INTERVISTA COL VAMPIRO: LA SERIE TV!

QUATTRO CHIACCHIERE: I teaser appena usciti ci fanno capire qualcosa in più sulla serie tv in arrivo sul canale americano AMC.

Molti conoscono questa storia grazie al film degli anni novanta con protagonista Tom Cruise e Brad Pitt, un film abbastanza iconico nel suo genere e tratto dall’omonimo di libro di Ann Rice uscito nel 1976.

Ogni giorno si sentono notizie di reboot e nuove serie tv, oggi è il turno di questa storia affascinante che riporta sul piccolo schermo dei vampiri e grazie al teaser si può intuire qualcosa di più sul cast e sulle location della storia.

Lestat de Lioncourt, nel film era interpretato da Tom Cruise, mentre nella serie sarà interpretato da Sam Reid, giovane attore australiano. Louis de Pointe du Lac, il vampiro intervistato, che era interpretato da Brad Pitt, sarà interpretato nella serie da Jacob Anderson (Verme Grigio di Game of Thrones).

Nel teaser si possono vedere dei salti temporali, dalle carrozze trainate da cavalli, ad un registratore con dentro delle cassette per registrare l’intervista, molto probabilmente si vedrà il passato di queste due persone, come sono diventati vampiri e poi il presente.

Si vede New Orleans, potrebbe essere la città che ospita i protagonisti, essendo comunque una città dalla forte influenza francese.

Rolin Jones sarà lo showrunner della serie, mentre tra i produttori ci sarà Mark Johnson, già con grande esperienza con serie come Breaking Bad e Better call Saul. Avrà anche il compito di supervisionare tutto l’universo dei libri delle “cronache dei vampiri”, perché il progetto AMC e quello di produrre altri serie tratte dai libri di Rice.

Si pensa che la serie andrà in onda, entro il 2022.

GOD OF WAR, HORIZONS E GRANTURISMO LE SERIE TV!

QUATTRO CHIACCHIERE: Sony fa diventare serie tv i suoi prodotti esclusivi, per far conoscere al mondo i propri videogiochi.

Dopo il successo, almeno dal punto di vista commerciale del film Uncharted e dopo il clamore all’annuncio della serie “The Last of Us“, Sony non si vuole fermare e ha in programma nuove serie tv. Una mossa strategica per trasformare i propri contenuti originali in prodotti fruibili anche per i non videogiocatori, distribuendoli tra la l’altro su tutte le piattaforme.

Da Uncharted che punta ai film, per poi passare alla HBO con The Last Of Us, God of War su Amazon video e Horizons su Netflix, mentre Gran Turismo è ancora in trattativa. Sony invade il mondo delle serie tv come non aveva mai fatto, partendo dalla completezza e la bellezza dei “suoi” soggetti. Storie già perfette per film e serie tv ma che facilmente deludono i fan ma che hanno sempre un gran successo a livello di pubblico, che spinto dalla curiosità guarda il prodotto.

Una scelta abbastanza logica, ben congeniata, con livelli e stili di produzioni differenti che permettono alla Sony di avere più possibilità di fare almeno una serie di qualità. Molte di esse sono parte di soggetti molto complessi, dalle trasposizioni complicate.

Di God Of War ho già parlato, ma se andiamo analizzare anche solo un videogioco come Horizons zero dawn, ci rendiamo conto che Netflix avrà davvero un compito davvero arduo e costoso da affrontare se vuole avere un prodotto finale di qualità. Non tanto per la trama in sé, davvero bella, classica ma che riesce a mixare perfettamente mistero e avventura, Sarà un compito complicato, più che altro per gli effetti visivi e la scenografia davvero singolare e complessa. Non mi stupirei se Netflix magari optasse per una live-action anime e animata. Vero anche che il risultato con The Witcher è stato davvero ottimo e potrebbero ripetersi.

Proprio come in questo articolo pieno di link interni al mio sito, la collaborazione tra Sony e le piattaforme streaming funziona più o meno allo stesso modo, con una catena di pubblicità che si fanno a vicenda, il clamore che porta l’annuncio alla serie, e l’avvicinamento delle persone al videogioco, esattamente come successo con The Witcher, una pubblicità perfetta per entrambi. Anche nel caso la serie tv non esce bene, il processo di attirare l’attenzione è già compiuto, come spesso succede con i film prodotti basandosi su libri famosi.

