto e meriterebbe un sequel. Un bel film con un po’ di violenza ammorbidita da una ambientazione sempre leggera e spensierata.

Un film preciso, con una trama che convince per quanto assurda e bello nella sua follia, un film che è un po’ per tutti perché ha il giusto livello di ironia e il giusto spirito e anche la recitazione è di buon livello, un bel film che merita di essere visto.

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GLASS ONION – KNIVES OUT: RIAN JHONSON FA ANCORA CENTRO.

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Glass Onion – Knives Out è un film del 2022 scritto e diretto da Rian Jhonson e sequel del primo film Knives Out – cena con delitto. Il film è distribuito da Netflix che ne ha pagato i diritti di produzione e distribuzione per una cifra davvero importante, segno di come il canale streaming punta su questo prodotto.

Il cast stellare e il successo del primo film attira sicuramente l’attenzione del primo film, ovviamente del primo capitolo rimane solo il detective Benoit Blanc interpretato da un ottimo Daniel Craig. Detective che se vogliamo un po’ una parodia dei classici detective Noir. Poi tra gli altri ci sono Edward Norton nei panni di un miliardario un po’ eccentrico, Kate Hudson, Dave Bautista, la bellissima Madelyn Cline che dopo sto film inizierà sicuramente ad aver successo e tanti altri attori di spicco.

Questo sequel riesce a mantenere le caratteristiche del primo film, aggiungendo forse un po’ più di ironia, con situazioni davvero divertenti e con l’omicidio che viene preso con leggerezza, le somiglianze con il gioco da tavolo Cluedo sono evidenti, ma viene rivisitata la classica cena con delitto, rendendo la trama di contorno davvero interessante. Con eccentrico miliardario che ogni anno organizza con i suoi vecchi amici una cena con delitto in diverse parti del mondo, questa volta la fa in Grecia, nella sua isola privata, in una villa con una gigantesca cipolla di vetro sul tetto.

Nonostante il cast stellare e l’ottima regia, la cosa che colpisce di più, come nel primo film, è la scrittura, il film è scritto davvero bene e anche sta volta sembra che Rian Jhonson riesca esprimere tutto sé stesso e la sua creatività. Anche qui la trama si sovrappone tra passato e presente e ci mostra diverse angolazioni della stessa scena, ogni movimento dei personaggi e monitorato ma ci viene mostrato in momenti diversi del film. Rispetto al primo film il caso è meno difficile e intrigante, ma ha una storia dietro più forte e convincente, meglio narrata e più completa. I personaggi sono ancora scritti molto bene, tutti legati uno dall’altro e soprattutto legati al miliardario loro amico.

Un format che sicuramente funzionerà ancora, se Jhonson avrà ancora idee di questo valore, questo sequel a qualcosa in meno del primo, ma anche elementi in più che lo valorizzano, l’ironia è migliorata e sta prendendo forma un genere tutto suo e anche abbastanza iconico, uno dei film con cast corale meglio gestito, che mescola diversi elementi e generi in modo impeccabile.

Per Knives Out 2 avevo grosse aspettative e direi che sono state ampiamente superate. Un film che consiglio a tutti e che nonostante non abbia nulla di natalizio, si colloca perfettamente in questo periodo, bello da vedere tutti assieme in compagnia. Quindi bravo Rian Jhonson, hai fatto ancora centro!

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KNIVES OUT – CENA CON DELITTO: SUPER CAST PER UN DELITTO PERFETTO

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Knives out è un film del 2019 scritto e diretto da Ryan Johnson, con un cast corale davvero ampio e di ottimo livello, caratteristica principale del film. Tra gli attri del cast corale ci sono  Daniel CraigChris EvansAna de ArmasJamie Lee CurtisToni ColletteDon JohnsonMichael ShannonLakeith StanfieldKatherine LangfordJaeden Martell e Christopher Plumme.

