OLD BOY: LA VERSIONE ORIGINALE COREANA A COFRONTO CON QUELLA US DI SPIKE LEE

RECENSIONI COMBINATE: Stesso soggetto, stessa trama, quali sono le differenze tra il remake e l’originale?

SPOILER ALLERT

Per questa recensione e articolo sarò costretto a fare dei grossi spoiler e siccome il film ha un ottimo plot twist, vi consiglio di non leggere questo articolo se non avete mai visto nessuno dei due film.

Come giusto che sia, inizio a parlare della versione originale proveniente da un cinema che non smette mai di stupirci, quello sud coreano.

Old Boy è un film del 2003 diretto da Park Chan-Wook tratto dall’omonimo manga, il film parte di una trilogia, detta della “vendetta”.

Io ho visto prima questa versione del film, che è presente anche nel catalogo di Amazon prime, ed ero rimasto particolarmente colpito dalla trama, il plot twist finale è davvero sconcertante e potente e nel complesso il film scorre bene.

Nel mio caso però ero molto condizionato dal fatto che sapevo che il film avrebbe avuto un clamoroso colpo di scena, e quindi ho vissuto il film come un attesa a quel momento, nonostante quello nulla mi aveva fatto pensare ad un colpo di scena del genere, quasi disturbante.

Il film è scritto davvero bene, e ben recitato e la regia non sbaglia un colpo e riesce a dare il giusto tono a tutta la storia, soprattutto il finale è estremamente carico di emozioni, forti e contrastanti.

C’è agonia,, disperazione, attesa e anche molta azione, il protagonista, barcolla nella sua tortura per tutto il film, trasmettendoti tutto il suo dolore e il suo smarrimento, molto bravo Choi Mik-Sik nel ruolo del protagonista che riesce a trasmettere le giuste emozioni.

Una fotografia a tratti un po’ troppo buia e una scenografia che ci lascia un po’ spiazzati rispetto alle classiche americane, forse a tratti una trama troppo lenta e silenziosa, che non ci permette del tutto di essere pienamente coinvolti e di capire a fondo il film.

Se le si guarda con la concezione che ci sarà un plot twist nel finale il film lo si accetta di più e non si rischia di annoiarci perchè sappiamo che l’attesa sarà ripagata, senza quell’indizio il fil risulta forse noioso e troppo fuori dagli standard a cui le persone sono abituate (Stile Hollywood).

Il remake americano è stato affidato a Spike Lee ed è uscito nelle sale, dieci anni dopo all’originale nel 2013, con protagonista Josh Brolin e Elizabeth Olsen, non accolto benissimo dalla critica perchè paragonato all’originale non era dello stesso valore.

A primo impatto questo film non è affatto male, ha una bella trama, c’è molta azione, violenza, degli ottimi protagonisti e il tocco di Spike Lee si vede, il film è molto commerciale e anch’esso si basa molto sul plot twist.

Non è per nulla noioso, scorre veloce nelle sue dinamiche ed è intrepretato da ottimi attori, facce conosciute e scenografie più comuni ai nostri occhi e ai nostri gusti.

Nel complesso è un bel film, ma sicuramente non se paragonato all’originale, perchè la trama perde parti fondamentali e il finale di Spike Lee è molto più debole rispetto a quello coreano.

Sinceramente mi aspettavo di più, si è puntato molto sull’azione, sui colpi di scena durante il film più che sul plot twist finale, sminuendo un po’ la suspense, esagerato in certe situazioni, meno realistico per quanto possibile.

La natura pittoresca di Hollywood annulla un po’ tutte le sensazioni di agonia e di disperazione che il film originale riesce a trasmettere, in questo c’è più adrenalina e testosterone e devo dire che sono rimasto un po’ deluso da Spike Lee che poteva far sicuramente di meglio, anche perchè lui era un regista adatto per questo genere.

La donna con l’ombrello giallo (Ted Mosby è lei la mamma? cit.) Samuel L. Jackson che sembra una caricatura mal eseguita di un magnate della moda o di un trapper anni duemila, Mr. Robot che muore, sono tutte cose che non erano necessarie e che allontano il film dalle sue reali intenzioni.

Confronto tra i due film

Nel film coreano il protagonista aveva un legame molto più solido con la moglie, un legame speciale con la famiglia, questo legame viene spezzato e già questo ci crea agonia e dolore, in più della figlia non sappiamo praticamente nulla.

La prigionia dura 15 anni e un altro spunto di disagio e di claustrofobia è quando il protagonista scopre di essere intrappolato in un grattacielo, ci sentiamo disperati per lui. I tentativi di suicidio, la disperazione di aver perso le persone che amava, tutto perfettamente trasmesso dalla regia e dall’attore.

