DAMNATION : INGIUSTAMENTE CANCELLATA DOPO UNA SOLA STAGIONE

Recensioni nel tempo di un caffè

Damnation è una serie distribuita da Netflix e creata da Tony Tost. Ambientata negli anni 30′ segue le vicende delle proteste contadine avvenute negli anni della grande depressione.

Il protagonista Seth Davenport (Killian Scott) è una persona che sotto mentite spoglie da prete, vuole portare avanti le proteste dei contadini contro i poteri forti e le industrie sempre più potenti è ricche del territori meridionali degli Stati Uniti.

L’ambientazione con le suo scenografie l’ho trovata davvero spettacolare, ricorda un po’ i vecchi western, è grazie ad una bellissima fotografia, ci fa immergere nell’America rurale degli anni 30′ fatta di piccole cittadine in mezzo alle coltivazioni, dove l’unico lavoro possibile, era fare il contadino.

Questa serie ha dei grandissimi pregi, nella fotografia,nella scenografia (presa da Deadwood) e nei costumi, purtroppo il grosso difetto rimane nella trama, che scorre davvero veloce, tanto che a tratti appare confusionaria e disordinata.

A parte i due protagonisti, tra cui interpretato da Logan Marshall-Green (sosia di Tom Hardy), gli altri personaggi sono mal caratterizzati a tratti, forse, un po’ troppo banali e difficili da comprendere.

Si crea subito un disordine e anche qualche incoerenza nello stile, passiamo da scene violente e potenti a scene che sembrano quasi censurate, come se si fosse cambiato stile durante la stagione.

La fotografia ci fa emozionare fin da subito e alcune inquadrature sono davvero molto ben fatte, però si ha sempre la sensazione che manca qualcosa, forse non si riesce mai a creare la giusta empatia con i personaggi e per questo anche la trama perde di convinzione.

Penso che se fosse uscito qualche hanno dopo, con l’onda positiva della serie inglese Peaky Blinders, il destino di questa serie sarebbe stato diverso, perchè nello stile e nei ricorsi storici è molto simile alla storia della banda di Birmingham.

C’è azione e ci sono dei monologhi del protagonista che seppur poco conosciuto, io l’ho trovato davvero ottimo e mi piacerebbe molto vederlo in alti ruoli, il problema rimane sempre che la trama sembra non decollare mai e il regista non riesce mai a trasmetterti le giuste emozioni.

Nel complesso però penso che era una serie con un clamoroso potenziale e che meritava di essere confermata, sono sicuro che con il passare del tempo sarebbe cresciuta e che anche la trama avrebbe trovato la giusta direzione.

è un peccato, perchè le premesse delle prime scene erano davvero buone, sarebbe servita solo un po’ più di attenzione nella scrittura di alcuni personaggi e di un soggetto un po’ più chiaro e strutturato, forse anche la scelta dei registi non è stata delle migliori.

Consiglio comunque di guardarla, perchè la ritengo molto più valida di altri prodotti presenti nel catalogo Netflix, in fin dei conti la prima stagione può essere vista come auto conclusiva, anche se ovviamente lascia delle questioni in sospeso.

Quindi godetevi la scenografia e la fotografia di Damnation che ne vale davvero la pena, se vi è piaciuta l’epoca dei Peaky Blinders, potrebbe piacervi anche questa serie tv.

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