Ryan Johnson arrivava dalle critiche di Star Wars ed era un regista/sceneggiatore che doveva ancora affermarsi del tutto, con questo film trova la sua dimensione e lo fa in modo praticamente perfetto. Nella complessità del caso e del cast, Johnson si destregga perfettamente e gestisce tutto alla perfezione, sia le scene che i dialoghi, con spunti di regia anche molto interessanti. Il film è scritto davvero bene, a volte ci si perde un po’ nelle parole del detective Benoit Blanc (Daniel Craig) davvero colte e fatte di metafore.

Il film mantiene una certa ironia anche dinnanzi alla morte, i personaggi sono tutti grotteschi, quasi tratti da un “Cluedo” che ha preso vita. Il caso non è semplice come sembra e non mancano i colpi di scena, anche se complesso e mostrato talmente bene che si capisce praticamente tutto. Livello di recitazione alto, con i dialoghi che portano sempre a qualcosa, bella la cura di alcuni dettagli.

Un film che facilmente piace, per la sua semplicità ironica e la sua complessità in una trama fitta e intricata come nei gialli più classici alla Agatha Christie. Anche il detective Blanc ricorda molto un detective dei gialli più classici. Intuitivo, devoto alla causa e molto sicuro di se, con qualche piccolo strafaclione ovviamente.

Tutto sembra un po’ in un mondo a se in quella grossa villa, una porta su un modo fatto di figli viziati e ricerca di approvazione verso i propri genitori, con una voglia matta di avere l’eredità tutta per se. Una famiglia molto grande e particolare, con un cast praticamente fatto solo di attori già visti e conosciuti.

Ryan Johnsonn trova la sua dimensione, il suo film perfetto, vedremo se si riconfermerà nel secondo capitolo.

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LE STRADE DEL MALE: TRA FEDE E VIOLENZA NELL’AMERICA RURALE

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Le strade del male è un film del 2020 diretto da Antonio Campos, questa pellicola è l’adattamento dell’omonimo romanzo scritto da Donald Ray Pollock. Un cast corale davvero di buon livello, con attori come Tom Holland e Robert Pattison, tra gli altri anche Bill Skarsgard, Jason Clarke e Harry Melling.

Il film ha davvero un’ottima fotografia e scenografia, lo si percepisce subito con queste ambientazioni dai toni abbastanza spenti e affascinanti, che trasmettono il giusto senso di angoscia e paura. Ci viene mostrata una zona rurale dell’America in un dopo guerra complicato, con l’avvento di altri conflitti e con la fede in dio che è un misto tra fanatismo e follia. La trama scava nel lato oscuro dell’animo umano e ci mostra scene di violenza differente, spesso spinte e mosse dalla fede per Dio.

La follia alleggia in ogni dinamica narrativa del film, con il bene che sembra essere nascosto dalla forte violenza che ogni personaggio esprime a suo modo. Serial Killer, predicatori che abusano di ragazzine, fanatici religiosi e uomini disperati per amore che pretendono da Dio, ciò che Dio non può dare.

Le strade del male ha una trama abbastanza complicata, con qualche salto temporale in cui è facile perdersi, tanti personaggi e tanti intrecci e una complicata morale a cui è difficile trovare un senso, è destabilizzante, ma riesce a trasmettere le giuste sensazioni di dissenso e compassione. I personaggi sono ben scritti e caratterizzati, ottime le interpretazioni. C’è molta violenza e morte e un alone di intensa tristezza che non lascia mai il film.

Un viaggio nella follia umana, nella sua strampalata natura di trovare risposte a tutto e talvolta di affidarsi completamente a Dio anche nei gesti più violenti, come giustificazione del diavolo che a volte c’è in noi. Tutti i personaggi cercano redenzione e salvezza per i peccati di lussuria e violenza che commettono, con un solo bagliore di purezza nel giovane interpretato da Tom Holland, anch’esso però coinvolto nella violenza.

Nel complesso un film complicato, difficile da comprendere, un film che ha molti intrecci e in cui è facile perdersi, molto profondo strutturato che potrebbe disorientare un po’ lo spettatore. Però un ottimo film, ottima la fotografia e la recitazione, scritto bene e con cura, un film che vale la pena guardare.

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ONE PIECE – LA SERIE TV NETFLIX

FANTASCENEGGIATURA: Il famoso manga avrà una serie tv live action su Netflix, provo ad immaginare il cast e parte della storia.

