Recensione nel tempo di un caffè

Snowpiercer arriva alla sua terza stagione, distribuita in Italia da Netflix, la serie è liberamente tratta da una graphic novel. Una serie e una storia abbastanza unica nel suo genere, che tra alti e bassi mantiene un buon livello narrativo, senza conquistare mai del tutto.
La seconda stagione aveva alzato il livello rispetto alla prima, aggiungendo dinamiche e personaggi davvero interessanti, la terza stagione mantiene lo stesso livello e aggiunge un obiettivo che prospetta la fine della serie, o comunque una svolta fondamentale.
Il finale lascia molta curiosità, ma non forse abbastanza come dovrebbe, la serie e piacevole ben scritta e con buoni personaggi, ma non riesce mai davvero a sorprendere, visivamente o narrativamente. Una serie che sembra sempre essere low budget e che non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale, perdendosi in sottotrame che danno si qualcosa in più ma che a lungo andare stufano lo spettatore. Scelte e dinamiche sempre più complesse, con gli ultimi due episodi che vanno a mille allora rispetto al resto della stagione che tiene comunque dei toni lenti, a volte troppo e inconcludenti.
Sicuramente la cosa positiva è che in questa stagione è che c’è molto materiale, molte storie, incroci narrativi e nuove scoperte, ogni episodio offre novità e il confronto tra i protagonisti è sempre accesso. La promessa del nuovo è Eden è il fulcro della storia e ci porta ad immaginare un mondo fuori dal treno, con la speranza che accompagna ogni episodio.