ENEMY : UN FILM MOLTO COMPLICATO

Recensione nel tempo di un caffè

Enemy è un film del 2013 diretto da Denis Villeneuve e con protagonista, quasi in solitaria, Jake Gyllenhaall. Il film è tratto da un libro di Josè Saramango, “L’uomo duplicato”. Questo film è una visione contorta, non facile da capire e bisogna stare attenti a certi particolari per capirlo, la trama è semplice ma il suo significato è davvero nascosto.

Enemy si presenta con una scena ambigua, inizia con il protagonista che si trova in una sala buia che assiste a dei particolari spettacoli erotici con altre persone, che apparentemente sembrano benestanti. Lo spettacolo erotico culmina con una donna nuda che schiaccia con un tacchi a spillo una tarantola. La storia si sposta poi su Adam un professore di storia, la cui vita sembra spenta e monotona e che ha un rapporto di solo sesso con la propria compagna. Scopre guardando un film che c’è una persona uguale a lui e da li la sua vita prende delle pieghe inaspettate.

Lo spunto è interessante, ma il film fa fatica ad esprimersi, con una fotografia color seppia e una scenografia volutamente spoglia, cupa e molto spenta come il ritmo del film che non prende mai forma, rimane chiuso nella sua introduzione. Un film che ci lascia mille domande ma che cerca di esplorare l’animo di un uomo che si sente bloccato dai vincoli delle propria vita. Il sosia ne è l’opposto, la sua parte più espressiva, lui si è sposato e tra poco sarà padre. La figura del ragno si ripete più volte, simbolo che l’uomo è spesso intrappolato nelle propria vita, nel matrimonio e che delle volte si perde e non ritrova più se stesso.

Gyllenhaall è molto bravo, interpreta entrambi i personaggi con i giusti turbamenti, la lentezza del film viene mitigata dalla sua performance molto equilibrata e credibile. Mentre il resto del film rimane troppo distaccato dalla realtà, troppo complesso e che ti lascia mille perplessità e domande, un film che va interpretato come un opera d’arte da comprendere. Bello però che Villeneuve si sia espresso al meglio, con le sue idee e la sua espressione con un fotografia che anche se particolare è molto iconica e bella, a tratti molto simile a quella di “Blade Runner 2049” .

Un film che non mi sento di consigliare a tutti, perchè potrebbe risultare un po’ noioso e davvero troppo complicato, tanto da risultare quasi assurdo e stupido. Il film ha alcuni aspetti positivi e quelli negativi sono più soggettivi che altro. Ma questo non toglie il fatto che non è fatto per tutti, è un film particolare che va capito e compreso.

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