STRANGER THINGS 4: RECENSIONE DEL PRIMO VOLUME DELLA QUARTA STAGIONE

Recensione nel tempo di un caffè

La quarta stagione è la meglio riuscita della serie, sicuramente merito di un budget elevato ma anche di una buona capacità di chiudere il cerchio e di mettere in ordine molti aspetti ancora oscuri. Un villain perfetto e molto più concreto dei precedenti, i personaggi più maturi e consapevoli danno più spessore a tutta la stagione.

Stranger things preme un po’ di più sul genere horror e lo fa con la giusta dose di adrenalina e orrore, molte scene sono davvero ben curate, sia dal lato estetico che da quello fotografico, molto realistico il villain principale fatto con trucco prostetico, si vede davvero che tutto la serie ha fatto un step in più.

Ottima anche la regia degli ormai super collaudati fratelli Duffer, tutto ricorda gli anni ottanta, sia nei riferimenti che nelle canzoni, rendendo anche questa stagione davvero molto iconica. I nuovi personaggi sono ben scritti e si adattano bene alla nuova evoluzione della trama. Uno in particolare è davvero ben scritto e fa parte del cliffhanger finale.

Questa stagione è la più matura e consapevole ed è speciale perché grazie alla sua trama rafforza anche le altre come un bel film che sul finale fa coincidere tutti i fatti e le sottotrame. Una bella sensazione quella di vedere crescere una serie stagione dopo stagione, con questo volume uno che trova nell’episodio 4 e 7 il suo massimo splendore, per trama ed effetti visivi davvero di ottimo livello. Pur mantenendo lo stesso stile e dinamica, questa stagione divide un po’ i protagonisti creando un po’ delle sottotrame per amplificare la storia, peccato però che la trama principale sovrasti completamente il resto. Personaggi come Mike che perdono importanza e sono quasi inesistenti. Mentre altri sempre più importanti e al centro dell’azione come Dustin. Undici mantiene la sua importanza e rimane punto cardine della trama con un bellissimo colpo di scena finale che in parte la riguarda.

La quarta stagione appare più precisa, poco confusionaria e con misteri più intriganti delle precedenti, strizzando l’occhio al genere giallo poliziesco a tratti con toni molto dark e horror, c’è più violenza del solito, ma questo non fa altro che aggiungere spessore a questa stagione. Pochi sono i difetti, perché effettivamente sta diventando una serie davvero di altissimo livello. Curioso il fatto che il secondo volume avrà solo due episodi, ma molto lunghi di circa due ore, forse una scelta per dare ancora più importanza al finale di stagione, la serie finirà con la quinta stagione.

Stranger Things diventa sempre di più icona di Netflix e con questa stagione alza il livello e potrà essere sicuramente una pubblicità di un certo livello per tutto il canale, ci punta molto a questo e lo si vede dalla enorme quantità di pubblicità presente in giro per internet e non solo. Una serie che cresce con i suoi personaggi e seppur con uno schema sempre molto simile, riesce a stupire con trame sempre più concrete e ben scritte e con Villain davvero di altissimo livello, sia visivo che caratteriale.

Una stagione che merita sicuramente di essere vista e che dà valore a tutto il lavoro precendente.

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