THE WITCHER: PICCOLA ANALISI DELLA SERIE TV NETFLIX

QUATTRO CHIACCHIERE: The Witcher sta conquistando tutti anche con la seconda stagione, cerco di analizzare alcuni aspetti di questa serie tv.

Come prevedibile anche la seconda stagione di The Witcher sta avendo un gran successo, una saga fantasy non molto conosciuta ma che grazie ai videogiochi prima e adesso con questa serie Netflix sta spopolando in tutto il mondo. Un po’ forse la nostalgia del trono di spade e un po’ la voglia sempre attiva di Fantasy hanno spianato la strada del successo per questa serie tv.

Il mondo è davvero pieno di Fantasy di ogni tipo, dal più famoso “Signore degli anelli” ai racconti più disparati presenti anche nelle fiabe e nelle leggende popolari. I Fantasy attingono informazioni dalle credenze medievali e non solo, elfi, gnomi e tante strane creature mistiche e magiche. Un fantasy di successo deve darci qualcosa in più, deve creare un mondo che crei curiosità e attrazione.

The Witcher lo fa proprio partendo dal titolo e dal suo protagonista, i Witcher per l’appunto, esseri con poteri speciali allevati fin da bambini per combattere i mostri, dei guerrieri mercenari che uccidono mostri per soldi e per salvare le persone. Personaggi pensati e scritti alla perfezione che creano curiosità immediata.

Recensione Prima stagione

Recensione seconda stagione

Gerart Di Rivia

Protagonista della serie, Witcher iconico per la sua chioma bianca e i suoi occhi ambrati, tutto in lui crea curiosità, ci attira ed è un perfetto protagonista, come lo era nei videogiochi lo è anche nella serie tv, con un perfetto Hery Cavill particolarmente legato al personaggio. Gerart è il fulcro della storia e punto di forza di essa, nettamente il personaggio cardine che rende speciale questo Fantasy. Nella serie parla poco, per scelte dell’attore e dell’autrice della serie tv, il fascino del mistero e del silenzio di un uomo dalle mille avventure. L’arrivo di Cirilla cambia totalmente Gerart, perché vediamo un Witcher in un ruolo non suo, quello di essere un padre e un maestro, una protezione per qualcuno a lui caro. Altro punto di forza, crea contrasto novità e curiosità, e rende Gerart più umano. Nella serie Tv Gerart è perfetto, nella seconda stagione sfoggia un’armatura davvero ben congeniata e visivamente molto accattivante e bella. Le sue spade saranno anche strumento di marketing, con le lame d’argento, ben riprodotte e di diversi tipi, altro simbolo di questo personaggio. A poco a poco vediamo i suoi poteri e la sua vera forza, un guerriero davvero potente, il più forte dei Witcher. La sua presenza ci infonde sicurezza e forza e penso che sia un altro pregio di come sia girata e scritta questa serie.

Yennefer di Vengerberg

Altro personaggio ben riuscito nella serie come nei libri, ottima trasposizione anche rispetto ai videogiochi, un personaggio dalle molte sfumature, che riesce a creare un forte senso di attrazione. L’attrice scelta per la serie, Anya Chalotra è perfetta, con le lenti a contatto viola a renderla ancor più unica e particolare, la definirei stranamente attrattiva. Un personaggio ancora misterioso, la seconda stagione ci mostra le sue fragilità, ma allo stesso tempo la sua voglia di vivere la sua volontà e anche il suo lato affettivo più nascosto. Legata indissolubilmente a Gerart i due non fanno altro che farsi del male, non riuscendo a coltivare il loro amore. Anche questo è un punto di forza di questo fantasy che porta avanti una storia d’amore senza farla pesare troppo e nonostante l’ambientazione, per certi versi ricorda una possibile d’amore moderna. Bello il contrasto che crea Yennefer tra mondo fantasy e mondo reale, un po’ tutta la sua storia può essere paragonata alla vita nel nostro mondo, come fosse una fiaba che ci dà una lezione di vita. Gli occhi viola sono un po’ un simbolo, meno rimarcati nella seconda stagione, rendono Yennefer unica e attraente come deve essere. Nella prima stagione esprime tutta la sua potenza in un finale epico, in questa fa una scelta di cuore, e forse ha trovato uno scopo nella vita.

