QUATTRO CHIACCHIERE: PERCHE’ I FILM LIVE ACTION TRATTI DA I VIDEOGIOCHI NON FUNZIONANO

Molti film sono stati prodotti partendo dai videogiochi, come mai difficilmente sono considerati dei bei film?

Dagli anni duemila in poi, sono stati prodotti diversi film che partono dall’idea, cioè dal soggetto di un videogioco, seguono la trama e provano a riprodurre mondi e personaggi nei film.

Sono diversi i film che sono stati prodotti e per molti di questi non abbiamo proprio dei bei ricordi, anzi, per la maggior parte dei casi siamo usciti delusi dalla sala del cinema o abbiamo spento la tv con disapprovazione.

Film scarni, con trame deboli e con personaggi che non hanno nulla a che vedere con quelli originali, quelli visti nel videogioco, non ci convince nulla di quei film e siamo pronti a criticarli senza pensarci due volte, così di getto.

In questi giorni nei differenti format del sito, ho parlato di Assassin’s creed e della serie ce verrà prodotta da Netflix, poi ho parlato di Death Note che non è tratto da un videogioco ma da un manga e da un anime, però il concetto di partenza è simile.

Il videogioco a differenza di molti altri prodotti, crea in se già un piccolo film, come se fosse un film di animazione, con una sceneggiatura, una scenografia imponente e con una caratterizzazione dei personaggi molto ben delineata, a volte immutabile per non stravolgere la trama.

Ultimamente poi, i videogiochi hanno sempre di più trame complesse e le idee originali più belle partono proprio da li, difficile che i film abbiamo un idea autoriale di quel livello.

Basta pensare a “The Last of us” oppure allo stesso “Assassin’s creed” sono storie davvero pazzesche per quanto riguarda il mondo che creano, e i personaggi che riescono a creare, sulle trame se pur belle ci sarebbe molto da discutere.

Il punto fondamentale è che per una mente creativa, il videogioco è come un libro, perchè l’autore può liberamente volare con la fantasia, esagerare e creare mondi senza alcun problema, può far quello che vuole.

I film hanno dei limiti, dei limiti scenografici e visivi, sempre minori grazie alla GCI, ma hanno una durata limitata, un cast e una complessità realizzativa non indifferente.

Prendo un esempio banale ma che rende l’idea, il salto della fede di “Assassin’s creed” nel videogioco lo puoi fare e rifare mille volte, ci saranno state sicuramente ore di lavoro dietro, ma effettivamente è stato creato al computer.

Se si vuole riportarlo visivamente in un film, serve un attore, un stuntman, un po’ di mezzi reali e scenografia reale e un po’ di GCI, con tutti gli studi possibili per renderlo realistico e non da videogioco che se muori rinasci.

La verità è che nel momento in cui qualcuno decide di produrre un film su un videogioco sa che dovrà affrontare delle sfide tecniche e visive davvero complesse e difficili da sostenere, sia visivamente che economicamente.

La trama sarà un tira e molla tra chi vuole rimanere fedele al soggetto originale e chi vuole sfruttarne solo l’idea per poi svilupparla in altri modi, in questo modo si cerca di evitare le critiche dei fan.

Un altro tassello della critica è il fanatismo estremo, persone che sono legate al videogioco e si sentono tradite da qualsiasi scelta stilistica del film, pronti a criticarlo a priori senza riuscire a scindere i due lavori, come quelli che leggono un libro e pretendono che il film sia uguale.

L’aspettativa per un live action e tanta quanto quella per un reebot o un sequel, è un aspettativa talmente alta che è davvero difficile soddisfarla e quindi per tutti questi motivi un film tratto da un videogioco non riesce mai a convincerci.

Più la base e scarna e meno le aspettative sono ampie, più è facile fare un prodotto di qualità senza deludere troppo i fan.

