QUATTRO CHIACCHIERE: IL DECADIMENTO DELLA SCENEGGIATURA

La sceneggiatura nel mondo del cinema è ancora importante come un tempo?

Parto con una provocazione, con una domanda scomoda che sicuramente avrà delle eccezioni ma a cui non è facile rispondere così su due piedi.

Ricordate un monologo, una frase ad effetto, un bellissimo dialogo nei film che sono usciti al cinema negli ultimi cinque anni?

La risposta è quasi sicuramente no, ovviamente ci sono delle eccezioni ma penso che in generale la risposta ad entrambe le domande che ho posto sia sempre e solo NO.

Si lo so è una provocazione la mia, è un’accusa che sembra campata in aria e senza senso ma se andiamo più a fondo e ci proviamo a pensare ci accorgiamo che è sempre di più una realtà.

La sceneggiatura è il principio di un film, si parte da un soggetto e lo si rende scenografico/sceneggiato, non si uscirà mai da questo stile, perchè i film per nascere devo passare per forza da un idea che in qualche modo venga scritta o messa giù in qualche modo.

Il bello del cinema è proprio questo, la capacità di avere un sacco di tipi di arte differenti che si incrociano e collaborano dove tutte e fondamentale e irrinunciabile, tutti alla stessa importanza all’interno di un film e se manca una parte di arte il film non si può praticamente fare.

Sarebbe bello fosse sempre tutto in perfetto equilibrio e tutto a dei livelli altissimi, ma questo come ben sappiamo capita raramente perchè se no ogni film sarebbe sempre perfetto.

Capita naturalmente di vedere dei difetti nei film o di percepire una parte più debole di un altra, e penso che di solito queste parti più deboli seguono l’andamento del tempo, del mercato e della teconologia.

Soprattutto della tecnologia e dei mezzi che può portare nel mondo del cinema, facendo risaltare parti, che fino a qualche anno fa avevano meno possibilità di esprimere la propria creattività.

Negli ultimi anni, è inutile nascondersi, le sceneggiature stanno perdendo colpi, ed è davvero difficile trovare dei film che ci convincano al 100% per la loro trama e per il loro svolgimento.

Le idee autoriali originali si sono spostate nelle serie tv, lasciando il mondo del cinema tra reebot, e sequel penalizzando ovviamente la creazione di prodotti originali, anche i cinecomic inutile sottolinearlo hanno soffocato un po’ l’importanza di una buona sceneggiatura.

Siamo in un epoca in cui la GCI e gli effetti visivi in generale stanno conquistando letteralmente ogni film, anche i film più brutti e con la trama più banale ci conquistano con la loro magia visiva e con la fotografia davvero pazzesca.

Macchinari moderni, con videocamere super potenti con una qualità video e sonoro che un tempo non era possibile avere, è l’era dei fotografi e degli effetti visivi che rendono ormai praticamente qualsiasi prodotto davvero godibile.

Sinceramente faccio fatica a criticare la fotografia, gli effetti speciali e visivi degli ultimi film che ho visto, è quasi impossibile, perchè se sono film di Hollywood a livello visivo sono sempre spettacolari.

Tutto questo meccanismo indebolisce naturalmente altri settori del film, tra cui la sceneggiatura che si ritrova ad avere un ruolo meno centrale ed importante di quello che aveva un tempo.

Il pubblico vuole ritmo, azione, scene immediate, veloci ed impatto, tutte cose che la sceneggiatura può solo indicare a grandi linee senza dare nulla di più, una sceneggiatura ben ideata e fatta di dialoghi complessi, che hanno sempre un fine, trame e sotto trame e caratterizzazione del personaggio.

Non servono più quai lunghi monologhi che hanno fatto grandi gli attori di un tempo, le frasi ad effetto o i dialoghi più famosi, non servono più perchè annoiano, e sono stati sostituiti da effetti visivi e speciali pazzeschi.

Non ci sono più scritture vere, originali che superano il livello di ogni cosa che le sta attorno, non c’è più ordine e finalità come un tempo, ci sono molte più scene inutili e molto probabilmente fatte per gli effetti speciali più per dare qualcosa in più alla trama.

Sceneggiatori che hanno molti più vincoli di un tempo e devono stare molto attenti a cosa scrivono, imprigionati in catene che non dovrebbero avere visto che stanno scrivendo di fantasia.

