…ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO: UN REBOOT INASPETTATO

Recensione nel tempo di un caffè

Altrimenti ci arrabbiamo è un reboot del 2022 dell’iconico film 1974 con Bud Spencer e Terence Hill. Nessuno aveva osato tanto, a toccare due mostri sacri del cinema italiano, una delle coppie cinematografiche più famose di sempre, eppure è arrivato questo inaspettato reboot. Un film che per certi aspetti mi ha stupito e che non pretende di sostituire l’originale ma che è solo un piccolo omaggio.

Pensavo peggio, è questa la prima cosa che mi verrebbe da dire su questo film, che nella sua trama e in linea temporale un sequel, ma che nelle sue dinamiche e scene è praticamente a tutti gli effetti un reboot. Con questa mossa hanno reso il film una eresia più contenuta diventando appunta, una bellissima dedica ad un bellissimo e intramontabile classico del cinema comico italiano. Non ci sono Bud Spencer e Terence Hill, non c’è lo stile e la comicità di quegli anni, ma ci sono delle belle citazioni e qualche attore che non mi è dispiaciuto.

La trama è molto semplice al film originale, con questa Dune Buggy rossa con la capotta gialla che si contendono due fratelli in questo caso, Carezza e Sorriso. Ogni personaggio ha il proprio soprannome ed è nel complesso un po’ tutto “fumettato” in una zona non meglio definita dell’Italia. Edoardo Pesce interpreta Carezza, la copia attuale di Bud Spencer e devo dire che la sua performance non è niente male, ricalca bene il personaggio originale e ne dà un giusto omaggio, devo dire che mi è piaciuto. Un po’ meno invece Alessandro Roja, che interpreta il fratello più minuto e scaltro, “Sorriso” che doveva essere la copia di Terrence Hill, ma che purtroppo risulta troppo forzato e grottesco e non si lega alla perfezione al suo compagno, però si apprezza il tentativo.

Christian da Sica è sempre il solito, ma non stona più di tanto, è marginale e il suo ruolo lo fa bene, un boss mafioso con un figlio stupido. Mi sono piaciute alcune idee della trama e alcune soluzioni per renderlo un po’ più moderno, belli gli elogi al primo film come il coro dei pompieri e ottimo il fatto per cui non hanno osato a riprodurre la scena dello spietato sicario, icona del film originale. Un azzardo sì ma che rispetta pienamente il film originale che non vuole fare nulla di nuovo ma che semplicemente un elogio a quel cinema e a quel film. Non si regge da solo, ha bisogno delle citazioni e dei ricordi legati all’originale, non è un film del tutto completo, ha i suoi difetti evidenti ed è facile confrontarlo con il film del 1974. Secondo me per goderselo senza troppi pensieri, va preso così com’è, senza farsi troppe domande. Un film che nel complesso risulta anche piacevole e che ci ricorda quanto fossero belli i film con Bud Spencer e Terence Hill, spensierati e divertenti come pochi. Difficile resistere alla tentazione di riguardarsi lo originale dopo aver visto questo inaspettato e azzardato reboot.

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