RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO: UN TEEN DRAMA DI UN CERTO SPESSORE

Recensione nel tempo di un caffè

Raccontami di un giorno perfetto è un teen drama del 2020 diretto da Bret Haley, la pellicola a come protagonisti Elle Fanning e Justice Smith ed è l’adattamento cinematografico del libro “All the bright places” di Jennifer Niven, qui co-sceneggiatore con Liz Hannah.

Il film si propone come un teen drama molto serio, che non prende le cose con troppa leggerezza, capiamo subito gli aspetti negativi della vita di uno dei due protagonisti, la ragazza interpretata da Elle Fanning, Violet, ha perso la sorella da qualche mese per un incidente stradale, e chiusa in se stessa, molto spenta.

Theodore Finch (Justice Smith) è un personaggio molto complesso che ha come obiettivo quello di far rivivere Violet, di farle apprezzare la vita, è un personaggio molto misterioso, solare e difficile da comprendere, infatti nessuno nel film lo comprende fino in fondo. Nasconde un forte dolore, un forte disagio e dedica tutto sé stesso per la felicità di Violet.

I due si conoscono a poco a poco perché si ritrovano a fare insieme un progetto di geografia in cui devono fare ricerca sulle bellezze dell’Indiana. La scelta non è casuale, perché appare come un posto noioso, monotono dove non c’è nulla di particolare. Il film punta molto su questo, sulla bellezza delle piccole cose, non importa se il punto più alto dello stato è solo a 400 metri di altezza, l’importante è fermarsi sul dettaglio, sulla bellezza e apprezzare ciò che si ha.

Il film pecca un po’ di troppa lentezza, diventa troppo noioso a tratti e i dialoghi non sono mai banali, sono spesso pesanti e parecchio incisivi, non si scherza, ma si parla di argomenti pesanti come suicidio, solitudine e pazzia e depressione. L’unione dei due protagonisti non è del tutto coinvolgente e non convince del tutto, anche se la recitazione è buona.

Raccontami di un giorno perfetto ha una piccola perla nel finale, un monologo davvero bello, con delle parole davvero significative da far sentire nelle scuole, c’è tutta la profondità di questo film, la serietà che si porta dietro. Un monologo che insegna che fa commuovere e che emoziona. Esprime in esso il potere che può avere un film o un libro, che con le sue parole trasmette messaggi di vita, piccoli segreti che tutti noi dovremmo sapere per ricordarci di essere felici.

Un film che sicuramente ha i suoi difetti ma che sicuramente ti trasmette qualcosa, e penso che a volte sia questo l’importante.

Piccolo estratto del monologo finale.

“Mi ha insegnato a meravigliarmi
mi ha insegnato che non serve scalare una montagna per sentirsi in cima al mondo
che anche i luoghi più brutti possono essere bellissimi se ti concedi il tempo per guardarli
mi ha insegnato che fa bene perdersi se si trova la strada per tornare”

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