Ultimamente ho notato che le sceneggiature non sono più libere come un tempo, come scrivere un libro il cui obiettivo è solo quello di raccontare una storia, adesso sembrano più un servizio, un testo da cui partire per fare scene visivamente spettacolari.

Ci aggrappiamo con forza quando vediamo una bella sceneggiatura perchè ci sembra qualcosa di impossibile ormai, siamo consapevoli fin da subito che in fondo il film ci piacerà perchè a livello visivo sarà bellissimo e avrà sicuramente una scena degna di nota.

Un po’ spiace non sentire più quei bellissimi monologhi alla Ingmar Bergman, o film come Chinatown che vengono insegnati nelle scuole di sceneggiatura, mancano un po’ quelle frasi ad effetto come quelle del Gladiatore (rese epiche da Luca Ward), tutto lascia spazio a scene epiche date più dalla spettacolarità delle immagini che da quelle delle parole o della trama.

Non so perchè ma si fa sempre più fatica a trovare trame davvero avvincenti o che comunque rendano un film totalmente unico e riconoscibile per la propria storia.

Il mondo del cinema avrà sempre bisogno della scrittura, ma forse non come prima, voglio farvi un esempio lampante di questa mia teoria, voglio parlarvi in breve di Mad Max Fury Road diretto da George Miller un film che amo e che ritengo un caposaldo del suo genere.

Ebbene, questo film è stato girato senza una vera è propria sceneggiatura ma seguendo una grossa e complessa Storyboard perfettamente ideata dai disegnatori, come se fosse un grosso fumetto.

Il risultato finale è davvero pazzesco, con effetti speciali spettacolari e scene d’azione da lasciare a bocca aperta. Ma anche qui non lo ricordiamo certo per la bellissima sceneggiatura che addirittura qui non c’è.

Questo è solo un esempio di quanto i film al giorno d’oggi possano essere bellissimi senza bisogno di una bellissima base scritta.

Vorrei sottolineare come il mondo offre tutt’ora dei bellissimi con libri e fumetti davvero stupendi con idee originali nuove e uniche, ma sembra quasi che il mondo del cinema si sia un po’ seduto sul divano bello comodo dei blockbuster e dei cinecomic, sembra che non ci sia più davvero voglia di scrivere qualcosa di davvero nuovo e unico come un tempo.

Fortunatamente ci sono le eccezioni, fortunatamente non è del tutto così, ma è innegabile come la scrittura sia passata un po’ in secondo piano nel mondo del cinema, uno strumento fortissimo ma molto complesso che se utilizzato bene può spianare la strada la lavoro di tutti soprattutto del regista.

Sono convinto che tutto sia comunque condizionato dalla richiesta del pubblico che non ha più voglia di impegnarsi, che ha bisogno di ritmi alti e di cose visive, non c’è bisogno di introspezione e di monologhi, non c’è bisogno di plot point o altro.

Il mercato vuole sceneggiature cucite sul pubblico medio, sulla leggerezza e la rapidità dello spirito dei giorni nostri, deve essere tutto così immediato e veloce che anche difficile starci dietro e fare le dovute ricerche e seguire le dovute regole.

Spopolano film con basse pretese, con dialoghi poveri e trame grezze e semplici, fanno successo, soldi e fanno andare avanti le case di produzione e i cinema, quindi in fondo è giusto così, è giusto che anche il cinema segue l’andamento del mondo per sopravvivere avremo le sale piene di “After” e “Twilight” e ci ricorderemo dei bei tempi con nostalgia, ma con il piacere di un “Joker” scritto alla perfezione, o di un Tarantino che ci porta contenuti originali.

Ci sarà sempre l’arte delle scrittura nel cinema, magari un po’ meno, ma quando una cosa è rara diventa anche più preziosa!

5 pensieri riguardo “QUATTRO CHIACCHIERE: IL DECADIMENTO DELLA SCENEGGIATURA

    1. In parte si, anche se credo che anche l’ultimo film di Tarantino sia un esempio di come si gestiscono i dialoghi nei film, i suoi sempre scritti davvero bene.
      In realtà Tarantino non penso sia solo violenza, penso sia più bellezza narrativa, storie che riescono sempre a colpirti.
      Io vedo più genialità nel Tarantino sceneggiatore più che nel Tarantino regista.

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      1. Si perché in fondo dei suoi film ricordiamo più i dialoghi o comunque le situazioni, più che per come è stata girata una scena.
        Anche l’ultimo film è geniale ciò che accade nel finale, non tanto come viene girato…

        "Mi piace"

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