QUATTRO CHIACCHIERE: L’IMPORTANZA DELLA FOTOGRAFIA DI EMMANUEL LUBEZKI

Perchè si parla sempre poco della fotografia nei film?

Lubezki in The Revenant

Emmanuel Lubezki è un direttore alla fotografia messicano, ed è l’unico nella storia ad aver vinto tre premi oscar consecutivi alla miglior fotografia.

Per molti e per me stesso e uno dei fotografi migliori della storia del cinema, con uno stile caratterizzante e facilmente riconoscibile, in tutti i film a cui a lavorato.

Ha lavorato con grandi registi come i fratelli Cohen, Cuaron, Malick o Innarritu, questo ci fa capire l’importanza di “Chivo” (il suo soprannome) nel mondo del cinema e quanto possa essere sempre evidente la sua bravura è tecnica.

Lubezki penso sia fondamentale per capire l’importanza del mondo della fotografia nel cinema, perchè in fin dei conti un video non è altro che un sequenza di immagini (frame), passate velocemente nel proiettore.

Lubezki si riconosce subito per l’estetica, la passione per la luce naturale, i piani sequenza e l’utilizzo delle lenti grandangolari con una profondità di campo molto ampia.

Ogni suo film è una piccola lezione di fotografia, con una tecnica sublime che ammalia gli occhi anche dello spettatore meno esperto, lui ha la capacità di catturare tutti, dai più esperti che gli consegnano l’oscar, allo spettatore da cinema più semplice e comune che ovviamente non si pone il problema della fotografia in un film.

La profondità di campo ad esempio viene spesso utilizzata da “Chivo” per aumentare la percezione della realtà dei personaggi, con questa tecnica dai respiro ai movimenti e alle azioni che si susseguono in una determinata scena garantendo così una maggiore immersione nella storia.

La sua capacità, grazie anche la collaborazione con grandi registi, è proprio quella di farti immergere nelle scene e nelle situazioni, riesce a rendere tutto molto realistico e curato nei minimi dettagli.

Un’altra sua traccia è il piano sequenza, infatti ama molto l’utilizzo della macchina a mano, con dei lunghi piani sequenza che permettono allo spettatore di seguire in tempo reale il climax narrativo.

Birdman è l’esempio più lampante di questa tecnica che grazie alla capacità di Innaritu insieme al suo fedele fotografo, creano qualcosa di meraviglioso in un film che grazie anche al montaggio sembra essere girato in un unico piano sequenza.

La cosa particolare è come il lavoro di Lubezki influisca anche quello dei registi, è un fotografo evidente ma che grazie al suo talento, lascia una traccia indelebile nel film, chi collabora con lui non riesce più a farne a meno.

La luce naturale è la parte per cui Lubezki forse è più famoso è davvero riconoscibile, ama follemente la luce naturale e lo si vede nello specifico nel film che la consacrato con il terzo oscar consecutivo, The Revenant.

The Revenant è un esempio bellissimo di quanto è importante la fotografia all’interno di un film, più che dalla recitazione di Di Caprio (sempre bravissimo) o dalla trama un po’ basilare, rimaniamo catturati totalmente dalla fotografia di Lubezki che ci porta nel gelo dell’Alaska, con colori pazzeschi e luci spettacolari.

La sua tecnica, il suo gusto, il suo lavoro in post-produzione fanno si di creare un immagine perfetta, quasi da documentario a tratti, con un grandangolare e una luce naturale già bellissima di suo a rendere l’immagine perfetta e da scuola di fotografia.

Interessante parlare anche della sua duttilità, della capacità di mettere la sua qualità al servizio dei registi e della diverse sceneggiature e scenografie, fotografia pazzesca in Gravity, Bridman e The Revenant, film totalmente diversi tra di loro, con la traccia in comune di una fotografia che doveva adattarsi a mondi diversi.

Nonostante Gravity sia un esempio delle potenzialità CGI e anche un esempio dell’importanza anche in questi casi di un ottimo direttore alla fotografia che rende il film visivamente spettacolare.

Il piano sequenza di Birdman è di una bellezza unica e particolare, esaltando tutti i collaboratori che hanno lavorato al film, diretti da un sempre fortissimo Innaritu e perfezionati dai dettagli di Lubezki.

Mi immagino che nelle scuole di cinema, alla UCLA o nei salotti più famosi di Hollywood si parli molto della fotografia di Emmanuel Lubezki come esempio e insegnamento per gli aspiranti fotografi nel cinema.

Chiunque si affacci a questo mondo qui dovrebbe soffermarsi su questo direttore alla fotografia, per captarne le visioni e le tecniche per capire al meglio quanto possa essere utile e fondamentale il suo lavoro all’interno del film.

La sua passione per la luce naturale, per quel contatto con la natura con la bellezza dei colori, per la passione con cui si approccia ad ogni suo lavoro rendono Lubezki un fotografo apprezzato da tutti, facendo avvicinare anche i meno esperti alla sua fotografia.

Penso sia fondamentale un uomo come lui nel mondo del cinema, perchè come molti altri riesce ad esaltare i diversi ruoli e campi che ci sono all’interno di un film, che non sono solo fatti di regia e recitazione.

Tutti collaborano, tutti valgono allo stesso modo, sono tutti parti importanti di un bellissimo atto artistico, forse il più completo del mondo, fare film è una forma d’arte estremamente completa che va dalla scrittura alla più semplice posizione delle luci.

Ogni dettaglio, o lavoro è importante, ogni scelta artistica condiziona il risultato finale di un film, sarebbe bello se si parlasse di più di cinema, nei programmi in tv o su youtube, che si parli di cosa c’è dietro o appunto di quanto è bravo Lubezki.

Non si sente mai parlare veramente di cinema, quasi sempre lo si fa in modo superficiale, non riuscendo a trasmettere la vera complessità e passione che c’è dietro a questo lavoro.

Più si è immersi in questo mondo e più sia ha passione e voglia di vedere nuovi film, in questo modo li si può ampliare e parlarne in modo più completo, rendendo giustizia ad ogni reparto di lavoro.

Oggi ho parlato di un maestro come Lubezki, ma ci sarebbero molti altri di cui parlare, ci sarebbero tecniche da approfondire, ma ammetto che diventerebbe tutto alquanto noioso, penso sia più bello una spolverata tranquilla, senza troppi tecnicismi, in modo da avvicinare tutti alla bellezza del cinema.

Guardate qualche film con questo fotografo, ammirate le sue tecniche, e poi magari tornate qui, su questo articolo ad esprimere le vostre sensazioni e valutazioni, parlando di cinema e fotografia…

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