Uno dei manga più famosi del mondo, uno dei manga con più personaggi e con una storia davvero lunga che deve ancora finire, uno dei manga e delle storie più belle del mondo, One Piece!

One Piece sbarcherà su Netflix in formato live action, una serie tv prodotta da Netflix e Tomorrow studios, una serie tv che già dai suoi primi attimi ha creato molto stupore e clamore, perchè a primo impatto sembra davvero difficile da sviluppare. Un scelta forze azzardata di Netflix ma che gli porterà sicuramente pubblicità. Una serie Tv con un potenziale immenso, con un sacco di personaggi e storie, ma che non sarà affatto facile da gestire, lo stesso protagonista, Monkey D. Rufy, per noi Rubber, ha un potere che a livello visivo non è poi così semplice da sviluppare, comunque è molto costoso.

Qualche leaks sta già arrivando e tutti fan del manga di Echiro Oda si stanno sbizzarrendo con i possibili interpreti dei personaggi.

Ma cosa sappiamo fino ad ora?

Sembrerebbe che le riprese possano iniziare verso la fine dell’anno in Sudafrica, è già stata avvistata la famosa Going Merry a Città del Capo, poi sappiamo qualche dettaglio in più sulla ciurma, e cosa stanno cercando i direttori del casting, in primis, attori molto giovani e quindi difficilmente già troppo famosi, ma noi ci vogliamo divertire e sognare un cast stellare.

Sappiamo che la loro età ed etnia natia dovrà essere : Rufy (uomo di origine brasiliana, 17 anni), Zoro (uomo di origine asiatica, 18 anni), Nami (donna di etnia aperta, 19 anni), Usopp (uomo di colore, 17 anni), Sanji (uomo di etnia aperta, 19 anni).

Uno dei personaggi più complessi sarà sicuramente chopper, che dovrà essere fatto costantemente in CGI e che quindi complicherà un po’ tutta la serie tv, tra l’altro lui è solo uno dei tanti elementi “fantasy” presenti nel manga. Il resto della ciurma è meno complesso, bisogna solo divertirsi a pensare a qualche attore un po’ famoso che ci piacerebbe vedere nella serie. Anche Brook sarà tutto CGI, ma arriverà nelle stagioni successive quasi sicuramente.

Mi piace pensare che la serie inizi come il manga e l’anime, con il piccolo Rubber che conosce Shank il rosso che gli consegna il capello di paglia, simbolo di tutta la serie. Per poi proseguire nella prima stagione in una veloce aggregazione degli altri membri della ciurma per poi magari arrivare già a qualche scontro importante.

Per il nostro caro Rubber capello di paglia, Monkey D. Rufy, girano già un sacco di nomi, uno dei più gettonati per caratteristiche fisiche è il piccolo attore di Stranger Things Finn Wolfhard, ma questo penso che discosti un po’ troppo dalle caratteristiche che stanno cercando, l’attore pensa debba avere dei classici tratti latini, avendo origini brasiliane, forse è meglio puntare su qualcosa di meno simile al manga e trovare un attore che possa interpretarlo al meglio, Wolfhard è quello che ci assomiglia di più e ha anche un età simile. Mi stuzzica l’idea che possa essere interpretato da Gavin Latherwood (sinistra di Rubber). Attore giovane già presente in prodotti Netflix che può esprimere un po’ potenziale, un personaggio complesso quello di Rufy che deve esprimere un costante ottimismo infantile, deve piacere a tutti e avere una risata contagiosa, ma allo stesso tempo deve essere molto “tosto” nel momento vede delle ingiustizie, un personaggio estremamente buono e altruista, ma che punta in alto, quindi anche ambizioso e molto coraggioso. Anche un attore come Brenton Thwaites non mi dispiacerebbe era pure nell’ultimo Pirati dei Caraibi, sarebbe un bel mash-up.