La curiosità è sempre ad alti livelli, anche Xbox si sta muovendo sulle proprie esclusive, con le serie tv, è un processo ormai avviato da qualche anno e sembra che almeno a livello commerciale stia funzionando come dovrebbe a livello puramente artistico un po’, con serie e film che deludono molto spesso i fan dei videogiochi e non solo.

Horizons in questo caso, mi incuriosisce un sacco, dal primo giorno che ci ho giocato ho sempre immaginato che sarebbe davvero bello e interessante vedere un film o una serie tv tratto da quella storia. Una storia davvero affascinante, con un’eroina come protagonista che potrebbe ricalcare l’onda di Hunger games o Divergent. Una bella opportunità per creare davvero una serie di successo e dare una direzione a Netflix che saprà in futuro di poter puntare sui videogiochi.

Gran Turismo è l’esempio più evidente di mossa pubblicitaria, perché essenzialmente è un videogioco con una storia non precisa, che non ha una trama, ma che negli anni si è fatto un nome riconosciuto da tutti. Un po’ come il film tratto da “Need For Speed”, Gran Turismo sfrutterà il nome per creare una serie da zero, un nuovo soggetto che ovviamente riguarderà il mondo delle automobili.

Non ci resta che attendere, la prima serie in arrivo è The last of Us, per il resto ci sarà ancora da aspettare molto.

THE GOOD LIAR: L’INGANNO PERFETTO

Recensione nel tempo di un caffè

The Good Liar è un film del 2019 diretto da Bill Condon, questa pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Nicholas Searle e vede come protagonisti Ellen Mirren e Ian McKellen.

Una trama che si presenta in modo molto leggero e lineare e che si complica leggermente verso il finale, fin da subito è difficile capire realmente chi stia mentendo. La storia si basa molto sul sospetto, con due anziani che si conoscono su internet e già dal primo appuntamento sembrano non dirsi tutta la verità. Tra i due nasce una bella unione, con però l’uomo truffatore da una vita che vuole fregare la donna anziana, ma non tutto sarà così semplice.

Una storia che mette come protagonisti questi anziani che tra un acciacco e una bugia portano avanti questa particolare storia d’amore della terza età. Un film con i giusti ritmi pacati, ma che non annoia mai e anzi tiene sempre alto il livello di curiosità.

Ottime le interpretazioni dei due attori principali che danno carattere e spirito ai loro due personaggi, che in poco tempo sono già ben definiti e facili da capire nei loro atteggiamenti, una sotto trama interessante ci mostra la vita del protagonista, mentre quella della protagonista rimane un po’ nascosta anche se più nella normalità, con un nipote e un marito e un figlio purtroppo già morti.

In questo film già il titolo ci indirizza a capire la trama e a sospettare di tutto ciò che succede, alza la soglia di attenzione che ci tiene svegli e attenti, un’ottima trama che anche se con colpi di scena prevedibili, riesce comunque a stupire lo spettatore.

Nel complesso un ottimo film che può andare bene un po’ per tutti, semplice nelle sue scenografie e con un cast formato in pratica da quattro attori, e incentrato solo su due di essi.

OUTER RANGE: UNA SERIE…MISTERIOSA

Recensione nel tempo di un caffè

Outer Range è una serie di Amazon video uscita nel 2022, creata da Byan Watkins e con protagonista Josh Brolin.

Royal Abbott è un proprietario di un grande ranch nel Wyoming, viene coinvolto in misteri e fenomeni paranormali, dopo che appare una misteriosa ragazza, una vagabonda hippie. Una trama in apparenza abbastanza semplice che però si complica e amplifica episodio dopo episodio, lasciando una certa sensazione di incomprensione allo spettatore.

La serie è ben fatta, ha una buona regia e fotografia, anche la recitazione è di buon livello, forse nel complesso una serie un po’ troppo lenta, complicata e dalle poche emozioni, nulla riesce a colpire come dovrebbe.

Facile distarsi perdersi nelle troppe parole e la curiosità, pur essendoci sempre, si spegne facilmente e non ci permette di essere presi seriamente dalla trama. Troppo lenta e troppo confusa, con qualche idea interessante ma che viene sviluppata non nel migliore dei modi. Anche i personaggi sono troppo noiosi, troppo problematici e complessi e questo non aiuta la serie a scorrere ma solo a rallentare e a non essere compresa.

