Recensione nel tempo di un caffè
Pluribus è una serie Apple Tv del 2025, un prodotto che da subito ha attirato l’attenzione grazie al suo creatore Vince Gillian che arriva dai successi clamorosi di Breaking Bad e Better Call Saul. Fin da subito il pubblico si è diviso, ecco perchè.

Pluribus è una serie complicata nella sua cura del dettaglio. Una scrittura profonda, mai casuale con una trama che riesce ad incuriosire con poco. Gillian si conferma un maestro, con una visione artistica che esalta i suoi attori e le sue storie nonostante un ritmo non proprio esaltante.
Essenzialmente nella prima stagione di Pluribus non succede nulla, o meglio, non succede nulla per come siamo ormai abituati. Questa serie va controtendenza e sfida sfrontatamente la nostra soglia di attenzione ormai carente e indebolita dai social e dalla velocità del mondo moderno. Gillian ci fa prendere una pausa ci mostra la qualità, anche nel suo prodotto c’è lentezza e finalmente qualcosa di più profondo, vero e sincero e non puramente commerciale fatto in fretta e furia.
L’idea iniziale è forte, infatti il primo episodio ti conquista, il resto della stagione e più un cammino che una vera e propria storia sceneggiata. Nonostante sia fantascienza, la storia e i suoi ritmi sembrano tremendamente reali. Pluribus sembra quasi un drama esistenziale ed esplora con cautela e genialità il concetto di solitudine, necessità di amore e anche di rabbia repressa.
In Pluribus non ci importa del ritmo, del fatto che in una stagione poco si è mosso. Questa serie riesce a catturarti in altri modi. Un prodotto fatto bene, con tanta passione e cura non può che conquistare tutta quella parte di pubblico che ancora voglia di fermarsi, respirare, pensare e non correre sempre. Una della serie più lente degli ultimi anni, ma a livello di scrittura una delle migliori.
Comprensibile la reazione negativa di gran parte del pubblico, o di chi usa la passione per questa serie per sentirsi migliore. Pluribus è anche questo un confronto tra esseri umani. La sopravvissuta non è la protagonista, ma è il pubblico che sa andare oltre e ammettere ciò che è oggettivo. Una serie che sa far discutere e sa farsi amare con davvero poco o nulla.


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