Brenton Thwaites

Un altro attore che mi intriga davvero un sacco in questo ruolo sarebbe l’attore che ha interpretato Flash nella Justice League, giovane, divertente e un po’ pazzo già in quel ruolo, non sarebbe affatto male collocato in contesto simile, sarebbe un Rufy adatto secondo me. Ezra Miller, ha un età adatta e tratti somatici che possono un po’ ricondurre a tratti latini, un attore già famoso che potrebbe attirare non poco l’attenzione.

Ezra Miller

Ma passiamo ad un altro personaggio molto importante, Zoro. In giro nei diversi blog gira già una voce a riguardo, forse sarà il primo attore sicuro del cast, le voci si fanno insistenti e non mi dispiacerebbe affatto vedere Ludi Lin nei panni di uno degli spadaccini più amati dei manga.

Ludi Lin

C’è poco da dire a riguardo, penso sia perfetto, già me lo immagino con i capelli verdi pronto a sfoderare le sue spade, potrebbe essere uno dei personaggi più affascinanti in una serie tv live action, Zoro è il personaggio perfetto per questa serie, quello più facile da gestire e forse anche da interpretare con un carattere ben delineato e già visto in altri film d’azione.

Con Nami si ha un ampia libertà di scelta, difficile solo riprodurre quel colore di capelli senza cadere troppo nel ridicolo o nel finto. Un carattere forte deciso, che si fa valere in ogni situazione, un donna forte che non si fa mettere sotto da nessuno, estremamente attraente e sempre giovane come il resto della ciurma.

Chloe Moretz

Per Nami ho pensato a Chloe Moretz, giovane attrice di grande talento già molto famosa e che ha già interpretato moltissimi film, una ragazza che interpreta sempre ruoli forti e anche complicati, grande talento e grande bellezza. Un attrice molto duttile che farebbe molto clamore in un ruolo del genere, ma allo stesso tempo mi rendo conto che sarebbe già un nome troppo importante forse, il budget diventerebbe davvero troppo elevato.

In realtà quelli che fanno casting sono mille passi avanti a noi e sembrerebbe che ci sia già un attrice per il ruolo di Namy, anche si in realtà avranno già scelto tutto il cast, solo ora escono i primi leaks e rumors e non sono tutti veri.

Emily Rudd

Si tratta di Emily Rudd, bellissima e giovane attrice che davvero potrebbe interpretare al meglio la giovane Nami, dalle foto sembra già perfetta, se fosse davvero lei, non posso che essere felice di questa scelta e devo ammettere che mi intriga molto se queste è il livello del casting. Secondo me, come già idea di molti fan, sarebbe bello che Nami provenisse dal nord, con qualche caratteristica tipica della Svezia o dei paesi scandinavi. Passando invece a Sanji non posso che essere d’accordo con l’idea di proporlo come un pirata Francese, la sua cucina estrosa il suo modo di fare, si sposerebbe alla grande con gli stereotipi che si hanno su quella nazione, ma chi potrebbe interpretarlo?

Parto con una provocazione, e poi più avanti spiegherò anche il perchè di questa mia scelta, forse proprio come chiusura di questo articolo…

Gabriel-Kane Day Lewis

Gabriel-Kane Day Lewis, figlio di uno degli attori migliori di sempre, Daniel Day Lewis. Solitamente fa il modello, ma sarebbe davvero perfetto nel ruolo di Sanji, e in più porterebbe un sacco di pubblicità, poi non si sa mai che ha il talento del padre nel recitare. Sono abbastanza convinto di questa scelta e non voglio dilungarmi. Lo so è una provocazione, ma ditemi voi se non ci sta uno cosi nel ruolo di Sanji, dovrà essere bravo lui a passare da serio a pazzo innamorato, rappresenta un po’ la follia del manga questo personaggio. Sanji è un po’ il simbolo del sottile equilibrio che ci dovrà essere tra serietà e forte ironia e parodia.

Arriviamo ad Usopp anche qui indicato come un possibile Sudafricano, l’idea non mi dispiace, anche se mi piacerebbe se uno dei personaggi abbia un forte impronta caraibica, un personaggio molto fumettato con grosse labbra e un naso molto lungo, davvero non facile da interpretare, sarà uno dei personaggi della Ciurma che dovrà esteticamente discostarsi di più dal manga, almeno visivamente.