Outer Range rappresenta molto lo stile di Prime video, con serie belle, ben fatte ma troppo spesso noiose lente e troppo complicate a livello di evoluzione della storia e dei personaggi, difficile capire fino in fondo le intenzioni del protagonista, il suo carattere e il suo obiettivo. Sottotrame estremamente deboli, quasi inutili.

Una serie che colpisce per la scenografia e la fotografia, ma che annoia forse in modo eccessivo, e che nel complesso difficilmente conquista il pubblico, anche gli amanti del mistero.

GOD OF WAR, LA SERIE!

QUATTRO CHIACCHIERE: God of War diventerà una serie tv prodotta da Amazon Prime!

Una serie tv prodotta da Amazon Prime tratta dal famoso videogioco God of War! Già qualche tempo fa ne parlai in un articolo (QUI) della possibilità di vedere questo interessante videogioco in una trasposizione cinematografica di livello.

Non da molto, trapelano notizie sempre più insistenti sulla possibilità che Amazon voglia produrre una serie tv, in modo da attirare anche il pubblico ludico sul proprio canale. Sono ancora in fase di trattative per i diritti di immagine, ma si pensa che la storia riguarderà l’ultimo capitolo dei videogiochi, anche se essendo una serie tv ho qualche dubbio che non parta dal principio.

La sceneggiatura sarà curata dal team della serie Amazon sci-fi “The Expanse”, mentre tra i produttori, ci saranno quelli della serie fantasy “La ruota del tempo”, oltre che molto probabilmente la Sony, detentrice dei diritti del videogioco.

Non sappiamo nulla perché è ancora tutto in fase di trattativa e non si sa nemmeno se andrà a buon fine, le intenzioni di Amazon sono chiare e il potere economico per produrre una serie del genere non gli manca di certo, interessante sarà capire il livello del casting e appunto i budget che vorranno mettere a disposizione che di certo dovrà essere all’altezza.

Anche Amazon video vuole buttarsi in questa impresa di fare una trasposizione di un videogioco e punta in alto con un prodotto non facile per la trasposizione e in cui è facile incappare nel giudizio rigido e cinico dei fan, soprattutto quando sei già in ballo con una serie come quella del signore degli anelli, già pronta ad essere sulla graticola.

ALAN WAKE: LA SERIE TV

QUATTRO CHIACCHIERE: AMC E REMEDY Iniziano la produzione di una serie tv tratta dal famoso videogioco horror Alan Wake.

Alan Wake è un videogioco famoso per molti e sconosciuto per altri, era una esclusiva Xbox 360 del 2007 ed ebbe delle grosse problematiche di sviluppo viste le ambizioni della casa Finlandese. Alan Wake si propone come un thriller horror che fa della scrittura in stile Stephen King il suo punto di forza, per molti è infatti è uno dei videogiochi con la storia migliore di sempre.

Già il formato del videogioco si prestava per una serie tv, un live action che potesse raccontare questa storia al di fuori del videogioco. Era già diviso in capitoli e storie che permettono di avere una sceneggiatura già praticamente pronta, un prodotto che è fatto per essere riportato in una serie.

La serie tv può riportare la tensione e il mistero che avvolgeva tutto il videogioco. La paura era un elemento importante in un mondo dove non si capiva cosa fosse illusione o realtà, con nemici che si muovono nell’oscurità indeboliti dalla forte luce della torcia. Un survival fatto di piombo e momenti dalla cadenza lenta e ben scandita.

Posto bizzarro Bright Falls, con personaggi iconici, misteriosi e particolari e un protagonista già ben caratterizzato, tutto fa supporre che la serie tv è praticamente già confezionata, il videogioco pronto per essere rilanciato nella next-gen grazie alla serie tv. Era un sogno di Remedy, la casa produttrice del videogioco e finalmente sta diventando realtà, trovando con sé esperti del genere come i produttori di “The Walking dead” distribuita infatti dalla AMC come un altro capolavoro “Breaking bad”.

Alan Wake si trova in questa via di mezzo che non fa altro che favorirlo, chi conosce benissimo il videogioco e chi non ha la minima idea di cosa si tratta, questa situazione è ideale per la serie tv che può magari conquistare il giudizio di entrambe le parti. Passare l’ostacolo dei fan e catturarne di nuovi per una storia che vale la pena di essere proposta in formato serie tv. Un altro videogioco che viene trasformato in live action, un sentiero difficile, fatto in passato di grandi fallimenti, ma questa volta le premesse per fare qualcosa di buono, sembrano esserci.

RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO: UN TEEN DRAMA DI UN CERTO SPESSORE

Recensione nel tempo di un caffè

Raccontami di un giorno perfetto è un teen drama del 2020 diretto da Bret Haley, la pellicola a come protagonisti Elle Fanning e Justice Smith ed è l’adattamento cinematografico del libro “All the bright places” di Jennifer Niven, qui co-sceneggiatore con Liz Hannah.

Il film si propone come un teen drama molto serio, che non prende le cose con troppa leggerezza, capiamo subito gli aspetti negativi della vita di uno dei due protagonisti, la ragazza interpretata da Elle Fanning, Violet, ha perso la sorella da qualche mese per un incidente stradale, e chiusa in se stessa, molto spenta.

Theodore Finch (Justice Smith) è un personaggio molto complesso che ha come obiettivo quello di far rivivere Violet, di farle apprezzare la vita, è un personaggio molto misterioso, solare e difficile da comprendere, infatti nessuno nel film lo comprende fino in fondo. Nasconde un forte dolore, un forte disagio e dedica tutto sé stesso per la felicità di Violet.

I due si conoscono a poco a poco perché si ritrovano a fare insieme un progetto di geografia in cui devono fare ricerca sulle bellezze dell’Indiana. La scelta non è casuale, perché appare come un posto noioso, monotono dove non c’è nulla di particolare. Il film punta molto su questo, sulla bellezza delle piccole cose, non importa se il punto più alto dello stato è solo a 400 metri di altezza, l’importante è fermarsi sul dettaglio, sulla bellezza e apprezzare ciò che si ha.

Il film pecca un po’ di troppa lentezza, diventa troppo noioso a tratti e i dialoghi non sono mai banali, sono spesso pesanti e parecchio incisivi, non si scherza, ma si parla di argomenti pesanti come suicidio, solitudine e pazzia e depressione. L’unione dei due protagonisti non è del tutto coinvolgente e non convince del tutto, anche se la recitazione è buona.

Raccontami di un giorno perfetto ha una piccola perla nel finale, un monologo davvero bello, con delle parole davvero significative da far sentire nelle scuole, c’è tutta la profondità di questo film, la serietà che si porta dietro. Un monologo che insegna che fa commuovere e che emoziona. Esprime in esso il potere che può avere un film o un libro, che con le sue parole trasmette messaggi di vita, piccoli segreti che tutti noi dovremmo sapere per ricordarci di essere felici.

Un film che sicuramente ha i suoi difetti ma che sicuramente ti trasmette qualcosa, e penso che a volte sia questo l’importante.

Piccolo estratto del monologo finale.

“Mi ha insegnato a meravigliarmi
mi ha insegnato che non serve scalare una montagna per sentirsi in cima al mondo
che anche i luoghi più brutti possono essere bellissimi se ti concedi il tempo per guardarli
mi ha insegnato che fa bene perdersi se si trova la strada per tornare”

CHEERLEADER PER SEMPRE: COMMEDIA PREVEDIBILE NETFLIX

Recensione nel tempo di un caffè

Cheerleader per sempre è un film del 2022 diretto da Alex Hardcastle e con protagonista Rebel Wilson, attrice comica Australiana, famosa per le sue interpretazioni sopra le righe.

Questo film è una semplice commedia che non vuole approfondire nulla e che cerca di far passare due ore piacevoli, tra qualche sorriso e risata, con una trama prevedibile e leggera dove tutto è preso con estrema semplicità.

Una cheerleader rimane in come per vent’anni dopo una caduta durante una acrobazia, quando si risveglia vuole ripartire dal punto in cui tutto era finito, vuole diventare la reginetta del ballo. Questo film fa un po’ da parodia dei nostri tempi, evidenziando il contrasto sociale tra il passato e il futuro, bello il paragone tra il liceo e i social, dove essere popolari sembra l’unica cosa che conta.

Tutto è ben intavolato per una trama che rimane estremamente prevedibile, succede tutto ciò che deve succedere senza colpi di scena e senza andare troppo nel dettaglio delle cose, giustamente il come non viene trattato con pesantezza ma come un elemento comico su cui basare le caratteristiche della protagonista.

Il punto centrale e il liceo e il rapporto con la popolarità, l’importanza di apparire più di quella di essere, ovviamente ci sarà una svolta prevedibile sul finale. Un film nel complesso piacevole che non ha grosse pretese e che si fa vedere con molta semplicità, forse un po’ troppo lungo per il suo genere.

