VOGLIO THE BEAR NELLE SCUOLE DI CINEMA

CONTROCORRENTE: La serie the bear merita di essere presa come esempio e il primo episodio della terza stagione è da scuola di cinema

The Bear è una serie FX presente in Italia nel catalogo di Disney +. Una serie che sta facendo il pieno di premi, elogi e recensioni positivie e che si attesta forse come uno dei migliori prodotti degli ultimi 10 anni. La capacità di trasformare la semplicità del lavoro, della vita reale in qualcosa di scenografico, impattante e a tratti unico. Totalmente immersiva e geniale con una cura dei dettagli maniacale, una vera scuola di cinema.

La terza stagione si apre con un episodio distorto, lento, tremendamente riflessivo, una sorta di riassunto della vita del protagonista Carmy Berzatto fatto di spezzoni, attimi e tanta poesia. Una scuola, un esercizio di regia e fotografia stupendo. Ogni dettaglio è un immagine concettuale pura e piena di passione, la regia segue a ruota una fotografia dettagliata e illuminata da un’espressione creativa ai massimi livelli. Un montaggio quasi confusionario, contorto che si districa grazie ai successivi episodi.

LA RICERCA DELLA PERFEZIONE

Ci viene mostrata con cura la ricerca della perfezione, della precisione, un Carmy alle prime armi che a fine turno fa una pulizia maniacale della sua postazione di lavoro, un pennellino per sistemare le finiture del forno, una cucina che rasenta la perfezione come la fotografia e la regia in quel momento.

Il primo episodio della terza stagione è poi un meraviglioso esempio di sceneggiatura silenziosa, come se ci fossimo fermati ai primi capitoli del libro di Syd Field o al solo Story di Bob McKee come se non servissero i dialoghi. In pochi spezzoni, espressioni e sequenza c’è dentro tanto e forse tutto quello che è The Bear.

Il bastone e la carota, con uno chef delicato, paterno come se fosse un maestro di vita per Carmy e poi lo chef severo, puntiglioso e rognoso che usa insulti gratuiti per forgiare la sua squadra in cucina. Tutte queste piccole sequenze verranno riprodotte nelle ansie, paure e reazioni di Carmy nel corso della stagione. Bastano poche parole per delineare e rafforzare la conoscenza e la coscienza dello spettatore verso il rapporto che c’è tra fratello e sorella e la confusione affettuosa di tutta la famiglia.

UN PO’ CARMY, UN PO’ SYD E UN PO’ RICHIE

La capacità di questa serie di far empatizzare lo spettatore con i personaggi e impressionante. Un gioco di regia e sceneggiatura dettagliato per far in modo che lo spettatore in determinati momenti sa a quale personaggio far riferimento e con esso provare le sue emozioni.

Scena particolare del secondo episodio della terza stagione, “un classico litigio alla The Bear”, confusione e caos con Syd in mezzo a due fuochi come Richie e Carmy. In quel momento lo spettatore si sposta tra le diverse emozioni, si immerge totalmente nella situazione, diventa per un attimo Syd, e sia l’angoscia che il nervosismo crescono.

Basta una giusta inquadratura, una giusta espressione e ci ritroviamo nei panni di Carmy con il pensiero ossessivo della perfezione, l’ambizione sfrenata e la voglia di rendere grande la famiglia Berzatto. Tutto così realistico vero e adrenalinico. Eppure questa serie parla di un ristorante, eppure i luoghi sono stretti, semplici e non ci sono complicazioni eppure questa serie è perfetta.

The Bear merita un posto nelle scuole di cinema e non solo. Ci mostra il mondo del lavoro nella sua parte più cruda e cinica, lo stress della vita moderna, le ansie e le paure ma anche la passione sfrenata, la bellezza della cucina il gusto di fare ciò che ci piace. Ha dentro tutto in modo intenso e significativo.

Dialoghi, regia, montaggio tutto sfiora la pefezione, espressione di regole del cinema che nemmeno nei film di Hitchcock e Kubrick si trovano cosi nitidide soprattutto moderne e ovviamente più adatte alle nuove generazioni. Sogno che una serie così venga insegnata nelle scuole magari in un ora di arte che diventi una materia fissa un ora a settimana in cui si parla di cinema, film e musica e di arte moderna, uno spazio in cui lo studente va oltre gli schemi e si perde nella bellezza di una semplice inquadratura di un ragazzo che segue i propri sogni e dà da mangiare ad un gatto invisbile su una picccola barca a Copenaghen.

Risposte

  1. Avatar wwayne

    Anche quest’altra serie tv è perfezione allo stato puro: https://wwayne.wordpress.com/2023/04/02/io-e-linda/. L’hai vista?

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    1. Avatar Andrea Dean Mattiazzo

      No, però il tuo articolo mi ha messo curiosità su questa serie…

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      1. Avatar wwayne

        Questo è un grandissimo complimento! 🙂 Grazie per la risposta! 🙂

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      2. Avatar Andrea Dean Mattiazzo

        In caso prima o poi dovessi guardarla ti farò sapere cosa ne penso.

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      3. Avatar wwayne

        Mi farebbe molto piacere confrontarmi con te su questa splendida serie: racconta una di quelle storie che ti restano dentro per sempre.

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