La Principessa Cirilla

Cirilla completa il cerchio dei tre personaggi principali della serie, una chiusura di un cerchio perfetto. Ciri infatti è il centro nevralgico di tutti gli eventi narrati, tutto gira intorno a lei e le vicende che succedono sono causa della sua esistenza stessa. Un classico del genere, un evento o una persona che cambia il corso degli eventi, quella che da inizio alla storia nella storia. Una principessa che ben presto cambia la sua vita e deve sopravvivere, fin da subito si nota che ha dei poteri speciali, ruolo chiave che viene rafforzato nella seconda stagione. Protetta da Gerart, tra i due nasce un legame speciale come padre e figlia. Bellissimo il rapporto che si crea tra i due anche nella serie, trasmettono le giuste sensazioni, rendono tutto molto più credibile. Cirilla è al tempo stesso un personaggio ancora tutto da scoprire, un personaggio che sicuramente muterà nel corso delle stagioni, diventando sempre più forte e importante. L’attrice Freya Allan si adatta perfettamente al personaggio, cresce con lei, sia fisicamente che caratterialmente. Altro punto di forza della serie, non è mai un peso, ma un punto in più, un personaggio fondamentale non troppo forzato o fantasioso, ma veramente ben scritto e ideato.

The Witcher è in netta crescita, il budget si amplifica e nella seconda stagione si nota questa cosa, location e battaglie più complesse, mostri e scontri in ogni episodio e nulla è lasciato al caso, sembra solo inizio di qualcosa di ancora più spettacolare e questa seconda stagione, dà l’idea di essere un prologo ancora più della prima. La prima era una presentazione dei personaggi, la seconda è l’avvio concreto nella storia e dell’arco narrativo preso dai libri. Le citazioni al videogioco aumentano, stuzzicando i fan e non solo. Una serie che non annoia mai nonostante qualche momento più rilassato e con ritmi più lenti. The Witcher usa anche toni horror che tengono la tensione alta e ci mostra personaggi molto profondi con storie davvero sempre molto interessanti, parla spesso d’amore ma riesce farlo in modo leggere ed incisivo.

Gli spazi sono difficili da comprendere, lo si intuisce dal clima, si passa dal freddo al caldo, ma non lo si capisce dalle tempistiche a volte troppo brevi e surreali, i personaggi si muovono davvero velocemente anche se effettivamente delle volte utilizzano il teletrasporto dei maghi. Il mondo di The Witcher nella serie tv ci appare breve e tutto ci sembra ravvicinato, difficile capire il reale scorrere nel tempo, c’è solo qualche indizio ogni tanto, ma in questo senso è un po’ tutto confuso. L’universo narrativo è ampio e pieno di nomi e ciò che rimane celato in molte situazioni e lo scopo di alcune azioni di alcuni personaggi. Divisioni sociali, potere, classi, in questo caso è facile fare confusione, un mondo più complicato di quello del trono di spade da questo lato, dove le famiglie e le casate sono meno incisive e dove solitamente è la magia a fare da padrona.

La trama della seconda stagione è davvero ben scritta, ci sono i giusti colpi di scena e tutto sembra manovrato da forze oscure, bella anche la cura e il dettaglio con cui sono stati pensati i mostri. Come nella prima stagione, le colonne sonore non hanno ancora la giusta epicità, forse nel complesso è un piccolo difetto della serie, una colonna sonora poco coinvolgente e importante. Si riscatta però nelle canzoni del Bardo, molto rappresentative e belle. Proposta una nuova canzone, troviamo anche un bardo che sembra quasi una popstar con il suo personaggio più maturo e consapevole di sé stesso, importante a suo modo.

La serie riesce a destreggiarsi perfettamente tra contenuti originali, videogiochi e libri, fa citazioni, repliche e ci aggiunge qualcosa di nuovo e perfetto per portare avanti la trama in modo più adatto per un prodotto visivo come una serie tv.

Netflix stupisce ancora tutti con questa seconda stagione creando uno dei prodotti più belli e meglio riusciti del catalogo, supera l’impresa di affrontare i fan sia dei videogiochi e dei libri e li rende tutti soddisfatti. Molti paragonano la serie come il nuovo trono di spade, io penso invece che The Witcher sia un prodotto a sé, con un proprio mondo che a poco che vedere con il mondo di Geroge Martin, un mondo fatto più di magia, amore e sogni.

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