Andando a spulciare qua è la tra i siti di recensioni, vediamo che ci sono molte classifiche dei film tratti dai videogiochi, in queste compare praticamente sempre il primo film di Tomb Raider con Angelina Jolie nei panni di Lara Croft.

L’immagine sopra ci può far capire fin da subito che un film sarebbe stato meglio di un videogioco, fin dalle prime scene, visivamente non ci sarebbe stata storia, e in più a parte l’input iniziale avevano carta bianca senza la paura di deludere nessuno.

Lara Croft doveva essere bella, forte e sensuale, una donna che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, una di carattere, il precursore del personaggio femminile moderno che domina i film d’azione meglio degli uomini.

Per molti poteva essere un Idiana Jones al femminile, quindi di per se il soggetto non era invadente, anzi ha solo messo le basi per fare un film comunque carino con una buona trama e una Angelina Jolie semplicemente perfetta.

Con il passare degli anni dopo un sequel sempre con la Jolie, torna Lara Croft con un nuovi film di Tomb Raider con protagonista Alicia Vikander. Avrei altre opinioni su questo film ma ne parlerò magari in altro format.

Quello che voglio dire qui, è che l’ultimo film è molto più debole del primo, si deve confrontare non solo con i primi due film, Alicia con Angelina che purtroppo si perde già in partenza, ma soprattutto il videogioco, che è sempre più complesso e visivamente più complesso.

Se si va a leggere la classifica dei migliori film tratti da videogiochi sono tutti giochi la cui trama è semplice, la cui lavorazione inziale era ancora quella della ps1, e che non avevano un aspetto visivo clamoroso.

Erano più facili da interpretare perchè non c’era l’invadenza del soggetto originale che non poteva reggere il confronto con l’attore, adesso si fa addirittura il percorso inverso, ci sono gli attori famosi nei videogiochi e sono perfettamente riprodotti grazie al motion capture.

Quindi più è completo e complesso un videogioco e più sarà complesso farne un film che possa soddisfare tutti, o comunque fare un film oggettivamente bello.

Guardate che bello Pikachu in GCI, ci basta quello per essere felici, perchè i pokèmon, sono più facili da collocare in una storia senza stravolgere la storia praticamente nulla dei videogiochi da cui sono partiti.

Poi il film in questo caso, ha saputo convincere anche per molti altri aspetti, ma fondamentalmente l’ha potuto fare perchè la base era semplice e andava solo migliorata con una trama e un mondo convincenti.

Tom Holland sarà un giovane Nathan Drake è ho già letto una sfilza di commenti negativi, prima ancora che uscisse una sola scena del film, non sarà facile fare un film su Uncharted anche se il potenziale è sotto gli occhi di tutti.

Detto questo però, nel complesso i film tratti dai videogiochi sono solitamente fatti male, di fretta e senza troppa cura dei particolari, sanno che è un prodotto che vende e quindi nessuno si prende davvero cura del risultato finale.

Il fatto che ultimamente si sta spostando l’attenzione sulle serie tv è una buona notizia, perchè in questo modo è più facile sviluppare la storia e i personaggi, come successo con “The Witcher” che dalla sua aveva però la trama del libro.

Sapere che “The Last of Us” sarà una serie HBO e sarà scritta da Craig Maiz il creatore della serie Cernobyl, è una buona notizia e sono sicuro che uscirà fuori un ottimo prodotto come sempre quando si tratta della HBO, il network migliore al mondo per le serie televisive.

Più la CGI fa passi da gigante più le serie tv saranno popolari, più la qualità dei live action movie sarà migliore, di questo ne sono sicuro, bisognerà comunque valutare la serie e il film come un prodotto a se, facendo finta di non conoscerne il soggetto di partenza.

Spero vivamente che tutte queste nuove produzioni possano funzionare e che possa essere parte di una nuova era tipo Marvel cinematic universe, perchè i videogiochi hanno davvero delle idee autoriali pazzesche!

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