QUATTRO CHIACCHIERE: I CINEPANETTONI HANNO ROVINATO IL CINEMA ITALIANO?

Con l’uscita del film di De Sica e Boldi (Vacanze su Marte) la domanda torna di attualità…

Questa è una delle domande che affolla i salotti della discussione cinematografica, un cinema italiano che non è più lo stesso da moltissimi anni e che non riesce più a farsi sentire e vedere nel resto del mondo.

Ci sono mille motivazione per la situazione critica in cui si trova il nostro cinema, ma sono così correlate a degli “innocui” cinepanettoni? proviamo a capire quanto questi film possano aver influenzato la decaduta dell’universo cinematografico italiano, uno dei più amati del mondo.

Il primo cinepanettone è considerato proprio “Vacanza di Natale” del 1983, con i fratelli Vanzina alla regia e alla sceneggiatura e con Boldi e De Sica già nel cast come attori principali.

Quella data per molti è la fine del cinema italiano di alto livello, guidato da Fellini e con maestri della comicità come Totò e Alberto Sordi, con attrici come Sofia Loren e Virna Lisi.

Partiamo con l’analisi più importante e che già in parte potrebbe darci una risposta in poco tempo e farci rendere conto di come e perchè il cinema italiano non riesca più a farsi valere e si sia totalmente perso negli anni con solo qualche piacevole eccezione.

Pensiamo anche solo al lato economico, che come in tutti i settori in Italia ha avuto una grossa crisi, anche aziende importanti in altre settori sono sparite e non sono riuscite a reggere il confronto con la globalizzazione.

Il cinema italiano perde potere quando perde la forza economica, quando nei primi anni 90′ in America arriva la CGI l’Italia perde potere perchè eravamo e siamo una nazione che nel campo dell’elettronica e dell’informatica non siamo ad alti livelli, perso il potere economico è una catena di eventi inevitabile.

Prima avevi la forza di poterti paragonare, grazie all’ingegno scenografico e artistico, grazie alla manualità e grazie ad un settore in pieno “boom” economico, dove tutto era più facile e ti potevi permettere i migliori.

Dalla fine degli anni 90′ l’Italia ha avuto sempre meno potere e sempre meno case di produzione di una certa portata, molte sono fallite altre sono fuggite all’estero e poco a poco si è persa la base per creare prodotti cinematografici di un buon livello, o meglio prodotti che potessero piacere alle persone ed essere migliori di quelli di Hollywood.

Tutta questa situazione ha portato a doversi adattare a creare prodotti poco costosi ma che potessero portare il pubblico e in contemporanea l’avvento della nuova tv nazionale gratuita, “Mediaset” non ha fatto altro che alimentare questo nuovo stile di prodotto televisivo e cinematografico, più improntato sui giovani, che negli anni 80′ erano davvero tanti.

I cinepanettoni non fanno altro che prendere in giro un certo tipo di società italiano, un parodia grottesca di certe caratteristiche del popolo italico, e questa mossa funziona sempre.

Il periodo e per afflusso il migliore per le sale cinematografiche che nel periodo di natale si riempiono non in base ai film in sala, ma perchè è bello andare al cinema in quel periodo.

Quindi in un colpo solo il cinepanettone, si costruisce un pubblico di fanatici, divertiti dalla presa in giro del proprio “vicino di casa”, con stereotipi serviti su un piatto d’argento e con battute grezze, scontate ma che in quel periodo erano leggere e forse necessarie.

I cinepanettoni non sono concepiti come veri e propri film, ma come macchine da soldi che possano portare guadagno con il minimo sforzo, alle persone piacciono e quindi sia Mediaset che le case di produzioni supportano questi prodotti rendendoli simboli del paese e cambiando per sempre le basi per un ottima comicità italiana che si salverà solo in certi casi.

Arrivano la fine degli anni 90′, Hollywood sta schiacciando tutti, e le sue produzioni sono di un altro livello, arriva Titanic che fa il record di incassi, arrivano produzioni importanti e effetti visivi e speciali sempre speciali, che portano il pubblico lontano dai film italiani e li porta a vedere solo prodotti semplici e scontati come appunto cinepanettoni.

