THE LEFTOVERS & TALES FROM THE LOOP: L’IMPORTANZA DEL TEMPO E DEGLI AFFETTI.

Recensioni Combinate: Due serie lente lente scandite dalla forza della musica e degli affetti.

Ho deciso di abbinare in questa recensione queste due serie, perchè ritengo che hanno dei punti in comune, non tanto nella trama quanto nell’esposizione degli eventi, nella serietà e bellezza di descrivere l’attimo.

Entrambe queste serie hanno una cadenza lenta nell’esposizione degli eventi, le colonne sonore sono entrambe stupende, quella di “The Leftovers” è una delle più belle che ho sentito in una serie tv.

Queste due serie se pur ambientate in un mondo di fantascienza, “Tales from the loop sopratutto è quasi sci-fi, riescono a parlare e a mostrare in modo molto realistico i sentimenti e gli affetti verso i nostri cari.

Il tempo che scorre, il suo inevitabile movimento verso l’infinito, quella sensazione di vuoto che ci crea quando ci pensiamo, la paura di buttarlo e di sprecarlo, la voglio di passare più tempo con i nostri cari.

La mancanza, di un affetto, di una persona a noi cara, che non è morta, ma non sappiamo dove sia, l’impossibilità di dirgli davvero addio, che ci distrugge e ci logora con il tempo e non ci lascia andare avanti.

L’invidia verso la normalità, l’assenza di risposte e la voglia di sapere la verità e cosa sia successo, tutti questi elementi compongono entrambi queste due serie, che tra l’altro sono due prodotti davvero ben fatti, poco conosciute e sottovalutate.

THE LEFTOVERS è una serie HBO, quindi indubbiamente è fatta bene, sia a livello scenografico che fotografico, fino ad arrivare ad una recitazione ottima e molto centrata sulla sceneggiatura.

Ideata e creata da Damon Lindelof (Creatore di Lost) e Tom Perrotta, scrittore del libro da cui è tratta la serie tv.

In questa serie c’è tutta la curiosità e i misteri che solo Lindelof riesce a creare, ti attrae fin da subito e da subito vuoi sapere ed avere delle risposte, anche solo la log Line ci incuriosisce, infatti la serie si potrebbe riassumere con “all’improvviso il 2% della popolazione mondiale, sparisce nel nulla”.

Questa serie ha un’abilità di narrare gli eventi con la giusta dose di sentimenti e di vuoto, infatti ti fa percepire il vuoto che provano le persona che hanno perso qualcuno dei loro affetti.

è una serie molto potente, che ci fa comprendere l’importanza del tempo, l’importanza di non sprecarlo e di non buttarlo, l’importanza di esprimere sempre i nostri sentimenti verso i nostri cari, di non tenersi le cose dentro perchè potrebbe essere troppo tardi.

Gli attori interpretano dei personaggi tutti ben scritti, con i loro sguardi persi e i loro sorrisi malinconici, quella finta felicità e la difficoltà di ripartire, lo capisci dai loro gesti che qualcuno che sparisce non è come qualcuno che muore, la tua fede, le tue sicurezze vacillano.

Justin Theroux è perfetto nel ruolo del protagonista, che tiene dentro tutta la sua sofferenza, che vuole andare avanti ma la cui vita gli sta sfuggendo tra le mani, arrabbiato, tormentato e confuso, mi è piaciuta molto la sua recitazione.

Devo citare ancora le musiche di Max Ritcher che sono davvero pazzesche e perfettamente legate con la trama e con i momenti della storia, riescono a trasmetterti le emozioni e i sentimenti in modo perfetto.

Il livello della serie, cala un po’ con la terza stagione, un po’ “stanca” come se il prodotto facesse fatica ad andare avanti, forse problemi che arrivano dalla produzione.

La terza e ultima stagione è un po’ troppo confusionaria, meno emotiva, e in tutte le sue parti è un prodotto di livello inferiore rispetto alle prima due stagioni che io ritengo un piccolo capolavoro.

TALES FROM THE LOOP è una serie di Amazon prime video, creata da Nathaniel Halpern, l’opera si basa su opere illustrate di un’artista svedese, su una serie di racconti e su un gioco da tavolo, tutti collegati allo stesso mondo creato da  Simon Stålenhag.

Questa serie mi ha colpito per la sua pacatezza e calma nel descrivere che parlano di tempo e dell’effetto della tecnologia sulle persone, mi ha colpito il modo di descrivere i sentimenti, come amicizia, mancanza e paura.

I personaggi esprimono tutti dei sentimenti che sono tutti inevitabilmente collegati allo scorrere del tempo e alle conseguenze che esso provoca.

Tutte le storie narrate nella serie sono in qualche modo collegate tra loro e tutte sono influenzate dal laboratorio che si trova al centro della città chiamato “LOOP”, tutto è condizionato da strumenti tecnologici e particolari che cambiano inevitabilmente la vita dei protagonisti.

La fotografia e la scenografia sono il punto di forza di questa serie, che è ben strutturata in tutte le sue parti, anche se forse è un po’ lenta per lo stile attuale.

Anche qui il tempo è una parte importante, anche qui se ne sente il peso e anche qui il sentimento di mancanza è forte, soprattutto in certe dinamiche e storie.

Una serie che mi ha stupito e che consiglio di guardare.

Entrambe queste serie sono sottovalutate o poco conosciute, rimangono nascoste e poco seguite per la loro complessità, per l’impegno che serve per vederle, perchè bisogna andare oltre alle immagini e capirne il significato.

Sono due serie tv dall’impatto emotivo importante, che se viste con il giusto occhio ci possono colpire molto e coinvolgere in tutte le loro sfaccettature, due serie che sicuramente meritano di essere viste.

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