Anche per Usopp sembra già tutto fatto sarà infatti quasi sicuramente Brandon Burgess ad interpretarlo.

Brandon Burgess

Non so molto di lui, si vede però una certa e complicata somiglianza e se mi devo basare su quello, penso sia un ottima scelta. Questo è un ruolo che deve avere un feeling particolare con Rufy, infatti Usopp e suo grande amico e ogni scena dell’anime si percepiva questa grande amicizia. Usopp è un personaggio già visto in altri contesti, il suo carattere un po’ vigliacco, il classico personaggio un po’ più scarso in mezzo a tutti personaggi fortissimi è tipo un Crillin di Dragon Ball.

Per Chopper spero solo sia molto “cuccioloso” che ti viene voglia di abbracciarlo, tipo un Ewok di Star Wars, deve essere uno di quei pupazzi stile Disney, che la Marvel sa fare sempre stupendamente. Dopo aver visto Chopper vorremmo tutti un piccolo chopper in casa nostra.

La ciurma di una possibile prima stagione è al completo, non penso che Franky o Brook appariranno nelle prime stagioni, perchè il progetto sembra comunque lungo e complesso, quindi mi aspetto minimo cinque stagioni se tutto andrà bene anche di più. Però ci sono alcuni personaggi che inevitabilmente o quasi vedremo nella prima stagione, uno di questi è sicuramente Shank il rosso, anche se per un solo e piccolo cameo. Ma partiamo prima da una foto meravigliosa che ho trovato…

Se questo diventasse realtà sarebbe spettacolare, cioè Arnold Schwarzenegger nel ruolo del nonno di Rufy, Monkey D. Garp sarebbe perfetto e farebbe davvero un sacco di pubblicità alla serie. So che sarà impossibile a meno che Arnold non sia un super fan del manga, ma chi ha avuto questa idea è un genio. Tornando a Shank il rosso non smettiamo di volare con la fantasia e ne approfitto per usare un altro suggerimento che ho trovato in giro e che mi ha convinto parecchio.

Jake Gyllenhaal

Perchè non Jake Gyllenhaal nel ruolo di un dei pirati e più amati e forti del manga, un perfetto Shank il rosso cinematografico, un attore di altissimo livello, con caratteristiche simili, mancano solo i capelli rossi! Ma non fermiamoci qui perchè il nostro budget è illimitato voliamo con la fantasia e spingiamoci oltre, il nemico giurato di Zoro, Drakul Mihawk.

Wes Bentley

Wes Bentley sarebbe assolutamente perfetto per intrepretare uno dei più forti spadaccini dei sette mari, Mihawk. Mi piacerebbe pensare anche ad un attore per Crocodile e Eneru, perchè sono due personaggi che mi piacciono molto e che mi piacerebbe vedere già nella prima stagione.

Mads Mikkelsen

Per il ruolo di Crocodile ci starebbe Mads Mikkelsen che interpreta sempre molto bene i cattivi, con il suo sguardo truce e la sua calma ha le caratteristiche giuste, però quello che mi tenta di più sarebbe Michael Madsen, anche se purtroppo ormai è troppo vecchio, nel 1992 sarebbe stato perfetto, infatti non so perchè ma Crocodile mi ricorda sempre un possibile personaggio in un film di Tarantino. Per Eneru molti fan dicono Eminem, mi fa ridere ma la somiglianza è evidente, fin da bambino ricordo che quando guardavo l’anime, quel personaggio mi ricordava proprio il famoso rapper americano. Quindi perchè no, cosi sia…

Eneru/Ener e Eminem

In effetti la somiglianza è evidente e penso che Eminem sarebbe fiero di interpretare un personaggio del genere e magari ci scrive anche su una canzone da mettere nella serie, sarebbe particolare e bello, molto improbabile però.

One Piece è bello anche per la varietà e la quantità infinita di personaggi al suo interno, solo di cast deve essere davvero ampio ed impegnativo, tra trucco ed effetti speciali il lavoro è davvero lungo, ma chi potrebbe apparire nella prima stagione?