Lo sforzo produttivo è sempre meno importante, un cinepanettone si scrive in due giorni e lo si realizza in dieci, costa poco e garantisce un guadagno immediato e alla case di produzione questo piace, in più si utilizzano personaggi del palinsesto televisivo e li si butta a caso nella trama per attirare il pubblico ma bloccando la crescita di nuovi attori.

Boccata d’aria con “La vita è bella” che torna a dare importanza al cinema italiano, ma lo fa in modo semplice, geniale e stupendo, un film scritto in modo perfetto, divertente e che fa riflettere moltissimo.

“La vita è bella” però non è una grande produzione, non può rilanciare e spingere in alto di nuovo tutto il settore, non lo può fare anche perchè la produzioni non vogliono rischiare tempo e denaro e si punta sempre alle solite satire dall’incasso sicuro.

La cosa peggiore di questo settore è che le giovani menti, i giovani sceneggiatori, artisti e attori sono tutti bloccati da un sistema che non ne sente il bisogno e la necessità di averli, non servono grandi attori, non servono nuovi registi e nuovi talenti, non serve nulla di tutto questo.

In Italia, serve l’usato sicuro, ciò che ti garantisce un incasso, e quindi si va avanti con i vari registi, Neri Parenti, Vanzina e con le produzioni che non vogliono rischiare, mettendo da parte registi come Tornatore e Salvatores che nonostante tutto ci provano a tenerci in alto.

Negli anni duemila il sistema si blocca totalmente i soldi sono sempre meno e un sacco di “studios” a Roma chiudono, e cinecittà non è più la stessa.

cinecittà set del film Gangs of New York di Martin Scorzese

Il cinema italiano si è bloccato, non ha fatto emergere nuovi talenti perchè il mercato non ne aveva la necessità e si fa schiacciare da una Hollywood che ormai ha pienamente conquistato il cuore degli italiani, poco a poco anche i cinepanettoni spariscono, ma la comicità e l’intenzione produttiva rimane la stessa, guadagnare molto con il minimo sforzo.

Le scuole di cinema hanno sempre meno studenti e gli studenti che ci sono non sono all’altezza, non per colpa loro ma per la poca passione e ambizione che questa situazione a creato, il cinema è ovunque una pura opera commerciale, ma all’estero c’è voglia di stupire, di creare e l’arte in certi casi è al primo posto.

Al cinema italiano non servono più bravi attori, ma macchiette, ragazzini e personaggi televisivi, non serve la passione, ma l’essere pragmatici e ovviamente essere costretti ad accettare qualsiasi progetto per far carriera.

Meno produzioni, meno lavoro, meno possibilità di crescita, che tu sia un regista, un fotografo, un attore o uno sceneggiatore, c’è pochissimo spazio e quello che c’è è occupato da persone che devono fare semplicemente copia e incolla del film precedente.

I cinepanettoni sono come un morbo che entrato nel cinema italiano nel momento di difficoltà e si è nutrito della sua carcassa bloccando un sistema che ha bisogno di giovani, di idee e di passione, non solo di stereotipi e parodie stupide e ripetitive.

Come fa uno sceneggiatore a crescere se nulla li viene prodotto, se nessun film un po’ più ambizioso che scrive viene mai preso in considerazione? come fa un attore a crescere se nessuno gli da la possibilità di fare film un po’ più liberi e complessi, opere come quelle di una volta trasportate dalle esperienze e dalla passione per il cinema.

Il sistema è rimasto bloccato per anni, condizionando non solo il cinema ma anche l’universo delle serie televisive, che non riesce a competere con quello estero, un domino che distrugge le piccole produzioni italiane e indebolisce l’intero sistema, che senza soldi deve di nuovo puntare al commerciale, vedi (Baby e Summertime).

Finalmente arrivano i soldi!

