EX MACHINA: UN INTERESSANTE CONFRONTO TRA UOMO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Recensione nel tempo di un caffè

Ex Machina è l’opera prima da regista per Alex Garland, scritto e diretto da lui, il film è del 2014 ed è essenzialmente un film di fantascienza che punta molto sul confronto psicologico. Pochissimi attori, gestiti alla perfezione, questo film fa della semplicità il suo punto di forza redendolo complesso nei discorsi, ma semplice nella sua dinamica.

Tre attori in uno spazio abbastanza ristretto, una casa sperduta nella natura, in un posto non meglio definito, Oscar Isaac è lo scienziato pazzo, la mente visionaria, il genio e follia che abita isolato per portare avanti i suoi sogni e i suoi progetti, tra cui la creazione di un robot consenziente con intelligenza artificiale. Domhnall Gleeson è il protagonista, un giovane informatico di nome Caleb, invitato a sorpresa nella dimora dello scienziato Nathan Bateman. Caleb avrà un confronto diretto con il robot, interpretato da Alicia Vikander, per fare un test e capire quanto possa essere “umana” questa incredibile intelligenza artificiale. Il confronto tra uomo e macchina è il punto centrale, traspare sempre una sensazione di inquietudine per tutto il film, ed è estremamente sottile la linea tra verità e falsità, tra giusto e sbagliato.

Come il protagonista rimaniamo ammaliati dalla stupefacente creazione dello scienziato, ci intimorisce, ci affascina e ci fa immedesimare perfettamente nella situazione, facendoci porre mille domande. Perchè questo film è un enorme quesito, un dubbio sulla nostra esistenza e su dove possa arrivare l’uomo per raggiungere “Dio”. Il robot interpretato da Alicia Vikander è estremamente realistico, verosimile e ben studiato, riesce a trasmettere le giuste emozioni tra cui un senso di paura costante che mi ha conquistato. Il bello di questo film è la capacità di gestire i dialoghi, dove tutti portano a qualcosa e sono perfettamente collocati nella trama, nulla è banale e tutto ben congeniato e ben scritto. La recitazione è perfetta, tutti e tre bravissimi attori, nei giusti ruoli e perfetti per un film di questo genere.

Il finale mi è piaciuto molto, mantiene le caratteristiche del film, accentuando il senso di stupore e paura, o per meglio dire inquietudine, perchè in fondo l’idea di una vera intelligenza artificiale ci affascina, ma allo stesso tempo ci spaventa, ci fa porre mille domande e ci fa sentire un po’ persi in un mondo che perderebbe alcune certezze e sicuramente toglierebbe potere all’uomo. Perchè un robot non è prevedibile se può pensare di testa sua.

Ci sono moltissimi film di questo genere e che trattano questo argomento, la serie Westworld ricalca per certi aspetti questo film, devo ammettere che però, questo film è davvero un piccolo capolavoro, un film che merita assolutamente di essere visto e su cui è bello riflettere.

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