Tenendo conto che l’anime ha ormai circa 20 stagioni, penso che ogni stagione della serie Tv cercherà di raggruppare 5 stagioni dell’anime, in modo da avere tutto sommato una serie tv di 5 o 6 stagioni che riesca in qualche modo a narrare tutta la storia, saltando le parti meno importanti, quindi già nella prima stagione ci sarà Chopper e finirà ipoteticamente con la saga di Skypiea con il personaggio di Ener o Eneru che come abbiamo visto sopra per noi, sarà Eminem.

Potrebbe apparire Smoker, un personaggio abbastanza iconico e particolare e a mio modo di vedere perfetto per la serie tv, è un membro della marina molto riconoscibile e sarebbe bello rivedere nella serie, la scena del patibolo di Rufy che sorride e che poi viene salvato da suo padre.

Stephen Lang

Per Smoker ho pensato a Stephen Lang, attore che esprime sempre molta forza e autorità e con caratteristiche simili al personaggio visto nel manga. Potrebbe apparire anche Bagy il clown e anche qui dobbiamo per forza divertirci con una provocazione, questa volta anche un po’ stupida ma divertente. Quindi sarà interpretato ovviamente da Bill Skansgard.

Bagy il clown e Bill Skansgard

Poi dovrà apparire Arlong nel momento in cui vedremo per la prima volta Nami, però qui non penso sia una scelta troppo difficile, l’attore sarà comunque molto truccato e irriconoscibile, però dovrà essere sicuramente molto alto e fisicamente ben messo, come quasi tutti i personaggi del manga.

Un susseguirsi di personaggi e scontri che gli autori dovranno valutare con cura e decidere quale parte della storia varrà la pena raccontare e mostrare, chissà quanto seguiranno il manga o se decideranno di prendere strade un po’ alternative?

La selezione dei personaggi è lunga e complessa e immaginarsi la storia ancora di più, il fatto che sia girato molto probabilmente in Sudafrica fa ben sperare, e vedere la Going Merry ormeggiata al porto fa un certo effetto.

a destra la Going Merry

L’importante sarà il budget iniziale, se troppo basso, purtroppo questa serie sarà quasi sicuramente un fallimento, non è tratta da un videogioco fantasy, non è tratta da un libro, è tratta da un manga e un anime, anche solo la nave protagonista è complessa e costosa da fare ed è solo una piccolissima parte di tutto ciò che c’è.

Penso che a livello di serie tv sia la sfida più grande che Netflix abbia intrapreso, e purtroppo sono sicuro che in molti modi ci deluderanno, ma allo stesso tempo sono curioso e ho voglia di essere stupido e di rimangiarmi tutti i miei dubbi.

Sono curioso di vedere anche quanta CGI useranno e quanta invece “vecchia scuola” sarà utilizzata all’interno della serie, con location e costumi davvero particolari, i truccatori avranno un gran bel lavoro da fare.

Sono curioso di vedere il cast al completo e di capire cosa ci verrà mostrato nella prima stagione, uno dei “fantacasting” più divertenti che abbia mai fatto, perchè davvero c’era molta scelta e personaggi su cui lavorare.

A livello di trama non mi sono voluto esprimere più di tanto perchè una base solida c’è già, il soggetto è già stato scritto da anni, il mio ultimo sogno sarebbe che questa serie fosse coordinata da James Gun come produttore esecutivo, sarebbe tutto molto spettacolare e particolare, so che è impossibile ma sognare non costa nulla.

Ci sarebbero altri mille personaggi da elencare, ma voglio concludere con uno speciale, uno che è solo un piccolo cameo ma che in quel ruolo sarebbe perfetto, il ruolo più breve ma più importante di tutti, quello di Gold D. Roger il re dei pirati, quello che fa partire tutta la saga di One Piece.

Daniel Day Lewis

Chi meglio di Daniel D. Lewis in questo ruolo? Con suo figlio messo da me a fare Sanji non potevo non mettere nel cast un attore del genere, solo per qualche spezzone, ma non c’è attore più ideale per interpretare il re dei pirati Gold D. Roger.

Non ci resta che aspettare e vedere cosa ci aspetta! All’arrembaggio!