è inutile girarci intorno, per salvare un settore servono sempre e solo i soldi, anche per farlo rinascere, devi avere i soldi per pagare i talenti che creano prodotti di un certo livello, l’ha fatto Netflix con Fincher che crea House of Cards e l’ha fatto Sky con Paolo Sorrentino e Guadagnino, con produzioni di un certo livello.

Appena arrivano i soldi qualcosa si sblocca, e poco a poco arrivano nuovi registi, nuovi attori come ad esempio Garrone e Mainetti alla regia, e Favino e Borghi come attori, qualcosa si muovo e poco a poco crescono tutti.

Quindi si, i cinepanettoni sono stati un “tappo creativo” un elemento che ha bloccato un sistema che era già in crisi e che aveva bisogno di scommesse e di nuovi talenti, e che purtroppo è rimasto indietro con il resto del mondo.

Possiamo discutere di quanto poco talento ci sia in Italia, ma la verità è che c’è ma non può emergere, o comunque fa fatica a farlo, forse bisognerebbe essere più umili e cercare di ripartire da zero con prodotti di qualità, dispendiosi si ma che aiutano a crescere, bisogna fare tutti dei sacrifici e magari sacrificare il fatturato per una volta, guadagnare un po’ meno ma crescere e creare qualcosa di vero e non vincolato.

I cinepanettoni non ci rappresentano, basta prendersi in giro, basta dire che l’Italiano medio è così, basta buttarsi merda addosso, sappiamo essere degli artisti pazzeschi, ma dobbiamo partire dal basso, osare con nuovi sceneggiatori o con nuove idee.

Osare e scommettere, queste devono essere le parole chiave per il rilancio di un intero settore, per far tornare il mondo del cinema ad un ottimo livello, senza buttare soldi per lo Stagecraft nel nuovo film di Boldi e De Sica, ma magari usarli per qualcosa di più ambizioso e perchè no meno sicuro.

Ho visto il Trailer dell’ultimo film di Mainetti, “Freaks Out” e devo ammettere che sembra una boccata, sulla strada giusta, ed è a cose del genere che il cinema italiano devo puntare, deve innovare e stupire il pubblico.

Per le serie tv poi è davvero ora di darci da fare, non accettare raccomandazioni di puntare sui giovani e di fare un prodotto che non sia condizionato dall’ombra del commerciale e aleggia su ogni serie tv italiana, osare e scommettere sempre.

Le persone sono scettiche, hanno bisogno di qualcosa che le colpisca, anche qualcosa di basso livello ma che abbia un’idea autoriale talmente potente da conquistare l’Europa e il mondo (come la banale serie spagnola “la casa di carta”), puntare su Netflix per farsi vedere per attirare l’attenzione e per poi avere la possibilità di creare qualcosa di davvero bello.

Non ricadiamo nella banalità assoluta, solo utile per il nostro paese, con film e serie tv che possono capire e concepire solo gli italiani, non facciamo di nuovo lo stesso errore, sarebbe ora di ampliare il raggio di azione e di pensare alla possibilità di conquistare anche il pubblico all’estero come ha fatto la Germania con “Dark”.

Nuovi progetti, nuove storie, e di conseguenza, nuovi lavoratori nel settore, nuovi sceneggiatori, registi e attori, è così che si rilancia un settore che purtroppo si è zappato le gambe da solo.

Questa discussione non avrà mai fine, ma devo ammettere che personalmente e per gusti prettamente soggettivi, mi ha dato davvero fastidio che anche questa volta in un momento di difficoltà per l’intero settore come questo, siano stati prodotti due film come “Lockdown all’italiana” e “Vacanze su Marte”, facendo per l’ennesima volta da tappo a tutto il reparto creativo che ha bisogno di essere prodotto.

Anche questa volta si è puntato sul guadagno facile e banale, rinunciando a qualche progetto più ambizioso e con magari dei volti nuovi, davvero un grande peccato, davvero brutto vedere situazioni del genere.

Questa è l’idea che mi sono fatto in questi anni, e credo che purtroppo i cinepanettoni siano stati davvero un grande problema per il cinema italiano di livello, spero solo che questi anni siano gli anni della rinascita.

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