RESIDENT EVIL: LA SERIE IN ARRIVO SU NETFLIX

QUATTRO CHIACCHIERE: In Arrivo su Netflix la serie tratta dalla famosa saga horror di videogiochi, riuscirà la piattaforma streaming a fare centro con una serie di questo genere?

Resident Evil è forse uno dei titoli di videogiochi con più trasposizioni cinematografiche, di film e di serie, una saga iconica, forse la saga di videogiochi horror più famosa del mondo. Una delle prime che ha affrontato l’argomento zombie, e l’ha fatto in modo convincente e con una storia sempre molto interessante.

Netflix ci prova con una serie, più episodi per raccontare una storia che parla di sopravvivenza, di violenza e di zombie, una storia che ha le basi per diventare un’ottima serie e per aggiungere qualcosa di iconico al mondo Netflix.

Netflix è già da qualche tempo che ha strizzato gli occhi agli zombie, con il film di Zack Snyder era tornata di moda un genere che negli anni stava perdendo il suo potere di attirare masse a vedere i film, con un sacco di storie e serie come “The Walking Dead”.

Resident Evil ha un suo mondo una sua storia in cui ci si può liberamente spostare e creare nuove trame senza scomodare troppo i videogiochi e i film già prodotti ed è quello che si prefissa di fare questa serie.

Questa serie racconta due storie che viaggiano in parallelo, ma con una linea temporale differente. In una ci sono due ragazze quattordicenni, Jade e Billie Wesker che si trasferiscono a “New Raccoon City” una città molto avanzata con industrie e uffici, a cui le due ragazze dovranno adattarsi nel pieno dell’adolescenza. A poco a poco si rendono conto che la città non è quello che sembra e che il loro padre nasconde dei segreti molto pericolosi che potrebbero condizionare le sorti del mondo.

Nella seconda storia, invece, si viene catapultati più dieci anni dopo, dove ci sono solo 15 milioni di sopravvissuti e miliardi di infettati dal T-Virus. Una Jade trentenne cerca di sopravvivere in questo mondo con i segreti e le storie del passato che la perseguitano.

Nel secondo Trailer, ci viene mostrata quella che probabilmente, sarà la causa dell’outbreak in questa linea temporale: non la contaminazione in seguito alla rottura accidentale di una provetta contenente un campione di T-Virus quanto una somministrazione di un farmaco antidepressivo sperimentale, denominato Joy.

Mi piace l’idea di partire da un farmaco antidepressivo, è tanto bella quanto inquietante e questo è un ottimo punto di partenza, il concept mi piace e anche il trailer ha mostrato un certo livello di effetti visivi, una serie che promette bene.

IO SONO LEGGENDA: IL SEQUEL

QUATTRO CHIACCHIERE: Annunciato il sequel di “Io sono leggenda”, tra dubbi e domande, cerchiamo di capire cosa ci aspetta.

Io sono leggenda è un film ormai famoso, per molti un bel film, per altri una spazzatura che non merita di essere vista. Uno dei film con un contesto post apocalittico dei migliori, con delle scelte e dei momenti affascianti e altri che sicuramente fanno discutere e non sono dei migliori.

Sicuramente la scelta di fare un sequel, come molto spesso capita in questi casi, è una scelta di marketing e prettamente economica, attira la curiosità del pubblico e può ravvivare un film che aveva un ottimo potenziale per raccontare più storie, magari antologiche tra loro.

L’idea è partita tutta da Michael B. Jordan, che essendo fan del primo film, voleva avere la possibilità di interpretarne un sequel, per farlo, dopo molti tentativi ha convinto Will Smith nella co-produzione e nella partecipazione come attore. La sceneggiatura è affidata a Akiva Goldsman già scrittore del primo film.

In questo caso non si hanno libri da cui partire, anche se già il primo film si era semplicemente ispirato e senza finale alternativo, uscito nella versione DVD, non sarebbe possibile un sequel temporale con la presenza di Robert Neville (Will Smith) morto proprio alla fine del film con un sacrifico per salvare l’antidoto e dare speranza al mondo.

Il film però ci aveva mostrato che c’erano dei sopravvissuti, un villaggio chiuso tra delle mura con controlli alle persone e dove il virus sembrava solo un lontano ricordo, penso che il film di possa basare su questo, partire proprio da quel villaggio li.

Non è detto che usino il finale in cui Robert sopravvive, ma che facciano due storie in parallelo tra passato e futuro, una con Will Smith e un con Michael B. Jordan.