Nel film americano, il protagonista è già divorziato dalla moglie, ci da una sensazione più distaccata, si ama sua figlia ma non ci trasmette tutta quell’unione, nel momento in cui viene rapito ci sono meno emozioni.

Meno paura, tensione, agonia e claustrofobia, in più ci danno più indizi sulla fine della figlia, quasi a volerci indirizzare verso la destinazione, poi cerca di fuggire e lo narcotizzano, come se lo avessero fatto perchè stava per fuggire e non perchè era tutto calcolato.

La differenza di età tra le figlie ci crea un diverso impatto emotivo, un piano più maligno nella versione coreana, perchè la figlia del protagonista e appena maggiorenne, mentre nella versione americana ha circa 23 anni, facendoci perdere un po’ la perversione del piano dell’antagonista.

Un’altra importante differenza sono le cause che hanno portato a questa situazione di prigionia e di vendetta, nella versione coreana il protagonista, ai tempi della scuola, poco più che bambino, era uno che sparlava, giudicava e creava dei grossi pettegolezzi all’interno della scuola.

Un giorno vede un incesto tra fratello e sorella e la scuola lo viene a sapere giudicando la povera ragazzina una poco di buono che si è fatta mettere incinta dal fratello.

La ragazzina ha una gravidanza psicologica e crolla sempre di più in una forma di depressione fino a suicidarsi gettandosi da una diga, il fratello di lei ha sete di vendetta ed escogita questo strano e perverso piano di vendetta.

La versione americana è più potente, più di impatto ma esplora meno le condizioni psicologiche dei protagonisti, infatti la versione del protagonista da giovane è già più matura, in periodo da superiori, appena prima del college.

Lui è il classico bullo che ha successo con le ragazze ed è l’idolo degli studenti, un giorno scopre una ragazza che sta facendo l’amore con un signore adulto, molto più grande di lei e mette in giro dicerie sulla ragazza.

Nel film scopriamo che quell’uomo adulto era il padre della ragazza e che era abituato a rapporti incestuosi con tutta la famiglia, uscita la notizia l’uomo impazzisce e uccide tutta la famiglia, tranne sue figlio che sopravvive per miracolo, quel ragazzo sopravvissuto è l’antagonista che vuole vendetta verso chi ha parlato.

La versione americana è si più potente in questo caso, ma ci fa perdere un po’ la follia dell’antagonista, la sua voglia di vendetta spropositata e sembra quasi giustificare l’atteggiamento del protagonista che non sapeva che quello fosse il padre di quella ragazza.

Il finale presenta delle grosse differenze, secondo me differenze che penalizzano moto il film di Spike Lee.

Nella versione coreana nel momento in cui il protagonista scopre di aver avuto un rapporto sessuale con sua figlia è molto più disperato, tanto da voler diventare il “cane schiavo” del suo nemico e torturatore, si taglia pure una parte della lingua per punirsi e per convincere l’antagonista e non dire nulla di ciò che è successo a sua figlia.

La figlia oltretutto è vergine ed ha appena 18 anni quando loro hanno il rapporto, ciò lo rende un incesto ancora più scioccante e d’impatto emotivo.

Nella versione americana c’è meno disperazione, più teatralità di tutta la storia e il protagonista non fa nulla per rimediare se non scongiurare il suo nemico di non dire nulla a sua figlia, molto meno di impatto.

In più la figlia è un po’ più adulta e avrà avuto sicuramente le sue esperienze, di questo non ne abbiamo certezza e fa perdere un po’ quella sensazione di disturbo, in entrambi i casi è davvero disturbante comunque come finale, nessuno si aspettava un incesto come vendetta.

Nel film coreano il protagonista si fa ipnotizzare per poter amare e vivere con la figlia, altra cosa che ci lascia perplessi e anche un po’ schifati moralmente parlando, il film americano è più docile e il protagonista si fa rinchiudere da dove tutto è iniziato e lascia una lettera alla figlia con dei diamanti per rifarsi una vita dimenticandosi di lui.

In questo senso il film coreano ci lascia con il dubbio, ci lascia agonia e disperazione, non capiamo se l’ipnosi ha avuto veramente effetto, lasciandoci con il dubbio che il protagonista voglia proseguire l’incesto con la propria figlia.

Tremendamente disturbante e terribile.

Nel complesso penso che la versione coreano sia meglio sviluppata in molte delle sue dinamiche narrativa, ci sono molte più emozioni ed è tutto ben curato, anche nei piccoli dettagli psicologici da trasmettere a chi vede il film.

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